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Coronavirus nella casa di riposo di Morbegno, Gavazzi: «Decessi aumentati del 335%»

All'interno del consiglio comunale straordinario il sindaco di Morbegno ha voluto sottolineare che «non c’è stata alcuna sottovalutazione della situazione che stava emergendo dalla Rsa»

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 29 aprile, un consiglio comunale straordinario, rigorosamente online, a Morbegno. Tema centrale della seduta la gestione dell'emergenza coronavirus all'interno della Città del Bitto e in particolar modo nella casa di riposo Ambrosetti-Paravicini.

Il sindaco Alberto Gavazzi, interpellato da sei consiglieri di minoranza, quelli del gruppo 'Cambiamorbegno 2.0' guidati da Andrea Ruggeri ed il consigliere indipendente Angelo Rovedatti, ha fatto luce sulla situazione della RSA morbegnese. Gavazzi ha illustrato come, in una situazione di portata eccezionale, siano stati rispettati tutti i protocolli previsti da Regione Lombardia e dal Governo, all’interno della Casa di riposo Ambrosetti-Paravicini di Morbegno nel primo quadrimestre del 2020, vi sia stato un aumento del 335% dei decessi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Gavazzi: «Il mio compito era quello di verificare che le disposizioni venissero attuate»

«Il coronavirus - ha dichiarato il sindaco di Morbegno - ha invaso le case di riposo dell'intera provincia e non solo.  Su sei situazioni di case di riposo nel mandamento siamo a dati in incremento sempre sopra al di sopra del 100%, fatto eccezione per l'RSa di Delebio. Non era e non è di  mia competenza stare a valutare gli accorgimenti di tipo sanitario. Il mio compito era quello di verificare che le disposizioni regionali e statali venissero attuate. Alcune scelte hanno addirittura preceduto delle decretazioni che sono arrivate successivamente e mi riferisco sicuramente alla chiusura del centro diurno. Non avrei mai potuto imporre cose al consiglio di amministrazione della casa di riposo, anche perchè non erano dovute per legge. Non c’è stata alcuna sottovalutazione della situazione che stava emergendo dalla Rsa».

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