Coronavirus, didattica a distanza e attività di sostegno: un notevole sforzo anche per gli alunni disabili

Ecco quanto emerso da un report stilato dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio

Sulla base del monitoraggio condotto nei giorni scorsi dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio circa le attività di sostegno messe in campo in queste settimane, è emerso che «le scuole di ogni ordine e grado della provincia hanno compiuto un notevole sforzo per garantire lo svolgimento delle attività didattiche anche per gli alunni disabili e le modalità di lavoro sono state diversificate per età, autonomia e tipo di disabilità. Inoltre, dove è stato possibile, grazie alla disponibilità degli Enti locali, è stato mantenuto anche il servizio fornito dagli educatori “ad personam” i quali, in accordo con la scuola, hanno proseguito il loro lavoro».

Tuttavia il report stilato dall’Ufficio ha messo in luce anche il fatto che «per alcune tipologie di disabilità, la modalità di didattica online non rappresenta uno strumento indicato in quanto la relazione umana e il contatto sociale sono gli elementi principali alla base dell’attività svolta a scuola in presenza». Fra gli aspetti positivi riscontrati si segnala come «le famiglie abbiano accolto in maniera positiva le modalità attivate dalle scuole e, pur nell’emergenza determinata dalla situazione, non si sono sentite “abbandonate” ma hanno mantenuto un pur minimo contatto. Molte scuole hanno fornito dispositivi (in comodato d’uso) alle famiglie che ne necessitavano e le forze dell’ordine hanno dato una mano nella consegna del materiale di studio». 

Nella scuola dell’Infanzia il contatto diretto è mantenuto tramite videochiamate concordate con i genitori. Vengono inoltre inviati messaggi audio registrati (via Whatsapp) contenenti racconti, fiabe, filastrocche. Tramite l’utilizzo di piattaforme cloud (la più usata nelle scuole della provincia è Padlet) gli insegnanti inviano semplici richieste per effettuare piccoli lavori con l’aiuto dei genitori i quali poi forniscono un riscontro di quanto realizzato tramite mail o Whatsapp.

Nella scuola Primaria sono state attivate piattaforme per videoconferenze con gli alunni (Google Meet, Skype, Zoom). Per i bambini più piccoli (prima o seconda) non in grado di sostenere una videconferenza, vengono organizzate videochiamate stabilendo gli orari in accordo con la famiglia. Gli alunni seguono le videolezioni (alle quali è presente anche l’insegnante di sostegno) insieme a tutta la classe ed in molti casi, successivamente l’insegnante di sostegno concorda con le famiglie ulteriori incontri in videochiamata con una cadenza di due o tre volte la settimana. I materiali con cui gli alunni svolgo i compiti a casa sono forniti attraverso mail oppure utilizzando piattaforme cloud quali Google Classroom.

Nella scuola Secondaria di Primo Grado il canale privilegiato di contatto con gli studenti è la videoconferenza. La piattaforma più usata è Google Suite. Oltre alle lezioni in modalità sincrona (con tutta la classe), viene utilizzata anche la modalità asincrona con l’invio di lezioni registrate. L’insegnante di sostegno è presente sia durante le lezioni in modalità sincrona tenute dell’insegnante curricolare, che in modalità 1:1 concordando gli orari di collegamento con la famiglia. I materiali utili allo studio domestico sono forniti attraverso scambio di mail, o servizi cloud come Google Drive.

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Nella scuola Secondaria di Secondo Grado i docenti di sostegno hanno garantito anche in questa fase un costante contatto con le famiglie degli alunni disabili. Gli alunni con Piano Educativo Individualizzato (PEI) curricolare seguono le lezioni in videoconferenza organizzate dalle scuole. Le piattaforme più utilizzate per gli incontri individuali (destinati agli alunni con programmazione differenziata) sono Skype e Whatsapp. Per quanto riguarda videoconferenze vengono utilizzate Google Meet e Zoom; per l’invio di materiale didattico Google Classroom, Drive e mail. 

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