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La Lombardia vuole istituire delle "Zone Logistiche Semplificate" nelle sue aree più svantaggiate

Approvata in Giunta regionale la delibera che chiede al Consiglio regionale lombardo di approvare una proposta di legge da inviare al Parlamento mirata a superare gli attuali limiti previsti dalla normativa statale al fine di consentire così l’istituzione di ZLS. Sertori: "L’obiettivo è sostenere il tessuto imprenditoriale locale, attrarre investimenti, incentivare l’occupazione e contrastare lo spopolamento delle aree interne o montane"

 “Una proposta di legge per chiedere al Parlamento italiano di intervenire sulla legge di Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 (legge del 27 dicembre 2017 n. 205) al fine di superare gli attuali limiti per l’istituzione della ZLS. L’obiettivo è sostenere il tessuto imprenditoriale locale, attrarre investimenti, incentivare l’occupazione e contrastare lo spopolamento delle aree interne o montane”.

Commenta così l’assessore regionale a Enti locali, Montagna, Piccoli Comuni e rapporti con la Confederazione Elvetica e le Province Autonome, Massimo Sertori, la delibera presentata in Giunta che chiede al Consiglio regionale lombardo di approvare una proposta di legge da inviare al Parlamento mirata a superare gli attuali limiti previsti dalla normativa statale al fine di consentire così l’istituzione di ZLS.

“La proposta di modifica alla legge sulle ZLS (Zone Logistiche Semplificate) - spiega Massimo Sertori - prevede alcune modifiche rispetto all’attuale normativa nazionale, che estende le misure di semplificazione amministrativa e burocratica ed incentivi fiscali, ovvero i benefici attualmente a favore delle ZES (Zone Economiche Speciali) delle regioni del Mezzogiorno e delle ZLS nelle aree portuali delle regioni del centro-nord Italia anche alle aree collegate al confine con i paesi extra europei, alle aree interne, in particolare quelle montane, alle aree caratterizzate dalla presenza di un aeuroporto e, inoltre, alle aree destinate alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione”.

“Crediamo che questa misura - continua l’assessore regionale - da sempre sarebbe stata utile, ancora di più in questo momento storico segnato da una sostanziale inattività a seguito delle limitazioni dovute alla pandemia da Covid, che hanno creato ulteriori problematiche a molte aziende”. 

“È indubbio - rimarca Sertori - che le aziende allocate sul confine soffrano di una forte concorrenza rispetto a quelle che si trovano in territori che beneficiano di una tassazione e di un carico burocratico, differenti”. “Oggi abbiamo un motivo in più per invitare il Governo centrale ad introdurre le Zone Logistiche Semplificate perché questa differenza si è ancora più accentuata”, conclude Sertori.

Secondo la proposta della Regione Lombardia, l’istituzione di ZLS consentirà di applicare in tali zone:

- la riduzione di un terzo dei termini procedimentali, ad esempio in materia di VIA e VAS, e la riduzione a metà dei termini previsti per la conferenza dei servizi decisoria;

- la possibilità, per le imprese che effettuano investimenti all’interno della ZLS, di utilizzare il credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali (sempre nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato);

- la possibilità, valida solo per le ZLS comprendenti un aeroporto, di istituire zone franche doganali che consentano di operare, per le merci importate e da esportare, in regime di sospensione dell'IVA;

- la facoltà di individuare, con protocolli e convenzioni tra la regione proponente e le amministrazioni statali e locali interessate, ulteriori procedure semplificate e regimi procedimentali speciali.

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