Olimpiadi, il monito del Partito Democratico: «La Regione riprenda il dialogo con i sindaci dell’Alta Valle»

Il segretario provinciale Iannotti: «Il blocco del dialogo istituzionale affonda le sue radici nell’incapacità della Lombardia, a trazione leghista, di percepire i bisogni dei cittadini, soprattutto di quelli che vivono in montagna»

Lo scontro in atto tra i sindaci del Bormiese e Regione Lombardia, rappresentata dall'assessore Massimo Sertori, sul tema della riorganizzazione sanitaria rischia di compromettere il percorso di costruzione e condivisione che porterà la Valtellina e la Valchiavenna alle Olimpiadi invernali del 2026. A lanciare l'allarme è il Partito Democratico della provincia di Sondrio, rinvigorito dalla nuova leadership di Michele Iannotti.

«Lo sappiamo e lo diciamo da tempo: le Olimpiadi del 2026 saranno un appuntamento importante per la provincia di Sondrio, in grado di portare benefici infrastrutturali oltre che una grande visibilità turistica e mediatica. Ma perché l'appuntamento internazionale possa diventare l'occasione di rilancio e svolta che tutti noi auspichiamo è necessario che il nostro territorio si faccia trovare pronto. Per farlo serve un confronto costruttivo che parta innanzitutto dalle istituzioni e che porti ad una sintesi condivisa.
Non vanno in questa direzione scelte come quelle dei sei sindaci dell’Alta Valle che hanno deciso di non partecipare al tavolo con la Regione per discutere delle opere connesse alle Olimpiadi. Una presa di posizione forte, frutto del venir meno del rapporto di dialogo e fiducia con la Regione, che rischia però di compromettere un evento di portata storica che deve portare miglioramenti duraturi e tangibili per valtellinesi e valchiavennaschi».

Da qui la preoccupazione del Pd provinciale che questa rottura possa creare problemi alla realizzazione delle Olimpiadi 2026. «Auspichiamo che questa situazione di stallo che non fa il bene della comunità venga sbloccata al più presto - dice il segretario provinciale Michele Iannotti -. Ci sono importanti risorse economiche che sono state messe in campo per il nostro territorio e che non possiamo rischiare di non utilizzare, a cominciare dagli oltre 150 milioni di euro stanziati dal governo per interventi infrastrutturali che miglioreranno l’accessibilità al nostro territorio, per non parlare dei 55 milioni di euro destinati ad interventi mirati, ancora da definire, nei territori dell’Alta Valle interessati alle competizioni olimpiche».

«Il blocco del dialogo istituzionale da parte dei sindaci dell’Alta Valle affonda le sue radici nell’incapacità della Regione Lombardia, a trazione leghista, di percepire i bisogni dei cittadini, soprattutto di quelli che vivono in montagna. In questi ultimi vent'anni abbiamo assistito a politiche territoriali molto spesso imposte e prive di qualsiasi prospettiva e strategia d’insieme: nella sanità come nei trasporti. Non è un caso che proprio la deriva della sanità regionale e la mancanza di prospettiva nella gestione di quella provinciale, con scelte procrastinate o non fatte, sia il tema che in questo momento di crisi anche economica divide un territorio che dovrebbe, oggi più di prima, ritrovarsi unito» ha continuato il neo segretario.

«Gli amministratori locali e i cittadini della provincia di Sondrio – insiste Iannotti - hanno bisogno ora più che mai, di guardare al futuro con grande speranza, dentro un progetto di medio-lungo periodo che abbia un punto di arrivo certo e concertato. Per questo sollecitiamo con urgenza la ripartenza del tavolo di confronto sulle Olimpiadi: un evento troppo importante per l’intero territorio di Valtellina e Valchiavenna, che non può subire rallentamenti per incapacità progettuali o tentennamenti da parte di chi ha governato la Lombardia in questi ultimi due decenni. La giunta regionale si muova fin da subito per risolvere il problema e per recuperare il dialogo con gli amministratori. Un confronto fondamentale che non deve trovare ostacoli su un argomento nevralgico e vitale per le nostre Valli».

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