Sondrio celebra i primi cento anni della signora Alma, il racconto della sua vita

I parenti hanno realizzato un giornalino con le foto della sua lunga esistenza. La visita di sindaco e assessore

Cento anni sono un traguardo importante, raggiunto proprio lunedì 25 novembre da Alma Vanoi, vedova Monti. Per l'occasione il Sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, e l'Assessore Carlo Mazza sono andati a donare un omaggio floreale alla neo centenaria nella casa della figlia Giuliana, da cui si è trasferita pochi giorni fa a causa di un infortunio. Costretta a letto, ma sempre con il sorriso, Alma Vanoi ha ricevuto il primo cittadino e l'assessore.

«Questo è un mazzo di fiori che le porgiamo a nome di tutto il Comune, di tutta la comunità» ha detto il sindaco Scaramellini. «Una visita molto gradita - il commento della centenaria - Ieri ho festeggiato con la mia famiglia, che negli anni si è sempre più allargata e oggi con il sindaco, un grande onore».

Tre figli, di cui uno purtroppo scomparso, sei nipoti e quattro pronipoti: questa la bella famiglia della bisnonna Alma, tutti insieme hanno festeggiato l'importante traguardo
raggiunto. 

Per celebrare Alma Vanoi, nata il 25 novembre del 1919 a Castione Andevenno, i familiari, attraverso l'azienda di famiglia “Ramponi Arti Grafiche”, hanno anche
realizzato un giornalino dal titolo “I miei primi cento anni”, un emozionante racconto della vita della neo centenaria, con foto d'epoca e bei ricordi dei suoi, appunto, primi cent'anni.

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L'adolescenza vissuta da operaia in fabbrica per poter aiutare la famiglia, poi il matrimonio con Paolo Monti, la Seconda guerra mondiale e il marito partito proprio
mentre aspettava il primo figlio, la vita di una grande famiglia in una piccola casa. Aneddoti di vita vissuta quelli raccontati proprio da Alma e messi nero su bianco sul giornalino, mostrato in questi giorni alla centenaria come una bella sorpresa e uno splendido regalo di compleanno che vuole celebrare una vita straordinaria spesa per la propria famiglia.

La vita di Alma

Sono nata a Castione Andevenno il 25 novembre 1919 e della mia infanzia non ricordo molto. Avevo due fratelli Armando e Guido e una sorella, Luisa, emigrata in Australia dopo il primo matrimonio e morta recentemente come l’altro fratello Armando. Guido invece era morto ancora giovanissimo annegato nell’Adda. Vivevamo in Albosaggia e andavo a scuola come tutti i bambini e in aritmetica ero ... bravissima!. Ma a quei tempi la scuola dell’obbligo era fino alla terza elementare e per le famiglie contadine come la nostra si aiutava in casa e in campagna.

Da adolescente la vita non era facile, e finita la scuola l'alternativa alla vita contadina era il lavoro in fabbrica...quindi al cotonificio Fossati, unica ditta che assumeva anche le donne. Il rumore dei telai e la polvere dei filati erano insopportabili ma a fine mese si portava a casa uno stipendio che serviva a Caterina, mia mamma, per aiutare tutti.

Ho conosciuto Paolo in quel periodo... prima della seconda guerra mondiale. Nel '42 ci siamo sposati nella Chiesa della Sassella, è stata una cerimonia semplice come si usava in quei tempi. Le risorse erano poche e dopo una bella festa allegra e campagnola con tutti i parenti, la musica della fisarmonica e alcuni invitati che ballavano tra le galline razzolanti, siamo scappati a Sondrio nell’albergo Stazione dell’amico Negrini. Vivevo da sposata in piazza Garibaldi con la suocera, la cognata Lina e Ugo, fratello di Paolo.

C’era la guerra e subito dopo il matrimonio Paolo è dovuto partire anche se ero incinta di Luigi. È tornato in treno vestito da donna, con uno zaino pieno di stracci che forse aveva barattato con tutte le belle maglie di lana nuove che aveva alla partenza.

Era però vivo e la vita continuava. Sono arrivati i figli, in tre, programmati come orologi, del resto quello era il lavoro dei Monti. Luigi nel 43; Carlo nel 46 e Giuliana nel 49. Anche il fratello di Paolo, Ugo aveva messo in cantiere tre figli nati con precisione cronometrica...tranne per Piera che era arrivata nel 50. Ogni tanto con gli orologi è così.

Si viveva tutti insieme in questa grande casa, con annessi i laboratori dei due fratelli che si affacciavano sulla piazza Garibaldi, e il negozio al piano sottostante. In casa un solo bagno per tutti, in cucina la grande pigna sempre in funzione: a Natale si preparavano i ravioli e tante altre buonissime cose ma tutti contribuivano perché le bocche... erano tante. Ogni tanto arrivava il terzo fratello Antonio dal Portogallo pieno di regali per tutti ed era una grande festa.

Poi la vita in negozio per le due nuore dopo la morte della suocera Emilia. Quindi si lavorava in casa, si lavorava in negozio, si facevano crescere i figli, il tempo passava, gli anni passavano tra dispiaceri, malattie... poche soddisfazioni e niente vacanze. Abbiamo perso durante il cammino tanti affetti, ricordi di un mondo cambiato ma la vita passa in mano ai nipotini con l’augurio di ogni bene.

Qui puoi leggere il giornalino Alma Vanoi.

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