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Ciclismo, sono Andrea Prandi ed Enrico Zen i re della Gran Fondo Stelvio Santini

Nella prova femminile le regine dello Stelvio sono Christina Rausch, Martina Trevisiol e Monika Dietl, tutte iscritte al percorso lungo

1187 partiti e 1079 ufficialmente arrivati. La Gran Fondo Stelvio Santini si è chiusa con numeri insperati e con una partecipazione internazionale superiore alle aspettative, considerando i vincoli e le restrizioni che coinvolgono ancora oggi molti paesi.

La gara, come sempre si è rivelata appassionante e al contempo affascinante: il sudore e lo sforzo della fatica si mescolano con il piacere della discesa, che senza cronometraggio consente di apprezzare al meglio profumi e immagini della vallata. Da quattro anni, infatti, è stato introdotto il cronometraggio esclusivamente sulle salite (Bianzone-Teglio, Tovo-Mortirolo, Bormio-Stelvio); il risultato della gara, pertanto, è dato dal vincitore di ogni singola cronoscalata (King and Queen of the mountains). Vengono inoltre premiati i vincitori di ogni singola categoria ciclistica assoluta, i partecipanti più e meno giovani, le società più numerose.

La gara

In ognuno dei 3 percorsi si sono registrate delle fughe in avanti e altrettanti cedimenti, perché lo Stelvio non perdona, soprattutto gli ultimi 3 chilometri all’arrivo. Il percorso medio-lungo ha visto protagonista un gruppetto di corridori che ha saputo condurre la gara con la giusta tattica; con la formula attuale, infatti, molti ciclisti consumano troppe energie in pianura e in discesa, trovandosi poi spompati laddove parte il cronometro.

Così il danese Oldenborg, classe 1967, avanti a tutti fino al 50° chilometro di Boalzo, ha poi ceduto di schianto negli ultimi tornanti prima del traguardo di Teglio, dove è transitato in 108^ posizione. Per la cronaca, il titolo di “Re della Montagna” nella cronoscalata di Teglio è andato a Enrico Zen, che in 15':25" ha coperto i circa 5 km da Boalzo a Teglio, seguito da Andrea Prandi (15':37") e da Daniele Cantoni (15':37"). Al femminile podio con Martina Trevisiol (18':52"), Christina Rausch (19':03") e Sonia Passuti (20':28").

podio femminile cronoscalata di Teglio-2

Nei circa 30 km di intervallo tra il rilevamento crono di Teglio e il bivio per il Mortirolo (dove si separano i percorsi medio/lungo) la coppia Jacopo Mosca/Andrea Pontalto, iscritta al percorso medio, ha macinato chilometri in velocità e in scioltezza guidando il gruppo sino a Tovo.

La salita del Mortirolo (percorso lungo) ha determinato una seconda, dura selezione in termini di resistenza, consentendo ad atleti del calibro di Andrea Prandi, Enrico Zen, Piero Lorenzini, Daniele Cantoni di transitare sotto i 50’ (con una media di 14/h per Prandi e Zen!) e stabilire un certo distacco sul resto del gruppo. In questa seconda cronoscalata, Prandi-Zen ancora al vertice, ma stavolta a podio invertito: il titolo di “King of the Mountain” va al bormino, che con il tempo di 49':08" stacca il veneto per 3”, mentre al terzo posto c’è Piero Lorenzini con 49':43". Al femminile il risultato premia nuovamente Martina Trevisiol (58':46"), Christina Rausch 1:00':31") e Sonia Passuti (1:04':20")

Nella cronoscalata dello Stelvio, l’inesauribile Lorenzini (percorso lungo) ha marciato a una media superiore ai 17 km/h, eguagliando i due atleti del corto (Taccola e Ferrari, 1° e 2° assoluto rispettivamente con 1:09':28" e con 1.10':33") e chiudendo in terza posizione assoluta (1.13':17"), ma con 90 km in più nei garretti. Andrea Pontalto (percorso medio), nonostante il traino del fortissimo Mosca (partecipante alla manifestazione ma senza cronometraggio), chiude in 7^ posizione dietro ad altri 3 atleti del percorso lungo: Zen, De Lorenzi e Lanzone. Le regine dello Stelvio sono Christina Rausch (1:21':52"), Martina Trevisiol (1:21':55") e Monika Dietl (1:41':17"), tutte iscritte al percorso lungo.

Le forze in campo

Grande coinvolgimento delle Forze dell’Ordine, dei soccorsi e dei volontari delle varie associazioni per questa edizione 2021, che si è svolta senza intoppi proprio grazie all’aiuto di tutti. La rete di relazioni che si è saputa creare ha reso possibile una giornata di sport indimenticabile per tante persone, ancor più apprezzata dopo i mesi bui della pandemia.

Particolare attenzione è stata riservata al presidio e al controllo delle aree viabilistiche più critiche, per cercare di ridurre al minimo i disagi della popolazione locale. "Siamo consapevoli che un po’ di disagio sulle strade è inevitabile - dichiara Andrea Maiolani, direttore di corsa - ed è per questo che per noi diventa fondamentale l’appoggio delle Istituzioni, anche per una questione di ordine pubblico. Vorrei però ricordare che questa non è una gara fine a se stessa: si cronometrano solo le salite, questo vuol dire che ogni partecipante può pedalare fra vigneti e meleti in tutta tranquillità, godendo e scoprendo il paesaggio che lo circonda. Anche questa è promozione del territorio".

La vocazione ciclistica della famiglia Santini in Valtellina

Si respira grande soddisfazione in casa Santini, che hanno nel quartier generale dell’US Bormiese una seconda casa. Le sorelle Paola e Monica, con tutto lo staff coinvolto, hanno seguito passo passo ogni edizione della GF Stelvio Santini, che di anno in anno si è guadagnata le stellette al merito nel circuito delle grandi manifestazioni internazionali, anche per l’attenzione crescente verso aspetti di sostenibilità ambientale e di correttezza agonistica. Infatti, alla GF Stelvio Santini furono predisposte le Green Area per la raccolta dei rifiuti ben prima che tale sistema venisse adottato dal Giro d’Italia e la scelta di cronometrare solo le salite è stata dettata dalla volontà di avere un approccio più “slow” al territorio e alla competizione, che comunque, sulle cronosalite, rimane serrata. "È meraviglioso avere una relazione così bella con questa valle - dichiara Paola Santini - lavoreremo perché questa manifestazione possa migliorare di anno in anno e siamo onorati di una così grande partecipazione".

percorso medio premiati di categoria-2

La solidarietà

A partire da questa edizione, la GF Stelvio Santini contribuisce a sostenere l’associazione no profit “Il sorriso di Car-lotta”, nata dopo la scomparsa del medico Carlotta Emilia Bolis, moglie del triatleta Giulio Molinari, che prestava servizio nel piccolo ambulatorio di Livigno e che era vicina alla famiglia Santini. L’associazione opera attivamente per il miglioramento della sanità di base, che nelle realtà alpine si svolge in condizioni spesso problematiche. Per ogni partecipante iscritto alla manifestazione, la Gran Fondo Santini ha donato 1 euro ai fondatori de “Il sorriso di Car-lotta”.

L’edizione 2022 della GF Stelvio Santini tornerà, come d’abitudine, a fine primavera, con data già fissata per domenica 12 giugno.

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