Anche il CAI è contrario al progetto Ersaf in Val di Mello

Il Coordinamento delle Sezioni e Sottosezioni di Valtellina e Valchiavenna: «Evitare interventi che possano alterare in modo irreversibile il delicato ecosistema della valle»

Anche il CAI valtellinese, riunitosi il 27 marzo a Sondrio con il Coordinamento delle Sezioni e Sottosezioni di Valtellina e Valchiavenna del Club Alpino Italiano, presieduto da Luciano Bertolina, si schiera contro il progetto di Ersaf in Val di Mello.

«Dopo aver visionato una serie di immagini di tale sentiero, scattate durante un sopralluogo, è stata rilevata la particolare naturalità ambientale circostante e la sorprendente originalità e semplicità del sentiero nel suo snodarsi tra i boschi, le radure, i torrentelli laterali, con un alternarsi di tratti di facile percorribilità ed altri di relativa difficoltosa transitabilità per la presenza di massi, strettoie, gradinate» hanno illustrato dal CAI.

«Si è quindi valutato che un intervento di “miglioramento” della percorribilità comporterebbe la  modificazione dell’assetto attuale in un contesto di riserva naturale di interesse paesistico, con presenza di ambienti naturali di pregio che il CAI, come associazione di protezione ambientale, da sempre sostiene dover mantenere inalterati, in virtù dei principi che sono alla base del proprio statuto di tutela dell’ambiente naturale montano e del paesaggio, anche in considerazione delle linee di indirizzo e autoregolamentazione in materia (l’importanza della rete sentieristica italiana, come bene di cultura e di pubblica utilità per una corretta e consapevole frequentazione delle montagne)» spiegano con dettaglio dal Club Alpino Italiano.

Poi, tenendo conto che l’accesso alla valle e, in particolare, alla località Rasica è possibile anche attraverso l’esistente strada sterrata sulla sponda orografica destra, il Coordinamento ha espresso la propria contrarietà al progetto e ha proposto due suggerimenti.

Da una parte di «evitare interventi che, alla luce di un’attenta valutazione di incidenza ambientale, possano alterare in modo irreversibile il delicato ecosistema della valle, nonché l’assetto ambientale e paesaggistico connesso con la sua percorribilità».

Dall'altra di «valutare, con l’ausilio di esperti ambientali del CAI e/o di altre associazioni ambientaliste, quali interventi migliorativi e/o conservativi e di valorizzazione della valle siano più idonei per renderla usufruibile anche da parte delle persone con disabilità motoria, senza alterarne i caratteri originari ambientali, naturali e antropici».

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