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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Olimpiadi invernali 2026 Albosaggia

Scialpinismo a Bormio alle Olimpiadi 2026: la rabbia di Albosaggia

Dopo l'assegnazione delle gare a Bormio, lo sfogo del sindaco della località orobica Graziano Murada: "Non è servito a nulla fare fronte comune. Le gare finiscono nel calderone delle stazioni sciistiche di grido"

Dall'entusiasmo e il sogno, dopo l'annuncio che lo scialpinismo avrebbe fatto parte del programma olimpico a Milano-Cortina 2026, alla rabbia per l'assegnazione delle gare a cinque cerchi di questa specialità a Bormio, che aveva avanzato la sua candidatura, insieme a quella della località orobica.

Non si è fatta attendere la reazione di Albosaggia, autentica patria dello scialpinismo valtellinese e non solo, dopo l'annuncio del presidente di Regione Lombardia Attlio Fontana che ha ufficializzato la disputa delle gare olimpiche di scialpinismo, nel 2026, a Bormio.

Rabbia e delusione

Sono molte le recriminazioni del sindaco di Albosaggia Graziano Murada, affidate a un post pubblicato sulla pagina Facebook InformAlbosaggia: "Fine di un sogno. Ci abbiamo creduto, abbiamo lottato, abbiamo fatto squadra, ma non è bastato. Le gare olimpiche di scialpinismo del 2026 finiscono a Bormio. Con buona pace del resto della valle. Rimane l’amarezza di un paese e di una Polisportiva che da oltre trent’anni seminano in questa direzione. Ma non è bastato". - queste le parole del primo cittadino della località orobica.

Occasione persa

"Cosi come non è servito cedere “sovranità” in favore della media valle, facendo fronte comune nel dossier di presentazione della candidatura. - prosegue Murada - Comprensorio di Sondrio che nello scialpinismo vede(va) l’occasione di riscatto e di rilancio di un percorso turistico in favore delle nuove generazioni. Lo scialpinismo è per sua natura slow, nato e cresciuto e per questo legato a quei luoghi magici, silenziosi e fuori dalle rotte commerciali".

Logiche di mercato

"Nulla di tutto questo è stato tenuto in considerazione. Il nostro amato sport finisce dentro il calderone delle stazioni sciistiche di grido. - conclude Murada con una vena polemica - Quelle stesse stazioni turistiche che, da sempre, non vedono di buon occhio lo scialpinista. E qua mi fermo".

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