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Invertire la rotta

Stop ai tagli dei contributi per le persone con disabilità grave

A chiederlo il Partito Democratico che presenterà una mozione in occasione del consiglio comunale di Sondrio del prossimo 23 febbraio

Richieste ben precise, affinché non vengano attuati i tagli ai contributi destinati alle persone con grave disabilità: sono quelle che il Partito Democratico presenterà, tramite una mozione, in occasione del prossimo consiglio comunale di Sondrio al sindaco Marco Scaramellini e alla sua giunta affinché questi ultimi portano a loro volta queste istanze a Regione Lombardia.

Le richieste

Nella mozione, i consiglieri del Pd chiedono a sindaco e giunta che:

  • si avviino le opportune interlocuzioni con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali così da pervenire ad una proroga dei tempi di attuazione di quanto previsto dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024 e consentire ai Comuni/Ambiti territoriali una graduale programmazione delle prestazioni assistenziali in vista della piena attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps)
  • sia rivisto quanto disposto dalla Delibera della Giunta Regionale 1669 dello scorso 28 dicembre, provvedendo, nella fase di transizione che porterà alla piena attuazione dei Leps di cui al PNNA, al ripristino dei sussidi nel loro valore precedente al taglio previsto dalla DGR 1669/2023 così da non lasciare le migliaia di famiglie che già vivono una condizione di gravissima fragilità ancora più sole;
  • sia previsto nel bilancio regionale un incremento delle risorse dedicate al Fondo Sociale Regionale a supporto dei servizi promossi dai Comuni e dagli Ambiti Territoriali così da garantire l’implementazione e la capillarità degli interventi integrativi sociali – sia da parte dei Comuni che da parte del Terzo Settore - che oggi, nella loro carenza, non consentono alle famiglie lombarde di beneficiare delle prestazioni dovute alle persone con disabilità e non autosufficienza.

La situazione

Richieste che partono dal rilevamento di una situazione fortamente penalizzante nei confronti delle persone con grave disabilità. I consiglieri del Pd, infatti, evidenziano come "il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza (PNNA) 2022-2024, adottato con DPCM del 3 ottobre 2022, nello stanziare oltre 2,6 miliardi di euro da ripartire alle Regioni, prevede che, in sede di programmazione, ogni Regione debba, partendo dalla propria realtà territoriale, individuare la quota percentuale di risorse da destinare alla realizzazione dei servizi socio sanitari erogati in forma diretta dai Comuni, così da garantire la graduale attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps); in particolare, il PNNA stabilisce che la predetta quota debba essere implementata del 10% per ogni servizio per il 2023 e del 20% per il 2024. Peraltro, lo stesso PNNA chiarisce che, nelle more del perfezionamento del Piano triennale per la non autosufficienza e dei conseguenti trasferimenti delle risorse finanziarie del FNA, “le regioni interessate potranno continuare a garantire con risorse proprie gli interventi anche di natura monetaria, alle persone con gravissima disabilità in considerazione delle previsioni di cui all’art.1, co.168 della legge 234/2021. Ciò, al fine di scongiurare l’eventualità di una interruzione nella erogazione delle prestazioni nei confronti di beneficiari in situazione di fragilità e bisogno”;

"Per provvedere alle esigenze dei differenti territori, dunque, le Regioni possono stanziare ulteriori risorse e gli attuali stanziamenti a bilancio di Regione Lombardia (€. 14.000.000,00 di risorse autonome e €. 13.000.000,00 di fondo sanitario regionale, ai quali vanno aggiunti €. 3,5 milioni previsti da un ordine del giorno al bilancio di previsione 2024-2026) non sono sufficienti per coprire i fabbisogni delle persone con disabilità - prosegue la mozione -; Regione Lombardia, rappresentando l’intento di recepire le direttive nazionali sopra richiamate, con delibera 1669 dello scorso 28 dicembre, ha disposto una riduzione dei sussidi monetari a favore alle persone con disabilità gravissima e grave (misure B1 e B2), con la finalità dichiarata di destinare tali risorse all’implementazione di interventi sociali integrativi da riorganizzare in sinergia con Comuni, Ats/Asst, Terzo settore e associazioni".

I tagli

"Le misure B1 e B2, con il loro contributo mensile, consentono alle persone con disabilità di sostenere i costi relativi all’assistenza personale fornite dai caregiver, nonché quelli per le terapie riabilitative e il personale di supporto ai caregiver familiari; i tagli disposti dalla delibera 1669 determinano una riduzione del sussidio di una percentuale compresa, a seconda dei casi, tra il 22 e il 47% - entrano nello specifico i consiglieri del Pd -. La rimodulazione dei contributi si traduce in un taglio pari a 250 euro/mese per le persone con gravissima disabilità (da 750 a 400 euro), 200 euro/mese per le persone con disabilità in condizioni di dipendenza vitale (da 900 a 700 euro) e 350 euro/mese per i ragazzi con disabilità che frequentano a scuola e per le persone con gravi disturbi dello spettro autistico (da 750 a 400 euro)".

Le tempistiche

"Le disposizioni previste dal provvedimento regionale entreranno in vigore dal 1° giugno 2024, data in cui la riduzione del contributo mensile corrisposto alle famiglie con disabili gravi e gravissimi dovrebbe essere compensata dalla esigibilità di Leps che tuttavia sono ancora in fase di definizione; nella nostra Regione l’assistenza domiciliare e l’assistenza scolastica risentono da tempo di una drammatica carenza di educatori, infermieri, logopedisti e altri profili qualificati e per le famiglie lombarde è spesso difficile riuscire a beneficiare delle prestazioni di assistenza diretta; l’offerta degli interventi sociali integrativi dovrà essere garantita dai Comuni, chiamati entro cinque mesi a riorganizzare il sistema di welfare, implementando l’erogazione dei servizi in favore delle persone con disabilità, quando lo stesso Fondo Sociale Regionale - le cui risorse consentono ai Comuni di attivare servizi e interventi a favore delle fragilità - vede da anni un progressivo decremento e gli stessi fondi previsti per le assunzioni di personale con professionalità sociale non risultano sufficienti alla copertura del bisogno - così si conclude la mozione -. Il DPCM del 3 ottobre 2022 sopracitato, richiede che, nell’adottare il Piano regionale per la non autosufficienza, ciascuna Regione favorisca la consultazione delle parti sociali e degli enti del Terzo Settore territorialmente rappresentativi in materia di non autosufficienza, e comunque coinvolga le organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e delle persone anziane non autosufficienti. Ciononostante, dall’adozione del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza (DPCM 3 ottobre 2022), non risultano tavoli di lavoro che hanno visto le Direzioni Generali, Ats, Asst, Ambiti territoriali/Comuni, Terzo Settore e Associazioni impegnati nella progettazione e programmazione di un sistema di servizi capace di garantire, nei tempi previsti dai provvedimenti in oggetto, adeguato sostegno alle persone con disabilità e non autosufficienza. Si stima, dunque, che saranno migliaia i cittadini lombardi che subiranno le conseguenze dei tagli ai sussidi - le persone con disabilità assistite dai loro caregiver familiari - soggetti che già oggi ricevono risorse non sufficienti a coprire l’assistenza necessaria".

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