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Giovedì, 13 Giugno 2024
Analisi esaustiva

Carenza di personale negli ospedali della provincia: "Manca progettualità"

Il consigliere (e medico) Alessandro Spolini e il sindaco Marco Scaramellini hanno riferito sulla situazione della sanità provinciale in un'apposita commissione convocata a Palazzo Pretorio

Negli ospedali della provincia di Sondrio ci sono criticità, come in tutto il resto d'Italia, ma non tutto è da buttare, anzi, bisognerebbe cercare di evidenziare anche ciò che, invece, funziona; serve però più progettualità, una visione più d'insieme e non per compartimenti stagni e soprattutto, la politica, in questo caso il consiglio comunale, partendo dai dati e da evidenze tecniche, dovrebbe esercitare il proprio ruolo di pressione verso chi governa e decide sulla sanità, pretendendo non tanto o non solo maggiori risorse (comunque fondamentali), ma una migliore organizzazione.

Questo è emerso dalla commissione tenutasi a Palazzo Pretorio nel pomeriggio di lunedì in cui il sindaco Marco Scaramellini, come da impegno assunto con una mozione approvata all'unanimità dal consiglio comunale, ha relazionato, con il prezioso supporto del consigliere Alessandro Spolini, sulla situazione della sanità valtellinese. "C'è consapevolezza dei problemi - ha sottolineato Scaramellini - e si cerca di collaborare con Asst. Il quadro è preouccupante, ma, per certi versi, anche rassicurante, nel senso che non tutto va male. Il fattore principale è quello di trovare una coesione a livello provinciale su una materia che dovrebbe accomunarci tutti. Sono convinto, comunque, che con collaborazione e senso critico i risultati possono arrivare. Inoltre, dovremmo cercare, pur nella consapevolezza delle criticità, di iniziare a parlare un pò meno male di noi e della nostra sanità".

La commissione è stata convocata dopo alcuni mesi perchè - come ricordato dallo stesso Scaramellini - "non è stata ancora convocata, dal momento dell'approvazione della mozione, l'assemblea dei sindaci. Era stata individuata una data nel 4 maggio, ma vista l'imminenza delle elezioni sia Ats sia Asst hanno preferito rinviare. Ho dunque richiesto, comunque, la convocazione subito dopo le elezioni contando anche il fatto che il presidente, Andrea Pellerano, sarà ancora sindaco" [è candidato unico a Castello dell'Acqua e per la riconferma basterà, dunque, il raggiungimento del quorum n.d.a.].  

Nella commissione il sindaco Scaramellini ha ricordato i fondi ottenuti per la ristrutturazione dell'ospedale di Sondrio e ha poi parlato anche di uno dei problemi più pressanti, cioè quello della carenza di personale: "La ristrutturazione dell'ospedale è sicuramente una buona notizia, ma l'efficacia sarebbe limitata senza medici e dipendenti. E' altrettanto vero, però, che la speranza è quella che un ospedale più moderno possa essere un volano e un incentivo a rimanere per chi già vi lavora e per scegliere la nostra città per chi invece viene da fuori. In quest'ottica, inoltre, stiamo collaborando con Asst per fornire alloggi gratuiti o a prezzi calmierati al personale medico o sanitario che ne avesse bisogno. Noi potremmo fornire questi alloggi attraverso i progetti PinQua e Monte Salute. Si tratta, comunque, di interventi utili, ma non decisivi".

"Nell'ottica di una collaborazione e di una gestione complessiva della sanità di montagna - ha concluso Scaramellini - credo che l'ospedale di Sondrio debba essere un punto di riferimento visto che è baricentrico e raccoglie gran parte del bacino d'utenza del territorio".

L'analisi tecnica

E' toccato poi al consigliere Alessandro Spolini, medico all'ospedale di Sondrio, scendere più nel dettaglio per quanto concerne gli aspetti tecnici: "L'approccio alla sanità si deve basare su dati scientifici - ha esordito Spolini - altrimenti si fa confusione. Già in passato, l'ospedale di Sondrio si dava per assodato, mentre si diceva che quello di Sondalo fosse a rischio chiusura. Le cose non stanno proprio così: si riscontra una certa disaffezione verso gli ospedali della valle, c'è carenza di personale e le due strutture rischiano di farsi concorrenza e di limitarsi, vista anche la presenza di alcuni reparti "doppioni", ma i problemi ci sono ovunque. La realtà è che ci sono colleghi che sarebbero rimasti in valle, ma non l'hanno fatto per mancanza di progettualità. Se questa progettualità c'è allora rimangono: per fare un esempio, in strutture come Humanitas e San Raffaele gli stipendi sono più bassi, eppure non c'è carenza di personale".

Doppioni e peculiarità

"A Sondrio - ha proseguito Spolini - si registra una criticità cronica in Ostetricia e Ginecologia dove manca il direttore. Il punto è che un punto nascita, per rimanere aperto, dovrebbe garantire 500 parti l'anno, a Sondrio e Sondalo i numeri sono inferiori e allora si sta aperti in deroga. Sempre a Sondrio, la Geriatria è chiusa da due anni: c'è un reparto per sub-acuti a Morbegno che, però non è un ospedale e dunque ciò comporta numerosi trasferimenti in ambulanza di pazienti che necessitano esami o analisi. Il problema si riflette anche sulla Medicina generale, intasata di pazienti geriatrici. Per quanto riguarda la Pediatria, invece, sta nascendo una problematica su Sondalo: finora, infatti, è stata affidata in appalto alle cooperative, ma ora con il previsto contenimento delle spese la situazione è destinata a cambiare".

"Per quanto riguarda la Radiologia - così ancora Spolini - si è passati da 13 radiologi ai 5 attuali, si era scesi anche a due e quindi si ricorrre a una convenzione con altri ospedali per sopperire nelle ore notturne. In Chirurgia Vascolare a Sondalo da un anno non c'è la reperibilità notturna e nei weekend e quindi in caso di bisogno serve il trasferimento a Lecco. Manca il neurochirurgo a Sondrio e dunque le urgente non sono garantite. L'unità coronarico c'è solo a Sondrio e ci sono dunque difficoltà di centralizzazione: ad esempio, se un paziente è vittima di infarto a Livigno, viene prima trasportato a Sondalo, ma poi dovrà essere trasferito a Sondrio".

I numeri

Per quanto riguarda i numeri, invece, il pronto soccorso di Sondalo "copre" circa il 20% del territorio provinciale (657 km quadrati), quello di Sondrio il restante 80% circa con 2500 km quadrati. Per quanto riguarda gli accessi ai pronto soccorso si parla di 36 mila per Sondrio nel 2023, circa 14 mila a Sondalo e 7 mila a Chiavenna, oltre che 9 mila nel punto di primo intervento di Morbegno. In media i numeri si mantengono costanti durante tutto l'anno e solo il Ppi di Livigno fa registrare una certa stagionalità passando dall'8% dei mesi invernali, al 5,29% di quelli estivi, al 2% nei restanti.

Nel 2018, inoltre, i tempi medi di risposta (arrivo sul posto) di Areu per le chiamate in codice rosso o giallo sono state di 10'30" a Livigno, 9'55" in Alta Valle, 12' a Sondrio, 11' a Chiavenna e 10' in Bassa Valle. E' stata poi ricordata anche la costituzione della Breast Unit che tra Sondrio e Sondalo garantisce 160 interventi l'anno.

Altro elemento evidenziato è quello di una tendenza crescente a centralizzare (ovvero trasferire) i pazienti fuori provincia, pratica utilizzata 123 volte nel 2023. Proprio sull'utilizzo dell'elisoccorso, comunque, Spolini è stato molto chiaro: "La centralizzazione con l'elisoccorso non è la soluzione per tutti i casi o la panacea. Basti pensare all'Austria dove in un quarto dei casi, per problemi tecnici o di maltempo, l'elicottero non riesce a volare quando servirebbe".

Infine, è stato citato anche il progetto del Politecnico del 2018, poi non attuato e che avrebbe previsto per Sondrio la costituzione di un Hub e per l'ospedale di Sondalo le varie peculiarità con individuazione comunque di servizi diversi per ogni singolo presidio.

"Credo che il confronto politico - ha concluso Spolini - debba partire dai dati, in modo tale da poter trovare delle soluzioni adeguate. Credo sia moralmente giusto far capire a chi governa e decide di sanità quali siano le esigenze della popolazione". 

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