La Regione illustra il piano per la sanità provinciale redatto dal Politecnico di Milano, le perplessità del territorio

Dopo mesi di attesa l'11 ottobre a Sondrio la presentazione ufficiale. I timori di sindacati e amministratori

Il prossimo 11 ottobre l'ATS della Montagna, su mandato di Regione Lombardia, presenterà all'Assemblea dei sindaci della Valtellina lo studio, realizzato dal Politecnico di Milano, in merito alla 'Riqualificazione della rete ospedaliera' del territorio. 

«L'organizzazione funzionale e capillare dei servizi socio sanitari e dei presidi ospedalieri della Valtellina e dell'Alto Lario - hanno spiegato gli assessori regionali Gallera e Sertori - rappresenta una priorità assoluta per l'Amministrazione Regionale. Per la delicatezza morfologica, orografica e infrastrutturale del territorio, ci siamo avvalsi della collaborazione del Politecnico di Milano che ha rilasciato, nei giorni scorsi, gli esiti dello studio eseguito. La riunione dell'11 ottobre prossimo sarà dunque un'occasione di confronto molto importante».

La reazione della CGIL

«L’avvicinarsi della data di presentazione sta creando crescenti fibrillazioni e preoccupazioni tra gli operatori, gli amministratori ed i cittadini. Non vogliamo certo anticipare giudizi non conoscendo i contenuti dello studio condotto e delle proposte che verranno avanzate, oltre al nodo delle risorse economiche che la Regione dovrebbe mettere a disposizione» si legge in una nota della Cgil.

«Quello che però chiediamo è che nel merito si sviluppi un confronto vero, a partire dagli Amministratori e delle parti sociali, che dia la possibilità non solo di conoscere, ma anche di modificare ed aggiustare i contenuti. Sappiamo bene che vanno contenute le spinte localistiche, ma le caratteristiche e le distanze che caratterizzano il nostro territorio richiedono una attenzione particolare prima di operare delle scelte, senza cadere nell’illusione che sta circolando che “un nuovo ospedale risolverebbe i problemi» hanno sottolineato dal sindacato. 

«Questo perché un altro rischio che corriamo è che, per l’ennesima volta, si parli quasi esclusivamente di ospedali, dimenticando che sono i innanzitutto i servizi territoriali quelli che richiedono un salto di qualità. Fino ad ora, dalla Regione sono arrivate tante parole e tanti proclami, ma la realtà è che i servizi sul territorio sono carenti e quelli domiciliari, in particolare, quasi inesistenti come inesistente è l’integrazione con i servizi sociali ed un fallimento la tanto sbandierata  presa in carico dei pazienti cronici» continua la nota. 

Infine il monito, affinchè quanto presentato l'11 ottobre prossimo possa essere un punto di partenza su cui riflettere e dibattere: «Attendiamo quindi la presentazione del Piano, ma con la consapevolezza che si tratta di un contributo, non di una sorta di sentenza immodificabile, e che non esistono facili scorciatoie propagandistiche per affrontare problemi complessi e delicati che ci riguardano tutti».

L'anticipazione del piano strategico 

A Chiavenna la riorganizzazione della sanità locale è un discorso sentito e partecipato. Va in questa direzione l'intervento, sulla sua pagina Facebook, del gruppo consiliare di minoranza "Ho a cuore Chiavenna".

«Finalmente, dopo una lunga attesa e numerosi proclami riguardanti la sanità, è giunto il momento fatidico della presentazione dello studio del Politecnico. A questo proposito riteniamo sarebbe importante che tale relazione venisse fornita in anticipo ai Sindaci, al fine di garantire un confronto costruttivo. Attendiamo certamente con forte interesse di conoscerne nel dettaglio il contenuto, in particolare per quanto riguarda la Valchiavenna, drasticamente impoverita negli ultimi anni dagli stessi attori politici (Lega in primis) che oggi millantano di voler assicurare l'efficienza dei servizi» hanno scritto sul social network.

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