Sport e coronavirus, il rebus del calcio a 5

Il dirigente morbegnese Busin: «Certamente noi siamo ulteriormente penalizzati da questa situazione. Praticare uno sport all’interno di una struttura coperta ci obbliga a prevedere la sanificazione dopo ogni utilizzo non solo degli spogliatoi, ma anche del campo da gioco»

Con la Serie A pronta a ripartire, il mondo del calcio dilettantistico, messo a durissima prova dalla pandemia da covid-19, attende il mese di giugno come il mese della rivelazione per quello che sarà il suo futuro. Allo stop dei campionati dilettantistici lombardi si è aggiunto il blocco di tutte le attività delle società sportive che coinvolgono ragazzi e famiglie, comprese quelle estive che, ad oggi, restano ferme al palo.

«Puntiamo a ripartire dal 2021» - ha dichiarato il Presidente del CR Lombardia, Giuseppe Baretti, che non nasconde la preoccupazione per il protocollo sanitario previsto per gli sport di squadra: «Ad ora l’ipotesi è che si riparta tra gennaio e febbraio 2021, la speranza è che i nostri scienziati trovino il vaccino contro questa bruttissima malattia e si possa tornare a giocare prima, magari a settembre».

Calcio a 5 

Di fronte all’ostacolo delle necessarie disposizioni volte al contenimento del virus, si scontra ancor più duramente il mondo del Calcio a 5 che, oltre ad essere uno sport di contatto, vive la sua attività all’interno delle palestre.

«Certamente noi siamo ulteriormente penalizzati da questa situazione - ha spiegato Daniele Busin, dirigente dell’Olympic Morbegno divisione Calcio a 5 - Praticare uno sport all’interno di una struttura coperta ci obbliga a prevedere la sanificazione dopo ogni utilizzo non solo degli spogliatoi, ma anche del campo da gioco. Considerato che come Olympic Morbegno abbiamo 3 squadre di futsal più i corsi dedicati ai bambini ci aspetta un immenso sforzo economico ed organizzativo. Sarà un duro lavoro di pianificazione e di coordinamento con l’Amministrazione Comunale di Morbegno ma sono sicuro che per la ripresa saremo pronti».

In attesa di capire quando ricominceranno i campionati, resta da capire cosa ne sarà della stagione 2019/2020. Ad oggi di ufficiale c’è lo stop ad ogni competizione, ma ancora nulla è stato deciso per quanto riguarda le promozioni e le retrocessioni.

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Sul tavolo della Lega la proposta più sostenuta dai vari Comitati Regionali sembra essere quella che prevede la prima classificata promossa, la seconda “quasi” (per via dei tanti ripescaggi che si dovranno fare), con nessuna squadra che scenderebbe di categoria. Una soluzione che per certi versi darebbe valore al merito sportivo ma che potrebbe aprire alla valanga di ricorsi promossi dalle società penalizzate. Staremo a vedere.

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