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Futsal, la preoccupazione delle squadre di serie C1 per ripartire dopo l'emergenza covid

Troppi dubbi e regole da rivedere. L'allarme delle società

Le società di calcio a 5 militanti nel campionato di C1 regionale della Lombardia (campionato in cui milita la morbegnese Olympic), dopo aver partecipato alla riunione da remoto con il responsabile Vincenzo Spadea, tengono a ribadire con forza le loro istanze e le loro posizioni unitarie frutto di un duro lavoro di mediazione e di ascolto delle esigenze di tutte le squadre.

«Pur avendo riscontrato l’assoluta disponibilità da parte di Vincenzo Spadea e dei consiglieri presenti a far proprie le nostre proposte, la nostra paura è quella che una volta al tavolo delle regole prevalgono altri interessi o altre volontà, magari di chi il mondo del futsal lombardo non lo conosce a fondo come noi. In una situazione così terribile ed incerta dovuta alla pandemia, crediamo sia necessario che passi il principio per cui sono le società al centro di tutto e che la ripartenza non può essere “zoppa” o, peggio ancora, un percorso ad ostacoli» si legge in un comunicato congiunto di tutte le società di calcio a 5 di C1.

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Le richieste

Proposte concrete che le società hanno messo per iscritto nella speranza che il Consiglio possa farle sue:

  • Eliminazione di qualsiasi obbligo relativo alla presenza in campo di un giovane, o meglio definito “under”, come avvenuto nella stagione 2019/2020. Dichiarare definitivamente fallito questo esperimento.

  • No al salto dal 1998 al 2000 per quanto riguarda l’età dei giovani che le società hanno l’obbligo di mettere in distinta. Non crediamo corretto che i ragazzi nati nel 1999 vengano totalmente bypassati

  • A fronte di un impegno delle società a costruire da qui a due anni un settore giovanile solido, pena l’impossibilità di iscriversi al campionato di C1, è necessario che le multe per la mancata iscrizione della squadra giovanile vengano eliminate o quantomeno drasticamente ridotte. Tutto ciò al fine di non gravare ulteriormente sulle casse delle società che già sono state messe a dura prova a causa del lockdown e delle sue ricadute economiche sugli sponsor che le sostengono

  • Il campionato Under 19 dovrà avere il tempo effettivo di modo da adeguare il format della partita a quello della prima squadra

  • Revisione della formula della Coppa Italia con l’introduzione di una final four o di una final eight

«In conclusione crediamo irrealistico pensare di poter prevedere la disputa dei match all’aperto per un campionato tecnico e di alto livello come il nostro. Ribadiamo il concetto secondo cui la crescita del movimento passa anche dalla crescita dei nostri tecnici e quindi da un Corso Allenatori accessibile anche ai territori geograficamente più svantaggiati (utilizzare lo strumento del webinar almeno per la parte teorica del corso). Siamo consapevoli delle difficoltà che possono esserci all’interno di un processo decisionale, siamo però altresì convinti che questa possa essere un’occasione formidabile per dimostrare che tutte le componenti del Calcio a 5 lombardo lavorano unite per la crescita e lo sviluppo del nostro meraviglioso sport» hanno concluso le società di calcio a 5 di C1.

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