Vaccini, deserta l'ultima gara: Regione era ormai disposta a pagarli il doppio che a marzo

L'unica azienda che si è fatta avanti si è offerta di consegnarli in tre mesi: troppo tempo


 

La prima volta che, nel 2020, Regione Lombardia (tramite la centrale acquisti Aria) aveva cercato di ordinare vaccini anti-influenzali per il 2020/2021, verso la fine di marzo, si era offerta di pagarli 4,50 euro l'uno, ma l'unica azienda ad essersi proposta (la Glaxo) ne offriva un milione e 300 mila a 5,90 euro. Così la gara era saltata. Oggi invece Regione vorrebbe pagarli 10 euro l'uno ma non riesce a trovarli.

Gli esperti sostengono che quest'anno la vaccinazione anti-influenza è più importante del solito, perché con il vaccino si limitano i casi di influenza stagionale e si evitano numerosi casi di dubbi se un malato abbia il covid o appunto l'influenza di stagione, visto che i sintomi sono molto simili: di conseguenza si evitano troppi ricorsi al tampone covid.

I cittadini lombardi però si avviano, almeno al momento, a non trovare vaccini tanto facilmente. Il problema potrebbe riguardare anche i soggetti fragili, visto che soltanto gli over 60 sono due milioni e 900 mila e, attualmente, Regione dispone di un milione e 800 mila dosi per adulti (e quasi 500 mila per bambini). Nel corso di questi mesi, va detto, Aria ha indetto ben nove gare, ma il problema è che cinque di esse sono andate deserte.

La prima è proprio quella di marzo. L'ultima è del 7 settembre, con esito "certificato" il 30 di quel mese: Regione era disposta ormai a pagare 10 euro a dose e soprattutto ad anticipare 15 milioni di euro, pagamento immediato, per un milione e mezzo di dosi. Ma partecipa soltanto la cinese Life'On, che offre i vaccini a un prezzo ben superiore (15,12 euro) e con consegna a tre mesi, troppi per Regione. 

Le gare

Nove gare, si diceva. La prima (a marzo) con una contro-offerta giudicata allora troppo onerosa (lo ribadiamo: oggi Regione pagherebbe quasi il doppio). La seconda revocata perché erano state chieste troppe poche dosi. La terza è un mezzo fallimento perché si trovano solo i vaccini pediatrici. Finalmente, poi, durante l'estate si riescono a inanellare ben quattro gare con esito positivo. L'ottava gara (a fine agosto) e la nona (a inizio settembre) tornano ad essere un fallimento. 

Regione Lombardia ha acquistato quasi il doppio dei vaccini rispetto all'anno scorso, ma non abbastanza da "coprire" tutta la popolazione che rientra in quella fragile. Nel frattempo (ma è probabilmente una legge del mercato) le strutture private sono arrivate a raddoppiare ii prezzo del vaccino per chi si rivolge a loro.

Il piano vaccini: ma siamo in tempo?

Regione Lombardia, a inizio ottobre, ha reso noto il piano vaccini. Tre punti vaccinali in Duomo e negli ospedali Sacco e Baggio militare, altri in sette centri anziani della città e poi, naturalmente, gli studi dei medici e dei pediatri, con partenza a metà ottobre per i soggetti più fragili: over 65, donne in gravidanza, persone con più patologie, operatori sanitari e bambini fino a 6 anni. Per questi ultimi la vaccinazione dovrebbe scattare leggermente più tardi, entro metà novembre.

Perché il vaccino anti-influenzale è più importante del solito?

«Si calcola che con la vaccinazione anti influenzale si potranno ridurre di circa 4-5 milioni i tamponi per casi dubbi causati da sintomi simili al coronavirus», sottolinea Marco Tinelli, infettivologo dell'ospedale San Luca-Auxologico di Milano: «Sembra che la vaccinazione antinfluenzale riduca il rischio di contrarre il coronavirus per una indiretta azione protettiva nei confronti dello stesso». Non è tutto: «Le infiammazioni dei bronchi - continua Tinelli - dovute ad altri virus respiratori come l’influenza, favoriscono l’attacco ai recettori Ace-2 delle cellule bronchiali e la diffusione ematica del coronavirus». ​

«La vaccinazione - prosegue - riduce del 70% circa il rischio di contrarre l’influenza negli individui adulti, un po' meno negli anziani perché, fisiologicamente, il sistema immunitario è meno reattivo e quindi produce meno anticorpi protettivi. Questa è la ragione principale per scegliere vaccini più adatti per gli over 65. Inoltre la vaccinazione riduce moltissimo anche del 50-70% le complicanze dell’influenza come la polmonite che, nell’anziano o negli immunodepressi, può essere molto grave».

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