La gestione del coronavirus in provincia di Sondrio: l'importanza dei reparti di Osservazione breve intensiva

Nomi e cognomi degli infermieri in prima linea negli ospedali per rispondere all'emergenza

In provincia di Sondrio, ad oggi, i tamponi covid-19 effettuati sono più di 4700, compresi gli oltre cento in attesa di esito. Tra questi ci sono i primi test a cui sono state sottoposte le persone ospitate nelle specifiche aree create per la gestione dei sospetti pazienti covid-19, in tutto simili agli OBI, i reparti di Osservazione breve intensiva, e così definite, allestite presso gli Ospedali di Sondrio, Sondalo e Chiavenna.

Uno dei tanti servizi istituiti per gestire l'emergenza sanitaria e in particolare per accogliere gli utenti potenzialmente positivi al virus, con sintomi evidenti, che attendono di conoscere l'esito del tampone prima di essere trasferiti al Morelli, nei casi più gravi, o di ritornare a casa ma obbligati all'isolamento. In caso di negatività possono invece essere curati normalmente per eventuali patologie oppure vengono dimessi.

Un trattamento con molte difficoltà, in presenza di pazienti potenzialmente contagiosi, per il quale sono previsti speciali protocolli sin dall'ingresso nei Pronto soccorso di Sondrio, Sondalo e Chiavenna e nei Punti di primo intervento di Morbegno e Livigno. In particolare, presso i tre Pronto soccorso, dall'inizio dell'emergenza sanitaria, sono stati creati due percorsi distinti: uno per gli utenti con febbre e sintomatologia respiratoria, classificati come sospetti, un altro per tutti gli altri. Queste persone, dopo essere state sottoposte a tampone, vengono ospitate nei reparti OBI, in cui ricevono cure e assistenza fino alla comunicazione dell'esito del tampone. 

L'organizzazione in provincia

A Sondalo è stato allestito al piano terra del padiglione 4, lato est, in Urologia: inizialmente solo per quattro posti aumentati fino a 20, con le infermiere Miriam Carnini coordinatrice del Pronto soccorso e Monica Mozzi coordinatrice dell'area di sorveglianza.

Presso l'Ospedale di Sondrio all'OBI a servizio del Pronto Soccorso, con Lucia Folla quale coordinatrice, allestito inizialmente nel reparto di degenza post operatoria con 12 posti letto, se ne è aggiunto un altro per i casi sospetti già ricoverati per altre patologie presso l'Urologia. Da inizio aprile le due aree di sorveglianza sono state unite per un totale di 20 posti letto. Nelle varie fasi dell'organizzazione vi è stato il coinvolgimento dei coordinatori Stefania Crapella, Patrizia Pusterla e Nives Sainaghi.

A Chiavenna con la coordinatrice del Pronto soccorso Rita Nonini c'è Paola Zecca, che si divide con Morbegno: il reparto OBI ha 10 posti letto ed è gestito da Monica Zanardi.

I tre uffici infermieristici di riferimento sono diretti da Katia Bettini, Sondrio, Lucia Strambini, Sondalo, e Rosella Baraiolo, Morbegno e Chiavenna. Gli operatori impegnati negli OBI gestiscono anche la logistica dei trasferimenti al Morelli, per i casi più gravi, che devono avvenire in tempi celeri, in codice rosso, con ambulanza. In ognuna di queste aree di sorveglianza, dei reparti di degenza, sono impegnati circa 20 fra infermieri e operatori sociosanitari e assistenziali.

«Nei momenti di maggiore diffusione dell'epidemia i posti letto sono stati subito occupati, con l'esigenza di rimodulare quanto inizialmente previsto - spiega Tonino Trinca Colonel, dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche -. Si è trattato di un grande impegno per tutti in ragione della malattia contagiosa e delle diverse modalità di interazione con i pazienti a causa dell'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale uguali in tutto e per tutto a quelli dei colleghi che operano nei reparti covid-19 del Morelli. I nostri operatori rispondono a tutte le esigenze assistenziali e per la diagnostica occupandosi dei pazienti, tutti potenzialmente positivi ma con diversi gradi di sintomatologia, per un breve periodo, coincidente di solito in uno o due giorni al massimo». 

Neonati e mamme

Ai tre OBI legati ai Pronto soccorso, a Sondrio si aggiungono i due speciali creati nei reparti di Ostetricia e di Pediatria per ospitare le gestanti sintomatiche o prossime al parto il primo, i bambini passati dal Pronto soccorso e i neonati il secondo. Le partorienti, i neonati e i bambini sospetti covid-19 hanno a disposizione delle camere appositamente allestite, a loro riservate, per evitare i contatti con gli altri degenti.

Gli OBI non sono nuclei fissi ma vengono integrati quotidianamente a seconda delle esigenze, contando sulla flessibilità organizzativa e sullo spirito di adattamento degli operatori che sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria si sono messi in gioco garantendo, ciascuno nel proprio ruolo, il loro apporto.

Sia per i 40 che sono andati a dare supporto ai colleghi al Morelli sia, altrettanto, per chi ha dovuto lavorare in reparti diversi oppure spostarsi, come le ostetriche di Sondalo e di Chiavenna: ≪Tutti, da professionisti quali sono - sottolinea Daniela Rusconi, dirigente del Servizio infermieristico, area territoriale -, si sono fatti trovare pronti alla chiamata: con grande senso di responsabilità si sono adattati e reinventati nei ruoli da noi indicati. Grazie al loro impegno abbiamo potuto garantire la piena efficienza in tutti i servizi e i reparti≫.

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