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Referendum, Borromini: " Dai Lombardi un segnale forte e chiaro"

"In Valtellina e in Valchiavenna abbiamo votato pensando al nostro presente e sognando un futuro migliore"

 

«Il segnale che parte da Milano, e da Venezia, per arrivare a Roma è che così non va: lo Stato non può più continuare a utilizzare le regioni virtuose del nord per ripianare i debiti di chi non sa gestire le proprie risorse o, peggio, le spreca. In Lombardia abbiamo dimostrato di saper organizzare i servizi in modo efficiente per i cittadini: da buoni padri di famiglia utilizziamo i nostri soldi nel modo migliore. Vogliamo poterlo fare in tutti settori. Il governatore Roberto Maroni andrà a Roma portando con sé il ‘sì’ al cambiamento espresso da tre milioni di elettori: un numero enorme, persone che chiedono di essere ascoltate».

«Come Comunità Montana di Morbegno ci siamo sentiti in dovere innanzitutto di informare e quindi di sensibilizzare i cittadini sull’importanza del referendum: la gente ci ha ascoltato e ha votato ‘sì’, condividendo l’obiettivo di avere una Lombardia ancora più efficiente e più ricca. Nonostante le critiche strumentali di parte della sinistra, che si è vista isolata in una battaglia che era ed è di tutti, indipendentemente dalle posizioni politiche, i convalligiani hanno compreso l’importanza del voto. Non c’è destra e non c’è sinistra quando si parla di risorse economiche e di sviluppo, di progetti e di servizi: il risultato di ieri lo ha confermato. Andiamo tutti nella stessa direzione».

«Questo è il significato del voto espresso in tutta la regione con percentuali importanti di votanti, compresa la nostra provincia, dove il dato assoluto è molto più positivo del raffronto in termini percentuali considerato l’alto numero di elettori residenti all’estero. In Valtellina e in Valchiavenna abbiamo votato pensando al nostro presente e sognando un futuro migliore che, dopo questo referendum, è a portata di mano. Lo Stato dovrà concederci ciò che chiediamo e finalmente potremo gestire i nostri soldi, 27 miliardi di euro, e utilizzarli per noi: per i nostri giovani alla ricerca di un lavoro, per i nostri anziani che non riescono a vivere con le misere pensioni, per le nostre imprese che attendono infrastrutture per superare l’isolamento, per il nostro turismo. Basta con le decisioni imposte da Roma: saremo noi a decidere. Oggi inizia una nuova epoca e la vivremo da protagonisti».

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