Disabili gravi, Regione Lombardia torna sui suoi passi: riportato a 600 euro il bonus per i caregiver

Il provvedimento dopo le polemiche delle scorse settimane

Torna ufficialmente a 600 euro mensili il bonus per i caregiver che si occupano di disabili gravi in Lombardia. Il 23 dicembre 2019, con delibera "prenatalizia" della giunta lombarda di centrodestra, l'assegno si era ridotto a 400 euro, scatenando una protesta fortissima sia da parte delle opposizioni sia delle associazioni di caregiver, con qualche "sponda" anche dentro la maggioranza.

L'assessore alla disabilità Stefano Bolognini (Lega) ha presentato (con qualche giorno di ritardo sulla tabella di marcia) in commissione sanità l'integrazione alla delibera, in modo da rimediare "in corsa", stanziando risorse per 28 milioni di euro, di cui 12 nuovi, grazie all'anticipo del fondo per le non autosufficienze. I cittadini che a dicembre 2019 risultavano presi in carico per disabilità grave erano 7.044.

"Manteniamo standard di gestione - ha spiegato Bolognini - che collocano Regione Lombardia ai livelli più elevati tra tutte le Regioni: nessuna lista d'attesa; quote singole tra le più alte delle altre amministrazioni regionali; nessuna categoria esclusa; forte integrazione nella costruzione dei percorsi individuali, con l'obiettivo di raggiungere la massima appropriatezza degli interventi; tempestività e costanza nelle risposte".

I nuovi importi per i disabili gravi

Oltre al ritorno a 600 euro dell'assegno mensile per tutti, viene prevista una rimodulazione del buono per la permanenza a domicilio della persona con disabilità grave: le spese di assistenza riconosciute per chi è regolarmente impiegato (ad esempio baby sitter, assistente familiare e così via) vanno da un minimo di 200 a un massimo di 500 euro al mese. Un bonus alternativo (fino a 300 euro) è destinato al caregiver familiare impegnato nell'assistenza diretta in relazione a bisogni di dipendenza vitale (stati vegetativi e così via).

Un punto controverso riguardava l'obbligo di 25 ore alla settimana di frequenza scolastica per i minori in età da scuola dell'obbligo, come condizione per accedere al bonus. Da più parti si era detto che spesso questa frequenza è impossibile da mantenere in caso di minori gravemente disabili. L'assessore ha chiarito che questo deve essere considerato "valore convenzionale, pertanto tutti i minori che frequentano solo la scuola, hanno diritto ad accedere alla misura". Non solo: il bonus, nei mesi di luglio e agosto, aumenterà a 900 euro "a compensazione del maggior onere assistenziale per il caregiver familiare dovuto al periodo di chiusura della scuola". 

"Lasciato il limite Isee, le misure non bastano"

Di "parziale marcia indietro" parla Gian Antonio Girelli, consigliere regionale del Pd: "Ma non basta. Il governo ha messo 90 milioni per la Lombardia (per i disabili gravi, n.d.r.), la Regione ne ha trovati 23 di cui 13 per il voucher che però ha numeri risibili: per Milano stiamo parlando i 168 casi su 2.903 destinatari del contributo. E' stato inoltre lasciato il limite di reddito Isee che, almeno per i disabili gravissimi, non dovrebbe esistere. Bene che abbiano tolto il criterio, per i minori, della non iscrizione a scuola, ma quella era veramente una condizione abnorme perché la socialità dei minori disabili andrebbe favorita, non certo punita con il taglio del contributo. Siamo ancora lontani dal ristabilire le condizioni garantite dalla Regione nel 2019, la vicenda non finisce qui".

"I fondi annunciati dall'assessorato derivano dal fondo sanitario regionale e dovranno essere quindi spesi in voucher, uno strumento che l’anno scorso, purtroppo, non ha assolutamente funzionato nel sostegno e nell’assistenza alle persone disabili, inoltre viene mantenuto il criterio dell’isee per l’accesso ai fondi. Le persone che hanno bisogno di assistenza vanno trattate come cittadini di serie a", il commento di Gregorio Mammì del Movimento 5 Stelle.

"Se pensiamo che ogni anno assistiamo ad un incremento del 28% degli utenti che accedono alle misure di sostegno, è chiaro che da parte di Regione Lombardia occorre uno sforzo nel reperire maggiori stanziamenti. In secondo luogo, occorre un cambio di passo sulla stabilizzazione dei progetti a sostegno dei disabili: le misure B1 e B2 devono diventare strutturali, così da consentire una programmazione complessiva migliore, evitando ogni anno alle famiglie momenti di grave incertezza", si è espressa Patrizia Baffi di Italia Viva.

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"Lo Stato non fa abbastanza"

"La nuova delibera per le disabilità gravi e gravissime, oltre a riportare il contributo minimo a 600 euro mensili, garantisce la copertura delle prestazioni sanitarie e dei servizi per le persone con disabilità fino a 1.200 euro mensili (1.700 per i casi più gravi). Possiamo dire che la delibera di giunta ha un primato nazionale: quello di fondere veramente per la prima volta il sanitario con il sociale, garantendo sia la quota sociale sia quella economica per i caregivers", replica soddisfatto Emanuele Monti (Lega), presidente della commissione sanità del consiglio regionale, che "striglia" il governo: "Lo Stato incrementa il fondo per la non autosufficienza, ma di una quota decisamente inferiore rispetto ai bisogni degli abitanti, bisogni di cui abbiamo avuto conferma da parte di tutti gli interlocutori. E' ancora Regione Lombardia che riesce non solo a garantire, ma ad aumentare, il sostegno alle categorie più fragili dei propri concittadini. Il Governo nazionale fa, ma non fa abbastanza, come al solito". 

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