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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Nuova legge Sanità lombarda, l'allarme del Pd: "Ultima chiamata per la Montagna"

Domani torna in Aula il dibattito sulla revisione della LR 23/2015 sulla sanità regionale. Il monito del Partito Democratico, Iannotti: "I cittadini della provincia di Sondrio non possono tollerare di essere cittadini di serie B"

Prosegue il dibattito sulla nuova legge regionale sulla Sanità. Domani, mercoledì 10 novembre, il dibattito sulla revisione della LR 23/2015, tornerà in Aula dopo “esser passato” nella Commissione competente. Un momento fondamentale, anche, per il futuro della sanità di montagna in provincia di Sondrio. Ne sono convinti i rappresentanti del Partito Democratico, alla luce di quanto accaduto negli ultimi due anni. 

“La pandemia ha fatto emergere anche nella nostra provincia l’inadeguatezza della rete territoriale e ha scaricato il peso dell’emergenza sugli ospedali, sancendo di fatto il fallimento del sistema sanitario lombardo e quindi della legge regionale di riforma sanitaria, la N. 23/2015” hanno dichiarato con forza il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Fabio Pizzul, il consigliere regionale PD nonché responsabile Forum Sanità PD Lombardia, Gianni Girelli, e il segretario provinciale del PD Michele Iannotti.

“Il sistema sanitario lombardo ha mostrato tutta la sua fragilità, ha prodotto liste di attesa infinite e qualità delle prestazioni socio-sanitarie offerte ai cittadini sempre più lontane dall’eccellenza tanto decantata da chi governa Regione Lombardia da più di vent’anni. Lo stesso Governo nazionale, dopo aver concesso un periodo di sperimentazione, ha sonoramente bocciato la legge regionale. È stato necessario, quindi, aver avviato l’iter per il superamento ed il miglioramento dell’attuale Legge” hanno aggiunto i Dem.

“Il testo della proposta di legge, uscito dalla competente commissione regionale la scorsa settimana, non solo non risponde ai reali bisogni e alle peculiarità del nostro territorio montano – hanno ribadito i tre rappresentanti democratici - ma rafforza ulteriormente la sanità privata a scapito di quella pubblica. Unico elemento di novità sono le Case e gli Ospedali di comunità, del resto previsti dal governo nazionale e finanziati con i fondi del P.N.R.R”.

Le peculiarità della sanità di montagna

Nello scorso mese di giugno la giunta regionale, “anche a seguito della netta presa di posizione del PD provinciale”, ha aggiornato le linee di sviluppo della riforma della Legge 23/2015, approvate nel mese precedente, inserendo un richiamo alla Sanità di Montagna che avrebbe dovuto far parte di un capitolo specifico della proposta di legge regionale portata successivamente in commissione sanità.

“Il risultato è stato a dir poco deludente, giacché nella proposta di legge non solo non è stato inserito nulla in tal senso, ma addirittura sono stati cancellati alcuni riferimenti alla Montagna.  È questa l’attenzione riservata al nostro territorio? Siamo stati dimenticati!” ha chiosato il segretario provinciale PD Michele Iannotti. 

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“La situazione della sanità provinciale desta forte preoccupazione; la politica sanitaria attuata in provincia di Sondrio, da una Regione a trazione leghista, ha prodotto, anno dopo anno, un abbassamento del livello di qualità delle prestazioni offerte ai cittadini con lunghe liste di attesa per visite ed esami e per interventi chirurgici, inducendo moltissimi cittadini a rivolgersi ad ospedali e a strutture fuori provincia che spesso appartengono alla sanità privata.  Da anni manca la regia di una regione che è incapace di governare il nostro territorio con politiche sanitarie credibili ed efficaci. Manca una visione di prospettiva che genera confusione e lascia nel caos totale gli operatori sanitari (medici ospedalieri, di medicina generale e pediatri, guardie mediche, personale infermieristico e tutto il personale legato alla sanità) che, giorno dopo giorno, sono sempre più in difficoltà. Siamo oramai allo stato di totale abbandono del sistema socio-sanitario provinciale. È necessario intervenire con urgenza!” ha proseguito Iannotti.

Capitolo ad hoc

Ora secondo il Pd c’è la possibilità di contribuire ad un cambio di passo. Il dibattito e il confronto continuano nell’Aula del Consiglio regionale dove il gruppo consigliare del Partito Democratico cercherà in ogni modo di recuperare proponendo emendamenti che tengano conto delle esigenze di un territorio come quello della provincia di Sondrio che per la sua conformazione necessita di politiche socio-sanitarie specifiche.

“Sappiamo che la sanità in montagna costa di più - hanno dichiarato Pizzul, Girelli e Iannotti - Come Partito Democratico provinciale e regionale chiediamo che la Regione Lombardia riconosca una specificità per la “Sanità di Montagna” con maggiori risorse economiche da utilizzare sia per remunerazioni delle prestazioni socio-sanitarie che per gli investimenti strutturali e tecnologici dei presidi sanitari provinciali esistenti, allo scopo di garantire servizi socio-sanitari di qualità per tutti i cittadini della provincia, al pari di quelli che abitano in territori di pianura. Chiediamo inoltre: che si investa sul personale sanitario che lavora nelle strutture dei territori montani introducendo strumenti specifici che devono prevedere incentivi economici, formativi e professionali; che si favorisca la formazione del personale in loco (scuola infermieri, per fisioterapisti, ecc.); che la Regione favorisca forme di collaborazione in materia sanitaria con la vicina Svizzera, esplorando le occasioni concesse dalla L. 56/2014 ai territori delle province interamente montane come la provincia di Sondrio”.

“Inoltre che venga potenziata in maniera capillare la medicina territoriale investendo sul territorio per favorire l’assistenza a tutte le persone, anche a chi abita nelle zone più decentrate delle nostre valli; che venga rafforzato il ruolo ai distretti socio-sanitari; che si investa sull’assistenza domiciliare e diurna; che i finanziamenti che contribuiscono alla determinazione della spesa sanitaria per il territorio montano tengano conto degli indici di premialità, che oltre a prevedere le classi di età, il numero degli abitanti e la spesa storica, devono essere parametrati sulla base delle caratteristiche geomorfologiche del territorio, delle condizioni di svantaggio strutturale derivanti dalla bassa densità della popolazione e da altri fattori di disagio socio-demografico. Tutte queste proposte dovevano già essere contenute in uno specifico capitolo, “Sanità di Montagna”, della proposta di Legge di revisione della LR 23/2015; capitolo che ad oggi non esiste per responsabilità di chi colpevolmente afferma principi condivisibili, ma non li concretizza (si dice una cosa e se ne fa un’altra, come avviene da tempo” hanno aggiunto i tre rappresentanti politici.

“Ora la partita si gioca in Aula consigliare. Come gruppo regionale del PD – hanno continuato Fabio Pizzul e Gianni Girelli - cercheremo di rimediare attraverso alcuni emendamenti che verranno presentati in Aula già da questa settimana”.

“Ci auguriamo – ha concluso Michele Iannotti - che ci sia la condivisione dei rappresentanti istituzionali regionali della Lega ed in particolare di quelli del nostro territorio come l’assessore Sertori e il consigliere Pedrazzi.  I cittadini della provincia di Sondrio non possono tollerare di essere cittadini di serie B. Non sommiamo danno al danno, occorre un lavoro comune per il territorio. In caso contrario ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini della provincia”.

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