Giovedì, 21 Ottobre 2021

Rapina a mano armata in pieno giorno a Sondrio, arrestati due giovanissimi del Tiranese

Il furto nel centro scommesse aveva suscitato molto scalpore. Il video della rapina e degli arresti

È durata esattamente tre settimane la latitanza dei due responsabili della rapina a mano armata avvenuta in una sala scommesse di Sondrio lo scorso 11 settembre. Un episodio che aveva creato non poco "timore sociale" in Valle, viste anche le modalità aggressive, risolto nelle prime ore di oggi, sabato 2 ottobre, dagli agenti della polizia di stato con l'arresto di due giovanissimi del Tiranese, accusati di rapina aggravata.

Tre settimane di indagini, coordinate dal sostituto procuratore Marialina Contaldo, in cui gli agenti della squadra mobile, coadiuvati dalla polizia scientifica, hanno con precisione ricostruito quanto accaduto: in primis gli spostamenti effettuati dai ladri. Grazie alle telecamere, quelle a circuito chiuso installate dentro il centro scommesse e quelle poste lungo la rete viaria provinciale, gli inquirenti sono stati in grado di risalire agli autori del furto.

È così che per M.S., 19 anni, italiano di Villa di Tirano, e per B.D.H., 20enne di origine marocchina, residente a Tirano, in ottemperanza all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Sondrio Antonio De Rosa, sono scattate le manette. Entrambi, già conosciuti dalle forze dell'ordine per piccoli precedenti, sono stati condotti presso la casa circondariale del capoluogo a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Durante le perquisizioni, effettuate dai poliziotti nelle abitazioni dei due, sono state rinvenute le armi utilizzate per la rapina: una pistola finta, replica perfetta di una vera, sia in fattezze che in peso, sia un dissuasore elettronico (teaser), oltre che gli abiti indossati durante la violenza. Del denaro asportato, complessivamente 2000 euro, gli agenti ne hanno rinvenuto poco più della metà. 

"C'era la possibilità che i due facessero altre rapine. Grazie all'autorità giudiziaria per la collaborazione e la prontezza con cui ci ha sostenuto durante le indagini e grazie agli agenti della squadra mobile e della scientifica per il loro lavoro svolto. Quanto accaduto aveva scosso la nostra provincia, abbiamo dato una risposta importante alla popolazione" ha commentato il questore di Sondrio, Angelo Giuseppe Re. 

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