Coronavirus, al via i test sierologici in Valtellina e Valchiavenna

Saranno attivi, a partire dal 5 di maggio, i centri prelievo di Bormio, Tirano, Sondrio, Morbegno, Chiavenna e Sondalo.

Anche in ATS della Montagna da domani prenderà il via l’esecuzione sulla popolazione dei test sierologici per la ricerca degli anticorpi contro il Coronavirus. Il test consiste in un prelievo venoso ed è rivolto in questa prima fase al personale sanitario che lavora in Pronto Soccorso e in reparti a contatto con pazienti fragili ed alle seguenti categorie di persone: contatti di caso sintomatici/asintomatici identificati a seguito di inchiesta epidemiologica, su invito di ATS e soggetti sintomatici con quadri simil Covid 19, a domicilio, NON contatti di caso, su segnalazione del MMG.

In Valtellina e Alto Lario saranno attivi, a partire dal 5 di maggio, i centri prelievo di  Bormio, Tirano, Sondrio, Morbegno, Chiavenna e Sondalo.

Possono sottoporsi al test le persone che sono giunte al termine del periodo di isolamento domiciliare fiduciario dopo 14 giorni in assenza di sintomi. I cittadini non possono richiedere direttamente l’esecuzione del test, ma lo effettuano, su base volontaria, solo su invito di ATS o richiesta del medico curante . Se l’esito del test è NEGATIVO significa che la persona verosimilmente non è venuta in contatto con il virus e, allo scadere dell’isolamento, può rientrare in comunità. Se l’esito del test è DUBBIO la persona deve ripetere il test dopo una settimana. Se l’esito del test è POSITIVO la persona effettua il tampone nasofaringeo per la ricerca dell’ RNA virale: in caso di tampone è negativo la persona allo scadere dell’isolamento può rientrare in comunità; se il tampone è positivo il soggetto diventa “CASO Covid“ e si procede all’isolamento obbligatorio con tutto quanto ne consegue compreso l’isolamento fiduciario dei contatti stretti. Aderire al test è importante perché la valutazione complessiva dei risultati ci consentirà di acquisire maggiori conoscenze sulla reale circolazione del virus nella popolazione lombarda e in quella dell’ATS della Montagna fornendo anche indicazioni utili per affrontare la fase due in maggiore sicurezza, senza dimenticare mai l’importanza di continuare ad utilizzare i dispositivi di protezione e a mantenere le regole di distanziamento sociale che finora hanno permesso di contenere la diffusione del contagio.

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