Ospedale di Sondrio, nuova terapia contro i tumori: non servirà uscire dalla provincia per curarsi

La radioterapia stereotassica corporea può essere utilizzata quale trattamento di varie patologie neoplastiche come i tumori a polmone, prostrata e pancreas, le metastasi isolate dei linfonodi dell'addome e delle pelvi, le metastasi surrenaliche o dei corpi vertebrali, in alcuni casi i tumori del fegato

A partire dalla prossima settimana, presso il reparto di Medicina nucleare e Radioterapia oncologica dell'ospedale di Sondrio, i pazienti si potranno sottoporre alla radioterapia stereotassica, una tipologia di cura radiante particolarmente efficace, per la quale fino ad oggi erano obbligati a spostarsi nei più importanti centri ospedalieri del milanese. A seguito dell'aggiornamento e dell'implementazione dell'acceleratore lineare, infatti, è ora disponibile anche in provincia di Sondrio una tecnica innovativa, non invasiva, che permette di erogare con grande precisione una cospicua dose di radiazioni su un tumore, provocandone la morte dal punto di vista cellulare, risparmiando maggiormente il tessuto sano.

Per questo motivo rappresenta una cura molto efficace per lesioni encefaliche, polmonari e di altre sedi soggette a possibili spostamenti, in quanto consente di erogare dosi letali per le cellule tumorali. La stereotassi richiede il perfetto allineamento del paziente e della zona da irradiare consentita da sofisticati sistemi di controllo degli eventuali movimenti del paziente, primo fra tutti quello, minimo, legato al respiro. L'acceleratore è stato implementato con il "gating", ovvero il sistema di controllo dei movimenti respiratori, che consente di erogare la dose di terapia al verificarsi delle condizioni ideali di posizionamento. Senza questo sistema di controllo è possibile comunque eseguire una radioterapia, ma per avere la certezza di colpire la neoplasia si deve ricorrere a volumi di cura più ampi con maggiori effetti collaterali

I vantaggi

I vantaggi derivanti dall'innovazione nella Radioterapia dell'ospedale di Sondrio sono evidenti: innanzitutto si realizza un miglioramento del controllo e della cura della malattia grazie alla possibilità di erogare dosi più elevate per seduta. I pazienti beneficiano di una marcata diminuzione degli effetti collaterali e sono sufficienti meno applicazioni per raggiungere una dose curativa, un dettaglio importante che riduce il numero dei lunghi viaggi per chi risiede in Alta Valle o in Valchiavenna.

A evidenziare l'importanza di questa acquisizione per l'intera Asst e per il sistema sanitario provinciale è il dottor Claudio Barbonetti, dall'inizio di ottobre direttore della Medicina nucleare e Radioterapia oncologica. «Oltre al risparmio di tempo e alla riduzione dei disagi per i pazienti - spiega - il miglioramento ulteriore si ha soprattutto nelle prospettive terapeutiche, in quanto fino ad oggi per effettuare una radioterapia di questo tipo era necessario spostarsi presso i centri di riferimento oncologico del milanese, non disponendo di tale tecnica neppure l'ospedale di Lecco. Con questa implementazione ci allineiamo alla migliore offerta oggi presente fornendo un servizio di elevata qualità alla cittadinanza≫.

Il reparto ha attualmente in cura circa 50 pazienti, 500 quelli che accoglie ogni anno, che potrebbero aumentare, in quanto circa 60-70 si dovevano rivolgere ai maggiori centri ospedalieri della Lombardia, poiché questa strumentazione è presente soltanto nella metà delle unità operative di radioterapia della regione.

L'ammodernamento

L'installazione della nuova strumentazione a corredo dell'acceleratore lineare ha comportato anche la ristrutturazione del bunker, il locale che ospita l'apparecchiatura, per adeguarlo, in termini di spazi e allestimenti, alle mutate necessità. L'intervento complessivo ha comportato una spesa totale di poco superiore ai 350 mila euro, coperta grazie alla generosa donazione della signora Sandra Colombo, comasca di origine ma residente ad Aprica, scomparsa nel 2018, che aveva espresso la volontà di sostenere il reparto (leggi qui).

«Con questa nuova strumentazione, che ci porta ai livelli delle maggiori strutture ospedaliere del Milanese, si realizza la volontà della signora Sandra Colombo - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -, una persona generosa e di grande sensibilità alla quale si deve la cospicua donazione. Le rendiamo omaggio per il suo gesto e utilizzeremo parte della somma ancora a disposizione per migliorare ulteriormente il reparto come da lei espressamente richiesto. Ringrazio il dottor Francesco Stiglich, già direttore della Medicina nucleare e Radioterapia oncologica, e tutto il personale per aver dato avvio al progetto e per averlo seguito nella sua realizzazione».

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Nei giorni scorsi si è conclusa la formazione per il personale che eseguirà questi trattamenti e dalla prossima settimana il servizio sarà operativo. La radioterapia stereotassica corporea può essere utilizzata quale trattamento di varie patologie neoplastiche, tra le quali i tumori del polmone, della prostrata e del pancreas, le metastasi isolate dei linfonodi dell'addome e delle pelvi, le metastasi surrenaliche o dei corpi vertebrali, in alcuni casi i tumori del fegato.

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