La provincia di Sondrio celebra la Festa dell'Unità Nazionale

Forze dell'ordine, amministratori locali e scolaresche insieme nel capoluogo per ricordare il 4 novembre, data della vittoria italiana nella prima guerra mondiale

La provincia di Sondrio ha celebrato la Festa dell'Unità Nazionale Giornata delle Forze Armate, del Decorato al Valore Militare e dell'Orfano di Guerra con una partecipata cerimonia. Introdotta cento anni fa, nel 1919, è la festa nazionale in cui si celebra la vittoria italiana nella prima guerra mondiale.

A Sondrio, dopo un momento di raccoglimento presso il Sacrario Militare al Parco della Rimembranza, con l'alzabandiera e l'onore ai Caduti e la celebrazione della Santa Messa, il corte, composta da amministratori locali, forze dell'ordine e scolaresche ha sfilato verso Piazzale Valgoi dove, presso il monumento ai caduti, sono stati letti i messaggi del Presidente alla Repubblica, dal Prefetto di Sondrio, Paola Spena, e del Ministro della Difesa, dal comandante provinciale dei carabinieri Emanuele De Ciuceis.

Successivamente il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, ha letto il discorso celebrativo mentre un rappresentante delle forze dell'ordine ha letto le motivazioni della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa al Milite Ignoto.

Le parole di Scaramellini

Questa giornata di festa fu istituita nel 1919 per celebrare la raggiunta Unità nazionale e le Forze armate, che tanto avevano dato al Paese durante la Grande Guerra – ha detto
il Sindaco Scaramellini -.Forze armate rappresentate anche oggi, come allora, da donne e uomini in uniforme che servono il nostro Paese con gli stessi valori di lealtà, impegno e umanità. In una società civile, dove quotidianamente registriamo accadimenti che ci preoccupano fortemente, che denotano una allarmante mancanza del comune senso
civico e una tendenza all’inosservanza diffusa delle più elementari regole della civile convivenza, dove gli onesti e i deboli tendono a soccombere, i cittadini sentono forte,
viva e rassicurante la presenza e l’opera delle Forze armate.

Nel manifestare la nostra riconoscenza e gratitudine alle donne ed agli uomini impegnati nelle Forze armate, come cittadini dobbiamo esigere che lo Stato ne tuteli l’attività e ne favorisca l’operatività efficace. Dobbiamo ricordare il ruolo che le Forze armate rivestono quotidianamente, ma anche quello che hanno conquistato per noi durante la guerra, anche con il sacrificio della propria vita: la libertà e la democrazia.

In ogni paese della nostra valle troviamo un monumento ai caduti, che ci ricorda il sacrificio dei nostri avi. Dobbiamo sentire l’obbligo di far conoscere ai nostri ragazzi il valore delle loro gesta, in difesa dello Stato e delle Istituzioni. Quelle Istituzioni che vanno rispettate e difese, perchè sono la base del nostro vivere civile. Condizione necessaria per promuovere il rispetto delle Istituzione, è la conoscenza delle stesse e dei valori sottesi, da tramandare di generazione in generazione. Ne sono fermamente convinto ed è per questo che, dopo aver sostenuto con il nostro Comune la raccolta firme a sostegno della proposta di legge volta alla reintroduzione nelle scuole di un’ora di “educazione alla cittadinanza” e dopo aver accolto con soddisfazione l’annuncio dell’esito positivo dell’iniziativa, ora mi rammarico che non si sia ancora data attuazione alla reintroduzione nelle scuole di quella che un tempo veniva definita “Educazione Civica”.

La memoria del passato, sia monito e guida, nell’azione delle persone ed in particolare di quelle che ricoprono ruoli istituzionali, in questa nostra Società contemporanea, caratterizzata da una complessità crescente, dove i tradizionali punti di riferimento rischiano di venir meno. In questo “contesto complesso”, le Forze armate rappresentano
un caposaldo prezioso, che va salvaguardato e considerato con profondo rispetto. Oggi è il giorno del ricordo dei sacrifici e dei meriti delle Forze armate, della celebrazione dell'Unità Nazionale, del ringraziamento alle Forze armate per ciò che hanno fatto e fanno quotidianamente nel nostro Paese e all'estero.

Marco Scaramellini, sindaco di Sondrio

Infine, sono state deposte le corone di alloro sull'altare eretto in memoria dei Caduti.

Il discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Oggi 4 Novembre celebriamo il Giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, in questo 2019, anno centenario del decreto che volle una festività dedicata alla appena conquistata unità della Patria. Settanta anni fa la Repubblica riconobbe, con legge del Parlamento, il 4 Novembre come Giornata dell'Unità Nazionale. Una data in cui si riassumono i valori di una identità nazionale lungamente perseguita dai popoli d'Italia con le aspirazioni risorgimentali e con i grandi sacrifici compiuti dal popolo italiano nella prima guerra mondiale. 

Ricorrono altresì 20 anni dalla legge che apriva alle cittadine italiane l'arruolamento nelle Forze Armate, con un contributo positivo alle capacità del Paese in materia di difesa. Le gesta e l'esempio che hanno contraddistinto il comportamento di tanti militari nelle vicende che hanno accompagnato nei decenni lo sviluppo dell'Italia, ispirano ancora oggi il personale delle Forze Armate, al quale va la riconoscenza di tutto il Paese per il contributo fornito alla sicurezza della comunità nazionale e internazionale. Nelle aree più martoriate del nostro pianeta, i nostri militari assicurano il sostegno dell'Italia alla salvaguardia dei diritti umani e per prevenire e contrastare il terrorismo.

In un mondo attraversato da molteplici tensioni e scosso da diffusa conflittualità, lo Stato italiano oggi schiera oltre 6000 persone in 22 Paesi, a salvaguardia dei più deboli ed oppressi. A tutte loro va un particolare pensiero. Si tratta di un impegno gravoso che risponde alle responsabilità assunte dalla Repubblica a tutela della pace nel contesto internazionale, in particolare dell'alleanza alla quale abbiamo liberamente scelto di contribuire, il Trattato dell'Atlantico del Nord, e nell'Unione Europea.

Un ruolo riconosciuto ed apprezzato, ad iniziare dai Paesi amici ai quali forniamo supporto nell'affermazione della loro indipendenza, nel consolidamento di relazioni internazionali rispettose della legalità e dei diritti di ciascuno. I traguardi raggiunti ci consentono di guardare al futuro con fiducia, consapevoli, tuttavia, dei rischi e delle sfide portate tuttora alla pacifica convivenza.

In questo giorno in cui celebriamo l'Unità Nazionale e festeggiamo le Forze Armate, desidero trasmettere il più vivo apprezzamento del Paese per la professionalità e le qualità umane espresse dai militari e dai dipendenti civili della difesa nella loro attività. Ad essi e alle loro famiglie rivolgo l'augurio più cordiale. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica.

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Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana

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