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Venerdì, 12 Agosto 2022
scontro latente

Elezioni regionali, cosa sta succedendo tra Fontana e la Moratti

Il presidente lombardo e la sua vice continuano a stuzzicarsi. In palio il posto da candidato del centrodestra alle regionali 2023

Colleghi di giunta ancora sì. "Amici", forse, non più. Storie tese tra Attilio Fontane e Letizia Moratti, presidente e vicepresidente di regione Lombardia, ma soprattutto i due nomi forti del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali del 2023. Il governatore uscente, che ha già annunciato la sua decisione di ricandidarsi - sposata in pieno dalla Lega -, sta infatti trovando sulla sua strada la sua numero due, che lui stesso aveva chiamato al Pirellone a gennaio 2021 - in piena emergenza covid - per sostituire Giulio Gallera al welfare. 

Dopo le stilettate delle scorse settimane, un nuovo capitolo della saga è andato in scena martedì, quando Fontana e la Moratti hanno rivendicato la loro voglia di rappresentare il centrodestra alle urne lombarde. "Io ho dato la mia disponibilità al centrodestra e la riconfermo", ha detto l'assessore al welfare, ospite de L'Aria che tira, su La7, ribadendo le sue intenzioni. "Ovviamente mi aspetto e credo sia doveroso e urgente, avere un chiarimento col centrodestra. Aspetto un chiarimento", ha sottolineato. "Ho dato la mia disponibilità in maniera convinta al centrodestra, una disponibilità che mantengo - ha precisato -. L'ho fatto dopo aver riflettuto a lungo e dopo un percorso di un anno e mezzo che ha portato la Lombardia a uscire da una crisi legata a un piano vaccinale che non funzionava: oggi Lombardia è tra i primi territorio al mondo".

E ancora: "In questo momento sono solo concentrata sulla mia regione, aspetto delle risposte e chiarimenti dal centrodestra dopodiché mi sentirò libera e indipendente come sono sempre stata di fare autonomamente le mie scelte", ha proseguito la vicepresidente regionale commentando le ipotesi di un suo ritorno a Roma per fare il ministro o il candidato premier dopo la caduta del governo Draghi.

Una novità che ha riacceso il fuoco dello scontro tra lei e Fontana, anche se nessuno dei due sembra disposto a "mollare" con un occhio rivolto alla Capitale. "Non ho nessuna intenzione di cambiare i programmi che ho già detto. Aspetterò le elezioni regionali per ricandidarmi come candidato presidente di questa regione", ha ripetuto martedì l'attuale presidente a margine del consiglio regionale a chi gli chiedeva se sia plausibile l'ipotesi di una sua candidatura per il voto di settembre. Quanto ai tempi per la conferma da parte del centrodestra sul suo nome per le regionali - proprio nella "sfida" con Moratti - ha risposto "non lo so, penso abbiano già questa settimana previsto incontri, aspetto". 

Poi sulla vice, che si è detta dispiaciuta - a differenza di Fontana - dell'addio di Draghi causato anche dal mancato voto del centrodestra: "L'ho letta sui giornali più che altro. Chiaro, se si sente a disagio, ci sono tante opportunità". E ancora più nello specifico, su un'eventuale candidatura di Letizia Moratti, Fontana ha ammesso: "Bisogna cercare di capire un po’ di cose. Per prima cosa, dove eventualmente intende candidarsi. Ho letto che intende candidarsi nel centrodestra. Nel centrosinistra, è intervenuto anche Letta per smentire una candidatura. Io Moratti la incontro molto spesso, parliamo di tanti problemi, come del piano per le vaccinazioni, a me non ha mai detto niente, quindi bisogna cercare di capire quello". 

Incalzato ancora su potenziali 'danni' per il centrodestra per l'eventuale candidatura della sua vice, il governatore ha infine replicato: "Non lo so, l'approccio un po’ diverso che io ho rispetto agli altri è che io voglio essere giudicato per quello che faccio, che ho fatto e che vorrò fare. Poi tutto il resto - ha concluso - non mi riguarda. Nel senso che sono i cittadini che dovranno dire se ho lavorato bene o male". Bisognerà vedere se nel giorno del giudizio, delle urne, sulle schede ci sarà anche il nome della Moratti. 

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