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Immagine d'archivio

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All'ospedale Morelli di Sondalo si pensa a riaprire il quarto reparto per malati covid-19

Ieri i nuovi ricoveri sono stati 15, un numero che non si toccava da settimane in un giorno soltanto. La terza ondata in provincia di Sondrio non sembra così lontana

La situazione dei ricoverati al Morelli di Sondalo, ospedale covid-19, è in evoluzione ma quello a cui si assiste è un progressivo peggioramento, dopo che per settimane, a partire dalla seconda metà di gennaio e per buona parte del mese di febbraio, il numero dei ricoverati era sceso dal picco di quasi 200 toccato in questa seconda ondata. Oggi nei tre reparti dedicati nel primo padiglione sono ricoverati 67 malati covid-19, i sette in gravi condizioni sono in Terapia intensiva, nel quarto padiglione: 74 in totale contro i 65 di lunedì scorso.

Il saldo tra dimissioni e nuovi ricoveri è negativo: 38 sono i malati accolti, di cui soltanto uno proveniente dalla provincia di Brescia, e 22 i dimessi. Ieri i nuovi ricoveri sono stati 15, un numero che non si toccava da settimane in un giorno soltanto, e il timore è che si possa ripetere. I tre reparti sono ormai al completo e la previsione è che se questa tendenza si confermerà nei prossimi giorni sarà necessario riaprire il quarto. Negli ultimi quattro giorni si registrano anche due decessi, un uomo e una donna, nati negli anni Trenta e negli anni Quaranta.

«La situazione è difficile ma oggi, rispetto a un anno fa e a dicembre, possiamo contare sul vaccino - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -: con la campagna avviata, è ancora più importante rispettare le regole imposte per contenere la diffusione del contagio adottando le misure di sicurezza. Dobbiamo proteggere le persone più a rischio di sviluppare la malattia in forma grave, ovvero gli anziani e chi è affetto da altre patologie: anche in casa bisogna essere prudenti perché chi è positivo ma completamente asintomatico potrebbe inconsapevolmente contagiare i familiari. Il virus e le sue varianti circolano quindi il rischio rimane altissimo».

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