Coronavirus nelle case di riposo, i sindacati: «A fine febbraio abbiamo lanciato l'allarme ma non ci hanno ascoltato»

I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil: «Per fortuna grazie al Prefetto Pasquariello ora la situazione ha preso una piega diversa e ci sono le basi affinché lavoratori e ospiti possano esser tutelati»

Nel tardo pomeriggio di giovedì 9 aprile 2020 si è tenuto presso la Prefettura di Sondrio un delicato momenti di confronto per affrontare

Il contagio da coronavirus nelle case di riposo della provincia di Sondrio preoccupa. Lungo le giornate di martedì 7 e giovedì 9 aprile 2020, coordinati dal Prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, e su richiesta dei sindacati territoriali, si sono svolti in videoconferenza due importanti incontri sul proliferare del covid-19 al'interno delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) di Valtellina e Valchiavenna.

All'incontro (raccontato qui), insieme a Cgil, Cisl e Uil, hanno preso parte anche il Direttore Generale dell’ATS, Lorella Cecconami, e i direttori di alcune delle RSA della provincia. 

Ecco di seguito la posizione delle tre sigle sindacali territoriali in seguito agli incontri in Prefettura:

Che il tema Covid19 all’interno delle RSA e RSD della nostra provincia andasse opportunamente attenzionato il sindacato confederale – attraverso le proprie categorie che rappresentano i lavoratori e i pensionati – lo sostiene da molto tempo.

Non solo lo sostiene in ogni occasione di confronto istituzionale ma lo ha anche formalizzato – a più riprese - a tutte le strutture interessate con dovizie di richieste e di raccomandazioni. La prima nota infatti risale alla fine di febbraio, reiterata il 12 marzo e rafforzata ulteriormente con una diffida inviata a tutte le strutture il 16 marzo nel quale si chiedeva trasparenza rispetto ai modelli organizzativi, trasparenza rispetto ai dati dei malati e garanzia di opportuna fornitura dei DPI (dispositivi di protezione individuale) necessari per poter operare in sicurezza sia per gli operatori che per gli ospiti.

La risposta alla diffida non si fece attendere il giorno 16 marzo, quando quasi tutte le strutture sottoscrissero un documento nel quale, pur evidenziando l’eccezionalità della situazione, le strutture asserivano di aver fatto tutto il possibile e di avere tutto sotto controllo ed invitavano le Organizzazioni sindacali a “evitare sterili prese di posizione” chiedendoci di “rassicurare i lavoratori” rispetto agli sforzi degli enti gestori. Non solo: c’è stato addirittura chi, in qualità di rappresentante di un’Amministrazione comunale, ha paventato di valutare eventuale denuncia delle tre sigle sindacali per “procurato allarme”.

Orbene potremmo oggi dire che le nostre non erano sterili polemiche e che se, chi di dovere, avesse ascoltato le nostre preoccupazioni – che poi sono quelle dei lavoratori e dei familiari degli ospiti – forse, ripetiamo forse, non saremmo al punto in cui siamo.

Abbiamo inoltre segnalato la pesantissima situazione in cui si trovano ad operare operatori del settore che stanno lavorando in condizioni durissime e con turnazioni che difficilmente riusciranno a garantire se tale situazione dovesse protrarsi. Ciò a causa di una mancanza di personale, dovuta a malattie e assenze di vario titolo, che rischiano di mettere a dura prova la tenuta dei servizi.

Grazie all’intervento del Prefetto di Sondrio, dr. Salvatore Pasquariello, che ha convocato – su richiesta di CGIL CISL e UIL – un tavolo congiunto con RSA, ATS, Organizzazioni sindacali, sembrerebbe che la situazione ha preso una piega diversa e che si sono poste le basi affinché lavoratori e ospiti possano trovare le giuste risposte alle loro istanze. Nei due incontri che si sono svolti in videoconferenza il 7 e il 9 aprile u.s si è infatti dato riscontro positivamente alle istanze del sindacato.
Nel merito si è condiviso di attuare un monitoraggio sistematico della situazione in essere in ogni struttura rendicontando:

  • Il numero dei decessi, dei malati sintomatici, di quelli soggetti a tampone e di quelli già risultati positivi;
  • Il numero dei lavoratori assenti per malattia, di quelli soggetti a tempone e di quelli già risultati positivi;
  • I protocolli operativi messi in essere nella gestione dei pazienti sintomatici (isolamento, personale dedicato, interrelazione con ATS);
  • I protocolli operativi in tema di misurazione della temperatura dei lavoratori e le necessarie azioni conseguenti;
  • Fornitura dei DPI congrui alle condizioni di salute degli ospiti con la garanzia dei DPI minimi per tutto il personale;
  • L’effettuazione di tampone ad ospiti e lavoratori sintomatici a fronte di istanza della direzione sanitaria della struttura;

Si è inoltre preso atto, grazie al contributo di ATS della Montagna, che:

  • in questi giorni sono state garantite forniture di mascherine e DPI a tutte le strutture che ne hanno fatto richiesta;
  • che la situazione tamponi ha avuto una evoluzione positiva; basti pensare che sono nella giornata di mercoledì 8 aprile presso la struttura di Sondrio nel sono stati fatti 30 mentre a Morbegno ben 46;
  • è stato attivato, per tutte le strutture RSA, un supporto di consulenza medico Infettivologo e Pneumologico attraverso una convenzione ASST della Valtellina e Alto Lario;
  • è stata attivata, grazie all’Associazione Siro Mauro, una consulenza psicologica per i lavoratori coinvolti.

Come Organizzazioni sindacali abbiamo chiesto un riscontro rispetto alle manifestazioni di interesse a seguito dell’applicazione della DGR 2096 di Regione Lombardia (ospitalità per pazienti COVID19) al fine di poter essere certi che in queste strutture si adottino tutti i protocolli e i DPI necessari.

Dai mezzi di comunicazione, inoltre, vengono forniti quotidianamente numeri sempre più allarmanti dei decessi nelle Rsa. Abbiamo chiesto pertanto che ci vengano comunicati i dati aggiornati, raffrontati a quelli dello stesso periodo dello scorso anno, dei decessi avvenuti nelle RSA e nei comuni della provincia di Sondrio nei mesi di gennaio, febbraio e marzo.

Il tavolo ha condiviso l’opportunità, rappresentata dal Prefetto, di ricostituire un organismo di rappresentanza e coordinamento delle case di riposo onde poter avere interlocuzioni più snelle e una rete di relazioni più efficace.

Come CGIL CISL e UIL, unitamente alle categorie interessate, continueremo a vigliare – per il tramite dei lavoratori coinvolti che invitiamo a contattarci senza esitazioni – affinché quanto definito sia effettivamente fatto nella consapevolezza che la nostra azione è tesa a tutelare lavoratori e ospiti, in una situazione ben più grave di quella che qualcuno voleva farci apparire.

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