Questione delicata

Più attenzione e più soldi: sanità e ospedale di Sondrio tornano al centro del dibattito

In occasione del consiglio comunale di venerdì Sondrio Democratica e Pd presenteranno due mozioni sulla questione per stimolare l'amministrazione Scaramellini

Maggiore attenzione e più soldi per far sì che migliorino i servizi offerti dalla sanità a livello provinciale e, in particolare, dall'ospedale di Sondrio. In occasione del consiglio comunale di venerdì a Palazzo Pretorio si tornerà a discutere della situazione legata al nosocomio del capoluogo e alla sanità in Valtellina e Valchiavenna in virtù di due mozioni presentate rispettivamente da Sondrio Democratica e Pd.

L'ospedale

Sondrio Democratica, con il suo documento, si concentra, in particolare, sull'ospedale di Sondrio chiedendo al sindaco Marco Scaramellini di "relazionare con cadenza regolare, e comunque sempre dopo ogni convocazione della Conferenza dei Sindaci, alla Commissione competente circa l’evoluzione della situazione dell’ospedale di Sondrio, della sanità provinciale e delle politiche e delle scelte sanitarie che su questi si ripercuotono".

Questo in virtù del fatto che, come riportato nella mozione stessa " L’art.3 dello Statuto Comunale recita: “Il Comune di Sondrio, nel cui territorio hanno sede il presidio ospedaliero provinciale ed i principali servizi e strutture socio-sanitari, nell'ambito delle sue competenze e con il concorso degli enti ed istituzioni e ciò proposti, contribuisce a garantire la tutela della salute dei cittadini con particolare riguardo ai problemi della maternità, dell'infanzia, dei portatori di handicap, degli anziani, della salubrità dei luoghi di lavoro, delle condizioni ambientali in genere che possono influire sulla salute delle persone e sulla qualità della vita della Comunità. La Conferenza dei Sindaci è l’organismo rappresentativo delle autonomie locali, con funzioni di indirizzo e controllo sull’attività socio-sanitaria e di partecipazione alla programmazione di detta attività. Anche se la delega in materia sanitaria è regionale, il sindaco rimane il primo referente della salute di una Comunità. Il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio".

Inoltre, come sottolineano sempre i consiglieri di Sondrio Democratica, "la situazione della sanità valtellinese è nota e presenta molteplici criticità che determinano disservizi costanti per la popolazione e negli ultimi mesi si può affermare che la situazione non sia per nulla migliorata. Negli scorsi mesi non è stato presentato da parte della Direzione Strategica alcun progetto che tenga conto della ruolo del presidio ospedaliero del capoluogo nell’offerta sanitaria provinciale; continua la riduzione dei servizi specialistici assumendo come unica scusante la carenza di personale e delle professioni sanitarie".

Sondrio Democratica aveva già presentato, a luglio, un'interrogazione sull'argomento, in risposta alla quale, come riportano gli stessi consiglieri di minoranza, "anche il sindaco ha espresso insoddisfazione per la situazione generale del nostro nosocomio e condiviso la necessità di riportarlo all’altezza delle aspettative”. 

I tagli

Nella loro mozione, invece, i consiglieri del Pd allargano ulteriormente lo sguardo e premono affinché sindaco e giunta comunale si facciano "parte attiva nei confronti del Governo al fine di scongiurare i nuovi tagli previsti per il SSN e per ottenere un adeguato finanziamento annuale per la sanità corrispondente al 7,5% del Pil, così da poter dare le giuste risposte alle nuove sfide e ai nuovi bisogni di cura e assistenza dei cittadini, e per evitare il collasso finanziario della sanità italiana".

La mozione, infatti prende le mosse dalla constatazione del fatto che "la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (Nadef) 2023, deliberata a fine settembre conferma che la sanità rimane la "cenerentola" dell’agenda politica di questo Governo poiché, secondo la Fondazione indipendente Gimbe che ha analizzato i dati, il rapporto spesa sanitaria/Pil – che nel 2022 è stato del 6,7% - scende al 6,6% nel 2023 e continuerà a calare negli anni successivi, sino a raggiungere il 6,1% nel 2026. Questo incontrovertibile dato negativo sulla previsione di spesa sanitaria nel prossimo triennio, smentisce anche le enfatiche dichiarazioni programmatiche fatte dal Governo sugli ipotetici stanziamenti 2024-2026 da destinare al personale del SSN per rilanciare le politiche del capitale umano". 

Una situazione che, sempre secondo i consiglieri del Pd va a innestarsi su una situazione che vede già "il Sistema Sanitario Nazionale in perenne crisi, schiacciato dall’eredità della pandemia, dalla carenza di personale sanitario e da una domanda di assistenza crescente in una popolazione che invecchia a ritmi incalzanti. Il definanziamento previsto impedirà di garantire alla popolazione equità di accesso alle prestazioni sanitarie con pesanti conseguenze sulla salute delle persone, e farà esplodere un aumento della spesa privata, già sproporzionata, allargando sempre più il divario sociale tra i cittadini. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito, con estrema preoccupazione, come il Sistema Sanitario Nazionale sia un patrimonio prezioso, da difendere e adeguare, invitando i governatori delle Regioni a dialogare con il Paese e la società, e lo stesso ha fatto il Presidente della Conferenza delle regioni Massimiliano Fedriga chiedendo al suo Governo di porre rimedio ai tagli come priorità per tutte le regioni".

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