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Domenica, 25 Settembre 2022
Politica

Il futuro della montagna passa dalle "Green Community"

Ne è convinto Tiziano Maffezzini, presidente Uncem Lombardia: "Occasione imperdibile per la tanto attesa e non più rinviabile transizione ecologica. Foreste, acqua, energie, agricoltura, turismo, start-up e nuove filiere sono le parole chiave"

Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo sono state le prime 3 regioni che in via sperimentale hanno presentato una proposta di progetto per la costituzione di una Green Community, ora i bandi sono stati aperti a livello nazionale e anche la Lombardia ha deciso di cogliere questa nuova opportunità. Il numero delle Green Communities è, infatti, destinato a crescere.

Trenta in tutto quelle che si costituiranno nelle aree interne montane e rurali grazie ai 135 milioni di euro previsti dal PNRR per la “Rivoluzione Verde e Transizione ecologica”. Proprio in questi giorni, per esempio, si sta lavorando alla presentazione, a tutti i sindaci del mandamento, di quella promossa dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio. Ad illustrare i vantaggi delle Green Communities ai suoi amministratori, facendo un appello alla condivisione di strategie e obiettivi, è stato il presidente di UNCEM Lombardia, Tiziano Maffezzini, a capo anche dell’ente comprensoriale di Sondrio.

Che cosa sono e rappresentano, dunque, le Green Communities presidente? 

“Sono un’occasione imperdibile per la montagna, perché da qui può e deve partire la tanto attesa e non più rinviabile transizione ecologica. Foreste, acqua, energie, agricoltura, turismo, start-up e nuove filiere sono le parole chiave di una vera strategia, chiara e sostenibile, capace di coinvolgere cittadini, imprese ed enti”.

Perché partire dalla montagna?

“Le Green Communities aprono un nuovo percorso 'di comunità vive' nelle quali la montagna gioca una partita finalmente fondamentale, stringendo un nuovo patto con le aree urbane e metropolitane che vedono al centro le politiche per l’ambiente. Le Green Communities sono anche lo strumento perfetto per definire un processo di rigenerazione del territorio, non solo ambientale, ma anche sociale ed economico”.

Le Green Communities dunque come possibile risposta alle crisi aperte su più fronti? 

“Sì, a mio avviso sono un validissimo strumento in grado di fornire risposte efficaci tanto alla crisi climatica quanto alla crisi economica e, lo abbiamo visto in questi ultimi due anni, alla crisi pandemica. Contrastare spopolamento, abbandono e desertificazione sono problematiche che devono essere affrontate con una visione chiara e di sistema. La montagna in tal senso deve fare scuola per garantire evidenti benefici ai propri territori così come, a cascata, anche alle aree urbane”.

Quale sarà presidente la strategia, quindi le azioni, che connoterà la GreenCommunity della CM Valtellina?

“Il piano di ciascuna Green Community italiana è modellato dai territori che individuano ambiti di azione, potenzialità, opportunità, urgenze e investimenti. In merito alla proposta che stiamo condividendo con i sindaci del mandamento della Comunità Montana Valtellina di Sondrio posso anticipare alcuni ambiti e azioni di intervento che, mi auguro, troveranno nei prossimi mesi piena condivisione. Ad esempio: per la gestione integrata e certificata del patrimonio forestale stiamo pensando ad una serie di interventi di sistemazione (necessari dopo la tempesta VAIA) oltre che ad interventi per la prevenzione degli incendi e il contrasto alle malattie che affliggono i nostri boschi. Per quanto riguarda il capitolo 'gestione integrata delle risorse idriche' stiamo valutando alcuni progetti per la realizzazione di un efficiente sistema di irrigazione per la nostra agricoltura. In fatto di energie alternative stiamo condividendo l’ipotesi di incrementare i sistemi fotovoltaici così come di acquistare veicoli elettrici (e quindi costruire le relative stazioni di ricarica), estendere i percorsi ciclabili così come incrementare le infrastrutture lungo i percorsi di media montagna per la promozione dell’enogastronomia. Insomma, le idee sono molte e tutte interessanti, le prossime settimane saranno fondamentali per mettere a punto un progetto condiviso e convincente. Le risorse ci sono, ora spetta a noi amministratori saperle valorizzare al meglio".

Cosa prevede la Legge

La legge 221 (che prevede la Green Communities) – approvata in via definitiva dal Parlamento il 22 dicembre 2015 – colloca il nostro il Paese tra i primi in Europa ad aver dato seguito agli impegni della Cop21 di Parigi. La 221 ha posto, dunque, le basi per il lavoro finanziato oggi grazie alle risorse previste dal PNRR. Grazie alle Green Communities sarà affrontata la transizione ecologica ed economica, lavorando in diversi ambiti, definendo un piano delle azioni e facendo investimenti mirati:

  • per la gestione forestale, attuando la Strategia forestale nazionale
  • per la realizzazione delle comunità energetiche
  • per garantire l’agricoltura in aree fragili sui versanti
  • per gestire al meglio le risorse idriche e i rifiuti, concertando la strategia con altri soggetti istituzionali, privati e pubblici.

Tutti temi molto complessi e articolati rispetto ai quali è necessaria un’attenzione corale e condivisa. Basti pensare ai nuovi scenari che, grazie all’approvazione in Senato (il 2 agosto scorso) del Ddl sulla Concorrenza, si aprono in materia di CONCESSIONI IDROELETTRICHE (art.7)

Saranno le Regioni, infatti, ad individuare i criteri che dovranno essere seguiti per effettuare le gare. Le procedure dovranno essere fissate entro la fine del prossimo anno. Grazie a queste rinegoziazioni vi saranno anche risorse aggiuntive. Per la Lombardia e la sua montagna, dunque, uno stimolo e un’occasione in più per lavorare ad un modello di sviluppo energetico condiviso grazie anche ai nuovi modelli di progettualità.

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