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Stelle cadenti di San Lorenzo: condizioni meteo perfette. Quando ammirarle nel cielo valtellinese

Grazie alla Luna Nuova, con una luce meno intensa, sarà possibile vedere meglio anche le meteore più piccole

Immagine d'archivio

La notte di San Lorenzo, il 10 agosto, è sempre attesa, da tutti, per le sue stelle cadenti che amiamo ammirare mentre esprimiamo i nostri desideri. Quest'anno più che mai i desideri da esprimere sembrano davvero tanti! 

Le lacrime di San Lorenzo sarebbero, in realtà, delle meteore, le Perseidi. Per convenzione il giorno dedicato a questo spettacolo naturale è il 10 agosto ma siamo davvero sicuri che sia il momento  migliore per osservare la cascata di stelle? In realtà il momento in cui il fenomeno è più denso in questo 2021 è previsto nella notte tra il 12 e il 13, ma le meteore saranno visibili per tutto il mese

Che cosa sono le stelle cadenti e perché esprimiamo desideri

La prima cosa da sapere è che le stelle cadenti non sono stelle cadenti: le stelle infatti non cadono, e quelle che vediamo attraversare il cielo non sono stelle, bensì frammenti di una cometa, quella di Swift Tutle. Questa cometa, come era stato già notato dagli antichi Romani, passa ogni anno in questo periodo dal punto della sua orbita più vicino al Sole, rilasciando uno sciame di meteoriti che gli astronomi chiamano Perseidi (perché sembrano provenire dalla costellazione di Perseo): sono questi frammenti incandescenti che sembrano cadere sulla Terra le stelle cadenti a cui affidiamo i nostri desideri.

Un'usanza, quest'ultima, anch'essa molto antica: basti pensare che la parola desiderio deriva dal latino desiderium, che significa proprio "mancanza di stelle". Secoli fa gli astri nel cielo erano una guida preziosa per viandanti e navigatori, e ad essi ci si affidava per ritrovare la via di casa o la meta desiderata.

Perché si chiama Notte di San Lorenzo

Passando dall'astronomia alla Storia del Cristianesimo, scopriamo che San Lorenzo fu un martire messo al rogo nel 258 dai soldati Romani su ordine dell'imperatore Valeriano: secondo la tradizione, quindi, le stelle sarebbero le lacrime incendiate del santo, o i tizzoni della graticola sulla quale sarebbe stato ucciso.

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