rotate-mobile
Politica

Europee, Tinagli e Pizzul in campo per il Pd: "Per un'Europa più vicina ai territori"

Il tour elettorale in provincia di Sondrio dei due candidati del Partito Democratico nella circoscrizione Nord-Ovest in vista del voto dell'8 e 9 giugno

È un'Europa per i territori, a fianco dei territori, quella che hanno in mente Irene Tinagli e Fabio Pizzul, candidati del Partito Democratico alle prossime elezioni Europee, in programma l'8 e 9 giugno, per la circoscrizione "Nord-Ovest". Giunti in provincia di Sondrio nella giornata di ieri, mercoledì 15 maggio, hanno incontrato la stampa per presentare la loro candidatura. Al loro fianco Michele Iannotti, segretario provinciale dei Dem. "Il ruolo che assumerà l’Europa nei prossimi anni dipenderà anche dall’esito elettorale: soltanto se ci presenteremo uniti dal punto di vista dei diversi Paesi non saremo condannati all’irrilevanza internazionale. Siamo davanti ad un bivio. C'è la necessità di rilanciare", ha introdotto l'ex vicesindaco sondriese.

In cerca della riconferma

Irene Tinagli, economista, è un'europarlamentare uscente. Negli ultimi cinque anni è stata presidente della Commissione Problemi Economici e Monetari del Parlamento Europeo. È al tavolo da lei presieduto che si è discusso dei temi più importanti dell'ultimo quinquennio: "Con tutte le crisi che abbiamo dovuto affrontare è stato il luogo dove si sono decisi alcuni pacchetti e misure particolarmente importanti per il nostro paese, e per tutta l'Unione, su tutti il Recovery fund, uno sforzo enorme dove, per la prima volta, tutti i paesi europei si sono messi d'accordo per fare un debito comune a sostegno degli investimenti in un momento di grave crisi. Direttamente ho potuto vedere come l'Europa si è avvicinata di più ai territori, ai cittadini, ai lavoratori, perché si è occupata più da vicino anche di tematiche nuove".

"Le cose che ho imparato in questi anni su cui vorrei continuare a lavorare sono sostanzialmente quattro: l'Europa è più vicina di quanto si pensi, l'Europa quando è capace di essere solidale sa crescere e dare risposte concrete, l'Europa per esistere ha bisogno di un dialogo continuo con i territori e, infine, quanto di importante può fare l'Europa non deve esser dato per scontato. L'Europa può cambiare, ma la dobbiamo cambiare noi, con il nostro lavoro e la nostra visione. Un'Europa più vicina ai cittadini, più solidale, più vicina ai territori. Vedo molti colleghi della Lega e di Fratelli d'Italia andare in giro a dire che l'Europa è distante. L'Europa è distante se non ci vai, dico io. Quando poi ci vai tutte le settimane e i lavori ti accorgi che in realtà è molto vicina di quanto si creda., ha concluso l'ex vice segretaria nazionale del PD con segretario Enrico Letta, nonchè editorialista, scrittrice e consulente in passato delle Nazioni Unite e della Commissione Europea sui temi dell'innovazione, dell'attrattività e dello sviluppo economico.

Da Milano a Bruxelles

Fabio Pizzul è stato consigliere regionale per tre legislature. Dal 2018 fino alla fine della XI Legislatura regionale ha svolto la funzione di capogruppo del PD al Pirellone. È da Milano che parte "un'avventura un po' folle, una candidatura alle elezioni europee nata per dare continuità al lavoro fatto nelle negli ultimi anni di 12 anni". "L'esperienza in consiglio regionale mi ha convinto del fatto che l'unica prospettiva per la nostra regione, oggi affaticata dall'attuale Amministrazione seppur ricca di idee e di forze sociali e economiche, sia quella di ancorarsi all'Europa. Un'Europa dove poter respirare quell'aria tipica di queste terre, un'aria fatta di apertura e non di chiusura. Apertura verso altre orizzonti, altri mondi. Una terra come la Valtellina, da sempre terra di passaggio, una cerniera tra diversi mondi", ha aggiunto Pizzul.

"Il PD è nato ancorato all'Europa ed è il partito che negli ultimi anni ha più investito sull'Europa, puntando su rappresentanti capaci di sfruttato il loro ruolo, collegati anche con una delle grandi famiglie politiche europee. È così che un partito può essere ancora più efficace ed è questo un po' il ruolo che mi sono sempre preso anche in Regione: molto aperto e molto attento a quelle che sono le voci che arrivano anche dall'esterno, dalla società e dal mondo produttivo e associativo. A me piace definirmi uomo di confine, la mia presenza in lista è funzionale a mantenere la linea di apertura, di pluralità e pluralismo che è un fattore costitutivo del Partito Democratico", conclude il candidato Dem, giornalista professionista a Radio Marconi, oltre che presidente della Fondazione Ambrosianeum di Milano.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Europee, Tinagli e Pizzul in campo per il Pd: "Per un'Europa più vicina ai territori"

SondrioToday è in caricamento