Sanità, sale la tensione tra i sindaci. L'Alta Valle: «Spada dimettiti»

Restano distanti le posizioni sul futuro della sanità. La provincia di Sondrio si presenterà spaccata nell'incontro tecnico in programma a Milano venerdì 10 luglio

Gli incontri del Comitato pro Morelli dello scorso gennaio

Lungo il pomeriggio di mercoledì 8 luglio 2020 si è svolta l’Assemblea dell’ambito distrettuale dei sindaci di Valtellina e Alto Lario in cui è stato illustrato il “Documento unitario di riqualificazione rete ospedaliera e territorio di Valchiavenna, Valtellina e Alto Lario”, il piano cioè sottoscritto dai 71 sindaci della provincia di Sondrio (ad esclusione dei 6 dell'Alta Valle convinti della valenza del loro piano, costruito insieme al Comitato di difesa dell'ospedale Morelli di Sondalo) come controproposta al progetto di riorganizzazione della sanità locale redatto dal Politecnico di Milano su incarico di Regione Lombardia (leggi qui).

Un confronto molto atteso viste le forti frizioni che nelle ultime settimane avevano caratterizzato i rapporti tra i sindaci del Bormiese ed i restanti colleghi della provincia di Sondrio. Doveva essere un incontro di condivisione in vista del delicato incontro tecnico con Regione Lombardia, in programma venerdì 10 luglio a Milano (leggi qui), ma è diventata l'occasione per evidenziare ancor di più le diversità di opinione e far arroccare i sindaci sulla loro posizioni.

Come facile prevedere, sono stati i sindaci di Livigno, Valdidentro, Bormio, Valfurva, Valdisotto e Sondalo, tutti collegati in videoconferenza, ad essere contrari al piano pensato dagli altri colleghi: «Questo piano presenta alcune criticità per nulla condivisibili: innanzitutto, a discapito del titolo, non contempla l’intero ambito territoriale dell’ATS della Montagna ma si ferma ai confini Provinciali (ricordiamo che Gravedona è accreditato e inserito nella rete della sanità pubblica regionale e assorbe gran parte del bacino d’utenza della Bassa Valle); relegherebbe a IRCCS Sondalo - Istituto di Ricerca e Cura a carattere scientifico (usando il dovuto condizionale se e quando, consapevoli della complessità e delle tempistiche per intraprendere un’interlocuzione a livello ministeriale, nelle more della quale l’Alta Valle si trova completamente sfornita di un ospedale); prevede una commistione in seno al Morelli dell’attività covid e non destinando alle stesse il 1° e il 7° padiglione». 

Aspetti politici

«Oltre agli aspetti tecnici - hanno sottolineato i primi cittadini dell’Alta Valle - appare, politicamente parlando, quanto mai stucchevole come questo piano sia stato definito dei 71 quando invece è stato redatto dai capi mandamento ed alcuni, fra i 71 sindaci, hanno dichiarato di non conoscerne nel dettaglio i contenuti e, cosa per noi più rilevante, come i sindaci del Tiranese abbiano potuto sottoscrivere un documento che sancisce la centralità di Sondrio (vedi neurochirurgia, chirurgia vascolare e toracica e, soprattutto, dipartimento di emergenza/urgenza) dopo che avevano sottoscritto un documento che definiva queste le principali, tra le tante, criticità contenute nel Piano del Politecnico».

«A tal proposito si ricorda come siano notizia di cronaca di questi giorni i fatti riguardanti gli incidenti accaduti in Alta Valle: benché classificati in codice giallo, i pazienti sono stati elitrasportati a Bergamo e Brescia, e crediamo che ogni commento a riguardo sia superfluo. La cosa certa è che l’estate e la stagione turistica è iniziata ed ancora oggi, un ospedale funzionante in alta valle manca» hanno evidenziato i difensori del Morelli di Sondalo.

Dimissioni

I sindaci dell’Alta Valle, infine, hanno chiesto le dimissioni del sindaco di Tirano, Franco Spada, dall’incarico di Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Valtellina e Alto Lario, non sentendosi più rappresentati, visto il comportamento ritenuto ondivago nella trattazione di una materia così delicata come la Sanità.

Ora, nell’incontro tecnico regionale previsto per venerdì 10 luglio, la provincia di Sondrio si presenterà spaccata: da una parte i sindaci della Comunità Montana Alta Valtellina, rappresentanti dal dottor Giuliano Pradella, rappresentante tecnico-scientifico del Comitato a Difesa della Sanità di Montagna, mentre dall'altra i 71 sindaci di Valtellina e Valchiavenna.

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