Scuola

Sondrio, alla scuola Torelli scatta la protesta contro le classi pollaio

Ai genitori non è piaciuta la decisione di accorpare le quattro classi seconde. La lettera al ministro

Immagine d'archivio

È ufficialmente iniziato il nuovo anno scolastico anche in provincia di Sondrio. Stamani gli studenti hanno sentito, per la prima volta in questo settembre, la campanella prima di entrare in classe. A Sondrio, nell'Istituto comprensorio "Paesi Retici", vi è stata però la prima protesta contro la decisione, da parte dell'autorità scolastica, di accorpare in tre classi i 78 alunni frequentanti, lo scorso anno, le quattro sezioni prime della scuola secondaria di primo grado "L. Torelli" (scuola media, ndr). È così che i giovani studenti di "seconda media" sono entrati in classe per la seconda ora, alle ore 8.50, dopo aver messo organizzato un sit-in di protesta davanti alla scuola contro le cosiddette "classi pollaio".

Ad agosto, il giorno 17 per la precisione, la dirigente scolastica dott.ssa Raffaella Giana aveva convocato i genitori, al fine di discutere della questione. "In tale data, ci è stato reso noto che, per carenza di organico, le classi seconde medie da n. 4 passeranno a n. 3 sezioni con un numero di 26 alunni per classe tra cui alcuni disabili con gravi patologie, ragazzi dislessici, extracomunitari e altre situazioni da tenere comunque sempre monitorate" hanno scritto i genitori dei ragazzi in una lettera indirizzata a tutte le istituzioni collegate al mondo della scuola, locali e nazionali, ministri in primis.

"Tale problema deve essere risolto: sono anni che si combatte contro il fenomeno delle classi 'pollaio', sempre più frequente nelle nostre scuole, e questo per ovviare ai notevoli problemi per gli alunni, in primis, ma anche ovviamente per le loro famiglie e, non ultimi, per gli stessi docenti. E’ chiaro, infatti, che svolgere attività di insegnamento in un’aula sovraffollata comporta necessariamente una qualità più bassa della stessa, cui corrisponde un livello di apprendimento più ridotto da parte degli alunni. Quando, poi, nella classe sono presenti ragazzi portatori di handicap (come nel caso di specie), la situazione può divenire seriamente complicata" hanno aggiunto i genitori.

La situazione sarebbe chiara per le famiglie coinvolte. Numerose, infatti, le sentenze, a più livelli, che vieterebbero la creazioni di sezioni con più di 20 alunni. Senza dimenticare le contemporanee norme anti-covid. "Riteniamo che la normativa in materia sia oltremodo chiara e poco interpretabile in altra maniera se non quello di rispettare rigorosamente i limiti che essa pone, limiti che ci si augura l'amministrazione scolastica non voglia ignorare sulla base di giustificazioni di natura economico-amministrativa".

"Chiediamo che non venga perso di vista il preminente interesse che è e deve restare quello di garantire, all’alunno con disabilità in primis, ma anche di riflesso - a tutta la classe - le migliori condizioni possibili per l’integrazione e per il proficuo apprendimento scolastico" conclude la missiva dei genitori. 

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