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Covid, gli esperti: "Gli asintomatici non dovrebbero fare i tamponi"

Il sistema di tracciamento è vicino al collasso in Lombardia. Il suggerimento degli scienziati: "Comportatevi come se foste positivi ma non fate il test". Presto nuove regole sugli isolamenti

Il sistema di tamponi per monitorare l'andamento della pandemia è sempre più vicino al collasso in Lombardia, tanto che oramai si pensa alle alternative. Se da una parte la Regione ha predisposto una task force per intensificare i test, dall'altra ha chiesto alle farmacie di prolungare gli orari fino alla serata e ai medici di base di effettuare tamponi direttamente nei loro ambulatori. Una richiesta, quest'ultima, che la Regione aveva già predisposto nel novembre del 2020, evidentemente non realizzata finora.

Le priorità per fare i tamponi

Un'altra decisione della task force è stata quella di stabilire le priorità: anzitutto i sintomatici con prescrizione del medico, in fondo alla lista quelli che fanno il tampone perché hanno bisogno del green pass. Gli scienziati provano a dare consigli concreti. Carlo La Vecchia, epidemiologo della Statale di Milano, dice che i non sintomatici che si ritengono contatti stretti di positivi al covid dovrebbero semmai auto isolarsi ma senza andare a fare il tampone. "La priorità ai tamponi va data ai sintomatici", di fronte alle lunghe code che si formano fuori dai luoghi in cui si effettuano i test, dice La Vecchia. 

Verso regole diverse

E aumentano gli esperti che ritengono sia quasi ora di cambiare le norme sull'isolamento. Se il covid con variante Omicron si rivelerà davvero come sembra, cioè come un raffreddore che non intacca i polmoni, si potrebbe allentare (da gennaio inoltrato) la regola sull'isolamento dei contatti stretti di positivi, lasciando loro la libertà di muoversi. Sul punto sembrano d'accordo più o meno tutti gli scienziati, dopo che gli studi avranno confermato quest'impressione.

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