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Elezioni provinciali, Forza Italia e Fratelli d'Italia contro la Lega: "Basta decidere da soli"

La candidatura del sindaco di Talamona a palazzo Muzio divide. L'attacco dei segretari provinciali Claudio Righi e Francesco Romualdi al leghista Grillo Della Berta: "Non è più tempo di 'marmellata' politica. Gi alleati vanno trattati come tali"

C'è malumore attorno alla candidatura del sindaco di Talamona, Davide Menegola, alla presidenza della Provincia di Sondrio. Sono i segretari provinciali di Forza Italia e Fratelli d’Italia, Claudio Righi e Francesco Romualdi, a manifestare apertamente il loro "disappunto per il metodo e per la scelta dell’unico candidato proposto". Una frattura politica all'interno del centrodestra di Valtellina e Valchiavenna che difficilmente sarà possibile ricucire, alla luce anche dell'imminente impegno elettorale regionale.

Nelle ultime ore Righi e Romualdi si erano già espressi pubblicamente, criticando la scelta di Menegola ed il metodo utilizzato per costruire la sua candidatura. Di tutta risposta il commissario provinciale della Lega, Lorenzo Grillo Della Berta, aveva dichiarato a La Provincia di Sondrio: "L’elezione del presidente della Provincia prevede una proposta e una votazione da parte degli amministratori che, provenendo da esperienze civiche, sono spesso svincolati da logiche di partito. Tutto il resto sono soltanto illazioni. La candidatura del sindaco di Talamona Menegola scaturita da un’ampia condivisione all’interno dei Comuni della Valle".

Parole non apprezzate dagli alleati i quali hanno voluto prontamente replicare. "Al di là delle volutamente sbrigative parole del commissario provinciale della Lega che ha definito illazioni le critiche dei propri 'alleati' di coalizione in merito alla scelta, è bene ribadire e chiarire che non trattasi di malinteso tra alleati, ma di preordinata volontà della Lega di decidere da sola la linea politica provinciale" spiegano senza giri di parole Righi e Romualdi.

"La scelta del candidato extra area non ha coinvolto tutti i sindaci ed amministratori di Valtellina e Valchiavenna, ma solo certuni appositamente interpellati e scelti quindi irricevibile è l’affermazione secondo cui si è lasciata libertà alle liste civiche comunali ed è anche ora di finirla con la scusa delle liste civiche perché esse sono tali solo quando fa comodo mentre quando occorre relazionarsi con le istituzioni superiori, vedi Regione, che hanno identità politica, non fanno tutti questo distinguo", continuano con durezza e schiettezza da Fratelli d'Italia e Forza Italia.

Lo scontro è decisamente aperto nel centrodestra valtellinese. "Non è più tempo di 'marmellata' politica, occorre scegliere la propria identità e non lasciarsi al trasformismo di depretiana memoria. Noi siamo contrari a questo modo di fare politica, ci opponiamo a questo modus operandi e continueremo a farlo in ogni sede sino a quando non sarà chiaro agli alleati che essere tali, ovvero alleati, significa condividere e concertare insieme, non imporre", concludono i due segretari provinciali.

È importante ricordare che, come previsto dalla legge in vigore, la cosiddetta Delrio, il 29 gennaio prossimo a votare saranno solamente sindaci e consiglieri comunali. Il voto sarà ponderato in relazione alla grandezza del Comune. 

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