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L'impegno

Lotta alle ludopatie: "Serve un'azione coordinata a livello provinciale"

L'auspicio è stato espresso dal sindaco Marco Scaramellini, dopo la mozione presentata dal consigliere Gugiatti. Le critiche delle minoranze e il "compromesso"

Poco più di quattro anni fa, il 20 aprile 2018, è stato approvato il Regolamento comunale per la prevenzione e il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) e, all’articolo 5 del citato regolamento, si stabilisce che il sindaco è autorizzato a emanare apposita ordinanza sindacale per limitare le fasce orarie di utilizzo degli apparecchi da gioco.

Questo, però, non è ancora avvenuto e il consigliere della lista civica Giugni sindaco Francesca Gugiatti, ne ha chiesto conto, attraverso una mozione presentata nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri al sindaco Marco Scaramellini, visti anche i dati che vedono la provincia di Sondrio ai vertici delle poco piacevoli classifiche sulla diffusione del gioco d'azzardo in Italia.

Serve sinergia

"Abbiamo fatto una ricerca - ha esordito il primo cittadino del capoluogo - per capire cosa sta accadendo anche nei Comuni limitrofi e quasi nessuno o addirittura nessuno dei Comuni del mandamento ha adottato questa ordinanza. Se noi lo facessimo, quindi, semplicemente chi vuole giocare migrerebbe nei paesi vicini. Inoltre, ci sarebbero ricadute economiche anche sulle attività della città. La questione richiede un coordinamento mandamentale se non addirittura provinciale e riflessioni per concordare un'azione anche con le attività interessate. Per questo propongo di aprire una partita di coordinamento, con uno scambio di vedute anche con il presidente della Provincia, con le associazioni di categoria e con le attività che verrebbero danneggiate. Il contrasto alle ludopatie è un tema assolutamente importante, ma non dobbiamo dimenticare che il problema viene "dall'alto" visto che le norme sono statali e, in un certo senso, è proprio lo Stato che incita a giocare e scommettere".

Posizione inaccettabile

La risposta del sindaco Scaramellini, però, non è piaciuta agli esponenti della minoranza, perchè ritenuta poco coraggiosa e impattante verso la reale soluzione del problema: "Mi sembra di essere tornato indietro di cinque anni e contesto quello che ha detto il sindaco, secondo cui, se l'ordinanza la emaniamo solo noi non serve a nulla. Purtroppo, chi andrebbe a giocare altrove è già dipendente dal gioco, ma noi dobbiamo agire per non far avvicinare al gioco d'azzardo altre persone, in particolare i giovani, visto che questa è un'attività che non dà nulla e fa spendere molto. Ho trovato fuori luogo anche il riferimento ai danni che subirebbero gli esercenti, visto che bisognerebbe pensare, invece, all'impatto che il gioco d'azzardo ha sulle famiglie che, letteralmente, si rovinano".

Altri consiglieri, tra cui Francesco Bettinelli (Sondrio Democratica), Michele Iannotti (Pd), Simone Del Marco (Gruppo misto) e Stefano Angelinis (Giugni sindaco) hanno invece evidenziato come "spesso si rimarca il ruolo del capoluogo come aggregatore e trascinatore, ma bisogna farlo e crederci sempre. Bisogna quindi che il Comune di Sondrio abbia il coraggio di essere il primo a emanare l'ordinanza e a trascinare gli altri Comuni. Sono passati quattro anni dall'approvazione del regolamento, quindi il ragionamento sul coinvolgimento degli altri enti è un pò tardivo e si sarebbe dovuto fare prima".

Reazioni non sono mancate nemmeno dagli esponenti della maggioranza, in particolare da parte di Giuseppe Della Cagnoletta (Lega): "Le ludopatie sono un problema grave, - ha spiegato proprio Della Cagnoletta - ma non accetto che si attacchi il sindaco Scaramellini sul fatto che abbia più a cuore gli interessi di poche attività piuttosto che della sua comunità".

La soluzione

Dopo il dibattito e la conferma proprio del sindaco Scaramellini che l'impegno di emanare l'ordinanza, richiesto dalla mozione era ritenuto "troppo pretenzioso", si è concordato di emendare la mozione stessa e di impegnare così "il sindaco a intraprendere il percoso volto all'emanazione dell'ordinanza entro fine mandato, anche con eventuali azioni di coinvolgimento e coordinamento sovracomunale". 

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