I dubbi della Scuola valtellinese per settembre: trasporto pubblico e monte ore degli insegnanti

Due grandi incognite per la ripartenza dopo l'emergenza coronavirus. Mancano ancora dettagli sul personale da aggiungere ai docenti e si rischia di non portare tutti gli studenti a scuola visto che su treni e bus potrebbe esserci l’obbligo di carico al 60% dei posti disponibili

Dopo lo stop forzato a causa della pandemia da covid-19 le scuole della provincia di Sondrio sono pronte, in termini strutturali, ad accogliere tutti gli studenti secondo quanto previsto dalle linee guida ministeriali. Tuttavia ad oggi mancano ancora dettagli relativi all’organico aggiuntivo del personale docente ed ATA che è stato definito dalla conversione del decreto legge cosiddetto Rilancio per questo gli istituti scolastici della Provincia hanno già definito un monte ore minimo garantito all’utenza per ogni ordine di scuola. In tal senso il Comune di Sondrio ha ipotizzato un intervento, per il completamento del monte ore delle scuole dell’infanzia e primarie, per la durata di 3 mesi, il cui costo supererebbe i 200mila euro.

È quanto emerso dalla riunione della III e IV sezione della Conferenza provinciale permanente presieduta dal Prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, a cui hanno partecipato, per discutere delle strategie di pianificazione della ripresa dell’anno scolastico 2020-21 con la presenza in classe degli studenti, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio, Fabio Molinari, insieme a Emanuele Pasini in rappresentanza della Provincia, Marcella Fratta e Claudio Locatelli per il comune di Sondrio, il sindaco di Bormio Roberto Volpato, la rappresentate del comune di Morbegno Lia Romegialli, Camilla Pitino consigliere con delega all’Istruzione del Comune di Tirano. 

Presenti anche i rappresentanti tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute della Montagna, la rappresentante dell’Ufficio Territoriale Regionale Montagna - Sondrio, Marina Maxenti, il direttore dell'Inps Antonio Venezia, Maria Cristina Carmeli e Marta del Dosso in rappresentanza dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale, il direttore della Security di Trenord Andrea Galletta con il collega Giovanni Chiodi. Presenti anche i rappresentanti sindacali della provincia di Sondrio, Guglielmo Zamboni e Michele Fedele per CGIL e CISL. 

Il trasporto pubblico locale

Nel corso dell’incontro, caratterizzato dall’apporto di positivi contributi da parte di tutti i partecipanti, è emerso come fondamentale per la ripresa delle attività didattiche sarà anche il ruolo del trasposto pubblico locale. Se permarrà l’obbligo di carico al 60% dei posti disponibili, ciò non consentirà a tutti gli studenti di poter frequentare regolarmente le lezioni.

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Il Prefetto, in accordo con il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, ha invitato i Comuni capoluogo di mandamento (Bormio, Chiavenna, Morbegno, Sondrio e Tirano) a convocare appositi incontri con i dirigenti scolastici, i rappresentanti di Trenord e dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico. In attesa di nuove indicazioni da parte del Ministero dell’Istruzione e di eventuali ordinanze regionali, la Conferenza è stata aggiornata ai primi giorni di settembre salvo eventuali esigenze o improvvisi mutamenti della situazione in essere.

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