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Coronavirus, un numero di telefono per i pazienti in quarantena obbligatoria

Un nuovo servizio organizzato ex novo Dall'Asst per accompagnare i pazienti dalle dimissioni fino alla completa ripresa

Allo scopo di garantire sostegno e aiuto ai pazienti per i quali ci sono difficoltà alla dimissione oppure che pur non avendo sintomi sono ancora positivi al coronavirus, l'Asst ha organizzato ex novo un apposito servizio per supportarli e seguirli fino alla ripresa completa e al ritorno alla vita di sempre. Un percorso che dura qualche settimana, poco più di due nella migliore delle ipotesi, segnato dalle telefonate quotidiane di due operatrici che si sincerano delle condizioni di salute e delle esigenze, pratiche o mediche, e che li aiutano a risolvere eventuali problematiche legate all'approvvigionamento di generi alimentari e medicinali coinvolgendo la Protezione civile e la Croce Rossa.

«I pazienti una volta dimessi, anche se senza sintomi, hanno bisogno di essere seguiti e valutati lungo il percorso verso il ritorno alla normalità e alla guarigione completa da covid-19 - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -: grazie a questo servizio siamo in grado di monitorarli e di rispondere alle loro richieste quotidianamente. Il periodo della quarantena li obbliga alla solitudine, non potendo avere contatti diretti con i familiari, inoltre c'è la preoccupazione per l'esito dei tamponi: la presenza delle operatrici che raggiungono queste persone attraverso il telefono le tranquillizza e favorisce il completo recupero. Inoltre, nel caso in cui si verificassero problemi, possiamo intervenire con tempestività».

L'Ufficio dimissioni protette opera per sette giorni alla settimana attraverso un numero di telefono che le persone possono anche chiamare in caso di necessità. Ad oggi sono una sessantina i pazienti inseriti nel programma, tra quelli dimessi dal Morelli a partire dal 30 marzo dopo aver superato la malattia nella forma più grave e quelli usciti dagli Obi degli ospedali di Sondrio, Sondalo e Chiavenna, risultati positivi al tampone ma con sintomi lievi. Tutte queste persone vengono poste in quarantena obbligatoria a casa fino a quando non risulteranno negative a due tamponi eseguiti a distanza di 24 ore l'uno dall'altro almeno due settimane dopo le dimissioni. Per l'intero periodo, che può quindi durare qualche settimana, le operatrici chiamano ogni giorno chi necessita di aiuto e ogni tre chi non ha particolari problemi: un contatto regolare fondamentale per seguire nel migliore dei modi la fase di ripresa dal covid-19.

Trascorsi 14 giorni le informazioni raccolte vengono trasmesse all'Ufficio prenotazione tamponi che, a sua volta, organizza il servizio presso le strutture mobili allestite all'esterno dei Presidi territoriali oppure a domicilio, chiamando i pazienti per fissare l'appuntamento per l'esame. Se entrambi i tamponi risultano negativi, escono dalla quarantena obbligatoria. Per effetto delle dimissioni, che fortunatamente si susseguono, le persone seguite aumentano di giorno in giorno. Questo servizio si aggiunge a quello di supporto telefonico per i familiari dei pazienti ricoverati al Morelli attivato nelle scorse settimane.

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