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Solo l'inizio

Sondrio: "Bene la zona 30 in via Don Bosco, ma non basta"

Il commento degli esponenti di Sondrio Democratica dopo l'istituzione del limite di velocità dei 30 km/h lungo la via del capoluogo

Non tardano ad arrivare i commenti e le reazioni alla decisione dell'amministrazione comunale di Sondrio, assunta tramite un'ordinanza del comandante della polizia locale Mauro Bradanini, di istituire il limite di velocità dei 30 km/h lungo via don Bosco.

Tra queste reazioni anche quella di Sondrio Democratica, gruppo di minoranza a palazzo Pretorio, che plaude all'iniziativa dell'amministrazione Scaramellini, ma, contemporaneamente, la sprona a fare ancora di più in questa direzione, e non limitarsi solo alla zona 30.

"Accogliamo con favore la notizia della zona 30 in via don Bosco: come accennato nell'ordinanza della polizia locale l'area residenziale, ma soprattutto la presenza di scuola, biblioteca, oratorio e RSA, impongono interventi di limitazione della velocità per tutelare soprattutto i soggetti più deboli - ha spiegato Francesco Bettinelli -. Anche per questo, segnalavamo da tempo la necessità di rendere costante la presenza del vigile urbano presso l'attraversamento pedonale che porta alla scuola Paini almeno la mattina, presenza che è aumentata negli ultimi mesi e che contribuisce a garantire un maggior rispetto delle regole e un senso di sicurezza per tutti".

"Purtroppo restano criticità importanti che non possono essere mitigate dalla sola zona 30 - ha proseguito Bettinelli -. Negli orari di punta (entrata e uscita da scuola, ma anche giorni di catechismo e attività sportive) in piazza San Rocco e nelle sue vie di accesso è facile assistere a un groviglio di auto che sostano sui marciapiedi, in doppia fila e davanti alle uscite di casa di tanti residenti. Questo fenomeno, oltre a essere estremamente penalizzante per chi vive in zona, che si trova spesso a dover attendere la rimozione dell'auto di turno prima di poter uscire/entrare da casa con la propria, rende quei luoghi estremamente pericolosi per chi si reca a scuola, in biblioteca o in oratorio a piedi o in bicicletta. E lo scarso senso di sicurezza, si sa, disincentiva questa buona pratica oltre che l'autonomia degli studenti che, in diversi casi, potrebbero compiere l'ultima parte di tragitto in autonomia".

"Lo stesso progetto vincitore del concorso indetto per riqualificare l'area, che abbiamo potuto conoscere dai giornali e dalla mostra a Palazzo Pretorio, senza però poterlo approfondire e discutere in sede di Commissione, non sembra adatto a risolvere tutte queste criticità e molti dei progetti presentati davano l'idea che non tutti i partecipanti fossero a conoscenza delle dinamiche della zona. Una su tutte l'enorme importanza che riveste il parcheggio dell'Istituto Salesiano che, nel momento in cui viene chiuso o limitato nel suo accesso, complica ulteriormente la viabilità della zona e, attualmente, riveste un ruolo decisivo di cui va tenuto conto - ha incalzato il rappresentante di Sondrio Democratica -. Siamo consapevoli della complessità della situazione, che probabilmente non è risolvibile con un singolo provvedimento di divieto o limitazione. Va sicuramente incentivata una riduzione dell'uso dell'auto, che è ancora molto alto per spostamenti all'interno della città, ma anche un attento ripensamento dell'accesso a scuola. Magari con il coinvolgimento proprio dell’ Istituto scolastico, che può facilitare un proficuo dialogo con le famiglie, al fine di giungere a una situazione più gestibile, ma soprattutto più sicura".

"Stessa cosa può valere per l'oratorio e per le tante famiglie che lo frequentano grazie alle diverse ed importanti attività che in esso si svolgono. Riteniamo il confronto e il dialogo tra l’amministrazione, le realtà che popolano il quartiere, i residenti e i cittadini un passo fondamentale per cambiare la vivibilità del quartiere - ha concluso Bettinelli -. Le modalità che si potrebbero mettere in atto in questa zona, fortunatamente ricca di servizi e decisamente frequentata, potrebbero valere anche per tante altre zone della città caratterizzate da situazioni simili, serve però la volontà e il coraggio di impegnarsi a fondo. La zona 30 sia solo un inizio".

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