Il ghepardo asiatico dell'Iran conquista il Sondrio Festival

Primo premio al documentario sul più raro felino della Terra. Due premi per la storia dell'orsa polare Frost alle isole Svalbard. Grande affluenza di pubblico per l'edizione 2019

La consegna del premio al regista Bobak Aghdasi da parte del sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini

La XXXIII edizione di Sondrio Festival, la Mostra Internazionale sui Parchi, ha un vincitore che viene da lontano e il suo simbolo: il ghepardo asiatico. È il più raro felino della Terra, l'animale nazionale dell'Iran, ma rischia di estinguersi: ne rimangono una cinquantina di esemplari. Alcuni sono stati seguiti e filmati da Fathollah Amiri per il documentario "Il ghepardo asiatico dell'Iran": la passione del regista, l'accuratezza del reportage sulla condizione dell'animale hanno convinto la Giuria internazionale, che gli ha assegnato il premio "Città di Sondrio". Con questa motivazione: ≪Il mediometraggio testimonia che la preoccupazione per la possibile scomparsa di un animale simbolo in via di estinzione definitiva e la sua assoluta necessità di tutela sono sentimenti universali che appartengono all’intera umanità≫.

La serata finale della manifestazione, che si è appena chiusa al Teatro Sociale, ha incoronato il regista iraniano che aveva presentato di persona il suo documentario venerdì scorso. A ritirare il premio dalle mani del sindaco di Sondrio Marco Scaramellini è stato Bobak Aghdasi.

 

Gli interventi

La premiazione del vincitore della XXXIII Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi è stata l'atto conclusivo di una serata presentata da Fabio Panzeri, intervallata dagli spettacoli di danza della compagnia Performing Junior su coreografie di Stefania Curtoni, aperta dagli interventi dei rappresentanti istituzionali. 

≪Questa edizione di Sondrio Festival è stata spaziale - ha esordito il sindaco Scaramellini -: un'organizzazione perfetta e un successo al di sopra di ogni aspettativa≫. 

Angelo Schena per il Cai ha sottolineato come Sondrio Festival sia il simbolo di tutto l'interesse nei confronti della protezione dell'ambiente e del cambiamento climatico, mentre il presidente del Bim Alan Vaninetti si è soffermato sul coinvolgimento dei giovani affinché si diffonda la sensibilità per queste tematiche. 

Marcella Fratta, nelle vesti di presidente di Assomidop, l'associazione guidata dal Comune di Sondrio che organizza Sondrio Festival, ha espresso la soddisfazione per la vicinanza dei cittadini e l'attenzione del pubblico proveniente da fuori provincia: ≪Sondrio Festival - ha detto - è il risultato di una sinergia importante fra enti che credono in queste tematiche e nell'importanza di aprire una finestra sul mondo. La prossima sinergia potrebbe essere quella con il Trento Film Festival≫.

Un'ipotesi avvalorata dal presidente della rassegna cinematografica Mauro Levechi nel suo successivo intervento sul palco del Teatro Sociale.

Le premiazioni

Nella serata delle premiazioni Sondrio Festival ha vissuto il suo momento celebrativo con l'omaggio ai registi e produttori dei documentari, a un pubblico appassionato che ha affollato il Teatro Sociale, e agli organizzatori di Assomidop, guidati dal Comune di Sondrio, che hanno allestito un programma di livello assoluto tra film, ospiti illustri e grandi eventi.

Sei in totale i premi assegnati, oltre a una menzione speciale: tre dalla Giuria internazionale, gli altri dalle giurie del Cai, del pubblico e degli studenti. In un concorso caratterizzato dall'alto livello qualitativo e dalla varietà degli ambienti indagati, risultato della selezione operata dal Comitato scientifico presieduto da Nicola Falcinella, sono emerse individualità di spicco.

La Giuria internazionale, presieduta da Roberto Mantovani del Cai, era formata dalla naturalista Arianna Aceti, dal presidente del Parco nazionale dei Tatra, in Polonia, Szymon Ziobrowski, dalla regista belga Karine De Villers, dal direttore della rivista "Montagna 360" Luca Calzolari, da Loredana Dresti del Parco nazionale dello Stelvio e da David Restivo del Servizio Parchi nazionali degli Stati Uniti. Ha assegnato altri due riconoscimenti: il premio "Regione Lombardia", per il miglior documentario sugli aspetti naturalistici, culturali, paesaggistici ed economici delle aree protette all'interno dell'Unione europea; il premio "Parco Nazionale dello Stelvio".

Il premio "Regione Lombardia" è andato al documentario "La favolosa storia del gipeto",  di Anne e Eric Lapied, ambientato sulle Alpi tra Francia, Italia e Svizzera, dalla scomparsa alla reintroduzione del rapace. Gabriella Bertazzini di Regione Lombardia ha consegnato il riconoscimento a Eric Lapied.

Il premio "Parco Nazionale dello Stelvio" è stato assegnato a "Una regina senza più regno" di Asgeir Helgestad, ambientato nelle isole Svalbard. La regina del titolo è una mamma orso, Frost, le cui vicissitudini evidenziano come la salvaguardia delle regioni polari sia essenziale per la sopravvivenza del pianeta.

Angelo Schena, componente del Consiglio direttivo di Sondrio Festival, ha consegnato il premio al regista. Hegelstad ha rivelato di aver deciso di raccontare la storia di Frost nel 2017, dopo averla vista con dei segni sulla schiena.

La Giuria internazionale ha inoltre scelto il documentario "Nella mente della balena" di Rick Rosenthal per una menzione speciale.

La Giuria speciale del Cai ha assegnato il premio "Renata Viviani", originaria di Isolaccia, che era stata referente del Centro di cinematografia del Cai, al documentario "Echilibru nella pelle dell'orso", di Victor Jullien, Eve Cerubini e Jerome Fatalot, il monologo di un orso che parla all'uomo. Il premio è stato consegnato al direttore della fotografia del film Luc Paris da Renato Veronesi, delegato del presidente del Cai nazionale Vincenzo Torti.

Un riconoscimento di grande rilevanza, poiché misura il gradimento degli spettatori, ovvero dei non specialisti ma dei fruitori di questi lavori cinematografici, è quello che ogni anno viene assegnato dalla Giuria del pubblico, formata da 25 persone e presieduta da Arrigo Mattiussi. Il premio "Achille Berbenni" è andato a "Una regina senza più regno" di Helgestad.

A colpire il pubblico l'idea originale, la narrazione coinvolgente, il racconto intimo e poetico. Il regista norvegese, presente in sala nelle ultime serate, lascia Sondrio con ben due premi.

La Giuria degli studenti, formata da tre classi dei licei Piazzi Perpenti e Donegani e dell'Istituto agrario, che ha visto una selezione di documentari tra quelli in concorso e fuori concorso, ha scelto "Earth - The nature of our planet - Episode 01: air" per il premio "Ambiente giovani", sostenuto dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio. A consegnare il premio alcuni studenti con il presidente dell'ente comprensoriale Tiziano Maffezzini.

In attesa dell'edizione 2020

In conclusione, è salita sul palco il direttore di Sondrio Festival Simona Nava per esprimere la sua soddisfazione per il successo riscosso, ancora più grande in considerazione del lavoro svolto per diversi mesi. Una gioia per i tanti complimenti ricevuti che ha voluto condividere con chi ha collaborato e con i componenti del Comitato scientifico. Un arrivederci all'anno prossimo per la XXXIV edizione e per una nuova sfida: utilizzare il linguaggio cinematografico per far crescere una coscienza ecologica indispensabile per sventare le minacce che incombono sul nostro pianeta.

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