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Sondrio calcio, tutte le ragioni per il mancato accordo con le altre società

Albosaggia Ponchiera, Berbenno, Penta Piateda e Pontese lamentano repentini dietrofront e atteggiamenti scorretti

Rivendicano il loro ruolo e la loro importanza nel panorama del calcio dilettantistico e giovanile a livello provinciale e vogliono precisare i motivi per cui, almeno per il momento, una collaborazione con il Sondrio calcio del presidente Michele Rigamonti "non s'ha da fare".

Silvia Paruscio, presidente dell'Albosaggia Ponchiera, Pietro Fontana, numero uno del Berbenno, Paolo Accoto, neo-eletto presidente della Penta Piateda e Marco Toppi, presidente della Pontese hanno raccontato in un lungo comunicato le vicende di questi ultimi mesi e settimane, che un accordo che sembrava ben "apparecchiato" e che, invece, si è sgretolato giorno dopo giorno.

Tutto questo non prima di aver ricordato quanto fatto dalle loro società in tutti questi anni.

L'orgoglio

"Le nostre società sono presenti ormai da molti anni sul territorio valtellinese al fianco di famiglie e ragazzi. Tutte hanno sempre sviluppato le loro attività grazie al volontariato di dirigenti e allenatori, alla collaborazione di amministrazioni comunali e sovraccomunali e agli sponsor grandi e piccoli, che hanno reso possibile sostenere i costi (campi, trasporti, tesseramento e assicurazioni, iscrizione ai campionati, ecc.) - scrivono Paruscio, Fontana, Accoto e Toppi - Pur nelle difficoltà, tutte hanno sempre mantenuto i conti in ordine, sviluppando il proprio operato nei limiti del possibile, tenendo conto del loro limite operativo e finanziario, per evitare passi più lunghi del consentito, con i conseguenti fallimenti economici e sportivi a cui purtroppo il calcio (non solo locale) ci ha abituato. Tutte le società hanno cercato di creare, con i loro limiti, dei luoghi adatti in cui i ragazzi che praticano questo sport possano esprimere il proprio modo di essere, nel rispetto di coetanei, persone e cose e rispetto delle regole in generale, perché possano sviluppare le proprie capacità nello sport, ma soprattutto nella scuola, nel lavoro, nella vita da adulto. Tutte le società sono concordi nel fatto che la rinascita di una società in Sondrio sia, in assoluto, un fatto positivo per tutti, a partire dai ragazzi".

Le prospettive d'accordo 

Questo, però, a patto che la società del capoluogo si muova a determinate condizioni e si relazioni nel modo giusto con le altre realtà limitrofe. Cosa che, almeno in avvio sembrava essere accaduto.

"Oltre un mese fa le Società Asd Berbenno, Asd Penta Piateda, Usd Pontese hanno proposto al presidente della Nuova Sondrio Calcio SRL un accordo di programma organico che prevedeva l’immediato avvio di un tavolo di lavoro che portasse alla definizione del nuovo modello societario (la Sondrio Calcio Valtellina, compartecipata da tutte le società interessate), alla sua costituzione ed alla sua iscrizione all’albo FIGC in tempi utili per la disputa dei campionati dell’anno calcistico 2022-23. - raccontano i quattro presidenti - In estrema sintesi (era infatti evidente che, visti i tempi ristretti e preso atto che tutte le altre società stavano programmando le proprie attività, difficilmente si sarebbe arrivati alla definizione di un accordo completo per i campionati 2021-22) la proposta, peraltro elaborata e condivisa dal tavolo tecnico costituito dall’attuale Direttore Sportivo della Nuova Sondrio Calcio Srl, prevedeva che Nuova Sondrio calcio iniziasse la prossima stagione con la Prima Squadra e le categorie Juniores ed Allievi, demandando il perfezionamento di tutte le altre categorie alla Sondrio Calcio Valtellina"  

rigamonti firma accordo Sondrio Calcio-2

La retromarcia e gli atteggiamenti scorretti

Su questa base d'accordo si è aggiunta poi la presenza dell'Albosaggia Ponchiera che, a sua volta ha sottoscritto il programma d'accordo presentato da Berbenno, Penta Piateda e Pontese, ma la situazione è successivamente precipitata in un incontro che ha coinvolto tutte e cinque le società interessate.

"A ciò ha fatto seguito un incontro a cui ha partecipato, oltre alle Società Asd Berbenno, Asd Penta Piateda, Usd Pontese e Nuova Sondrio Calcio Srl anche Ac Albosaggia Ponchiera, che nel frattempo aveva condiviso il documento sottoscritto dalle tre società; durante tale incontro (in cui tra l’altro sono stati stigmatizzati maldestri, goffi e ripetuti tentativi di contattare, da parte di persone legate direttamente o indirettamente a Nuova Sondrio calcio Srl, tesserati, giocatori e tecnici di altre società e ciò sicuramente non giova a un rapporto di leale e reciproca collaborazione) la Nuova Sondrio Calcio Srl ha comunicato che non avrebbe sottoscritto la proposta, dicendo che non vi erano margini di trattativa e che avrebbe aperto a tutte le categorie, per poi rivedere la situazione l'anno successivo, ovviamente nella convinzione che le 4 società sarebbero state a disposizione aspettando una decisione di Nuova Sondrio Calcio. Stupisce quindi che, probabilmente resosi conto che costituire tutte le categorie dal nulla è un’impresa estremamente complessa in tempi così ristretti, il presidente di Nsc Srl richieda oggi, con un accorato quanto tardivo appello, collaborazione alle società riconoscendone l’importanza (collaborazione che la stessa Nsc Srl ha rifiutato), volto a “portare al Sondrio i più bravini” e garantendo comunque agli altri di poter continuare a giocare. 

Non tutto è perduto

Nonostante il palese fastidio verso certi comportamenti che, secondo i dirigenti delle quattro società firmatarie, i dirigenti o persone comunque legate al Sondrio calcio avrebbero messo in atto, Albosaggia Ponchiera, Berbenno, Penta Piateda e Pontese lasciano uno spiraglio aperto affinché si possa tornare a parlare di accordo e di collaborazione. Naturalmente, con determinati "paletti". 

"Prescindendo dal fatto che ormai i tempi non consentono, per la prossima stagione, la costituzione della Sondrio Calcio Valtellina, le società firmatarie del presente comunicato ribadiscono ampia disponibilità alla costituzione di un tavolo di lavoro, - concludono i presidenti - a condizione che, prima degli aspetti tecnici, siano chiaramente definiti quelli societari e che, soprattutto, ci sia pari dignità e correttezza nei rapporti con chi, da anni, consente ai nostri ragazzi di divertirsi che, in ambito dilettantistico è, a nostro avviso, ancora la cosa più importante (aldilà delle legittime ambizioni che può avere la squadra del capoluogo)". 

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