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Provincia di Sondrio zona franca, ecco la proposta del sen. Crosio

"La zona franca della nostra proposta di legge prevede l'applicazione di un particolare regime di esenzione doganale e agevolazioni fiscali"

Zone economiche speciali, Crosio e Maroni incalzano il Governo: necessario tutelare l’eccellenza imprenditoriale lombarda

«Con la crisi economica che non accenna a rientrare, con l’aumento della concorrenza sui mercati, con le sirene della delocalizzazione sempre più forti, diventa imprescindibile migliorare l’attrattività economica delle aree della Lombardia che risultano più penalizzate da queste situazioni, in quanto confinanti con la Svizzera, attraverso l’istituzione delle ZES, le zone economiche speciali. Per tre anni la richiesta è stata snobbata dal governo Renzi, ma ora Gentiloni dovrà ascoltarci».

Così il senatore Jonny Crosio riassume il senso dell’iniziativa che lui stesso ha presentato ieri, nell’aula di palazzo Madama: la Lega Nord chiede che il disegno di legge presentato nel 2013 alla Camera e al Senato per l’istituzione di una zona franca nelle province di Como, Sondrio e Varese venga discusso in Parlamento dando voce a un’esigenza manifestata dal territorio. Lo stesso governatore Roberto Maroni, con il quale il senatore Crosio si è confrontato, nei giorni scorsi aveva auspicato un’azione parlamentare della Lega Nord.

«La Svizzera è vicinissima, ha infrastrutture all’avanguardia, un regime fiscale più equo e il nostro sistema economico è in grave difficoltà - continua il senatore Crosio -, il rischio è quello di disperdere quel patrimonio di eccellenze rappresentato dalle piccole e medie imprese lombarde. La zona franca della nostra proposta di legge prevede l’applicazione di un particolare regime di esenzione doganale e agevolazioni fiscali. Soltanto attraverso un’azione forte e misure tangibili potremo frenare l’esodo delle imprese delle tre province lombarde di confine che, per sfuggire alla crisi e salvaguardare i livelli occupazionali, guardano con interesse all’ipotesi di spostare la propria attività di pochi chilometri trasferendosi oltre il confine elvetico».

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