Altro no per il circuito Ersaf in Val di Mello, anche i Ragni di Lecco contrari

I Maglioni rossi: «E' errato l’approccio culturale che sta alla base di questo progetto, che tratta la conformazione e gli ostacoli dell’ambiente naturale alla stregua delle barriere architettoniche nell’ambiente urbano»

Sul progetto Ersaf in Val di Mello hanno voluto dire la loro anche gli alpinisti del Gruppo Ragni della Grignetta di Lecco. Un'opinione autorevole che va ad aggiungersi alle tante voce di contrarietà al circuito per disabili pensato dall'Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste nella "valle incantata".

«Conosciamo molto bene la Val Masino, uno dei principali siti di arrampicata al mondo, dai blocchi fino alle grandi pareti. Un luogo con una storia alpinistica iniziata due secoli fa e che continua ad essere famoso in tutto il mondo per le sue montagne affascinanti e selvagge. Si tratta di una Valle unica in tutto l’Arco alpino, resa celebre per la sua bellezza e per il modo in cui per secoli l’uomo ha saputo convivere con la natura. Purtroppo negli ultimi anni sembra che questo equilibrio stia venendo a mancare» si legge in una nota diramata dei Maglioni rossi.

E' una questione di paradigma, di punto di partenza per il celebre gruppo alpinistico lecchese. «Premesso che l’accesso alla Val di Mello è già possibile a chiunque, grazie alla pista che percorre il lato destro orografico, transitabile dai mezzi motorizzati e facilmente percorribile anche con le joelette, riteniamo che sia comunque errato l’approccio culturale che sta alla base di questo progetto, che tratta la conformazione e gli ostacoli dell’ambiente naturale alla stregua delle barriere architettoniche nell’ambiente urbano».

«La montagna è certamente una barriera, però non di tipo artificiale ma naturale. Come tale non deve essere concepita come un problema, ma piuttosto come un’opportunità per comprendere i nostri limiti, cercando anche di superarli attraverso l’esplorazione delle nostre capacità di adattamento all’ambiente e non adattando l’ambiente alle nostre esigenze» spiegano i Ragni nel loro comunicato.

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«Nell’attesa di poter valutare più attentamente il progetto, di cui ad oggi non è ancora disponibile una relazione di dettaglio, ribadiamo comunque la nostra contrarietà a qualsiasi tipo di intervento sulla sinistra orografica della valle. Auspichiamo inoltre che, grazie ai fondi ora a disposizione, si possa intervenire su altre reali e ben note criticità, connesse in primo luogo all’enorme afflusso di persone che, soprattutto nella stagione estiva, vengono a visitare la Val di Mello, proprio per la bellezza del suo ambiente» hanno concluso i lecchesi.

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