Tema caldo / Teglio

Invaso della Margatta: le richieste dei cittadini ai candidati sindaco di Teglio

Il tema è dibattuto da mesi, dopo che a inizio febbraio sono stati bloccati i lavori

Non c'è soltanto la viabilità tra i temi caldi in vista delle elezioni amministrative a Teglio, in cui corrono per il ruolo di sindaco da un lato Laura Branchi e dall'altro Ivan Filippini: anche la situazione relativa all'invaso della Margatta e ai lavori che lo riguardano, bloccati dallo scorso 6 febbraio fanno molto discutere i cittadini della località tellina.

La lettera aperta

Alcuni di loro hanno istituito un comitato e hanno inviato una lettera aperta agli aspiranti sindaco di Teglio:

Il comitato a seguito dell’assemblea tenuta il 18 febbraio scorso dopo il blocco dei lavori del 6 febbraio, ha inviato all’amministrazione un documento sottoscritto da 78 cittadini/e, documento dove veniva espressa la grande preoccupazione sui lavori in oggetto e contenente proposte alternative al progetto - così si apre la lettera aperta dei componenti del comitato Margatta -. I cittadini rimarcando la forte preoccupazione che l’invaso, a seguito del riempimento, potrebbe fare da ostacolo e facilitare eventi alluvionali sugli abitati a valle dello stesso e per la mancanza di un piano di manutenzione. Inoltre, nessuna valutazione è stata fatta sull’impatto che questa operazione comporterebbe sulla viabilità, viabilità già molto precaria dell’attuale strada comunale: con i carichi previsti per lo svaso del materiale verebbe distrutta e la viabilità bloccata. I fatti di ogni giorno, oggi in Emilia, dovrebbero far pensare chi ha ideato e approvato questo invaso". 

"Si precisa che - prosegue la lettera -:

• mai stata attivata la procedura di esproprio e mai sono state ascoltate le richieste di informazione da parte dei cittadini.

• che gli interventi urgenti di pulizia e manutenzione delle opere esistenti, sono stati chiesti dai cittadini, attraverso petizioni e non solo, ma nonostante le risorse economiche fossero a disposizione dal 2020, non solo i cittadini, ma anche i geologi, sono stati inascoltati!

• è stato chiesto di accantonare il progetto, oltretutto non verrebbe nemmeno completato, aumentando così l’insicurezza e di procedere urgentemente con gli interventi suggeriti dai geologi e contenuti nelle proposte sottoscritte nell’assemblea del 18 febbraio inviate, il 20/2, al sindaco e consiglieri e agli enti superiori, senza che vi sia stato alcun riscontro.

Gli interventi necessari

La lettera si chiude poi con l'elenco con quelli che, secondo il comitato Margatta sono gli interventi necessari:

"Gli interventi non più rinviabili, per la sicurezza e pena la perdita delle risorse sono:

1. la sistemazioni delle briglie ammalorate 

2. la pulizia radicale dell'alveo: oggi siamo in pericolo per la quantità di materiale nell’alveo, non rimosso con l’intervento della Comunità montana.

3. la realizzazione (completamento) del sopralzo con consolidamento dell'argine in sponda sinistra a monte dei centri abitati e consolidamento degli argini

4. un programma annuale di manutenzione

5. posizionare un sistema di monitoraggio, nella zona più pericolosa della frana, attraverso un collegamento da remoto, che possa avvertire la popolazione

6. realizzare sul fondo dell’alveo, a partire dal punto più pericoloso ”Cà Brusada”, un selciatone in calcestruzzo e pietrame, almeno fino alla cascata all’altezza della chiesa di San Sebastiano, dove occorre anche alzare gli argini.

7. rendere transitabile la strada a fianco dell’Adda per la pulizia senza creare problemi alla contrada Crotti

8. non siamo a priori contrari alla realizzazione di eventuali piste forestali, anche propedeutiche alla realizzazione dei lavori di ripristino e manutenzione di cui sopra, ma meno invasive possibile e che ambientalmente tenga conto della vocazione dei terreni in gran parte inseriti al catasto come “castagneto da frutto” e sopratutto il rispetto per i sentieri esistenti.

9. predisporre un gruppo locale di protezione civile che risponda, non solo meramente sulla carta, ma che diventi un piano operativo attivo da applicare in caso di calamità naturale e l’adeguamento del piano di emergenza comunale

10. condividere le scelte con i cittadini, come richiesto molte volte, sulle questioni che li riguardano. Per tutto quanto sopra esposto è stata diffidata l’amministrazione nel procedere alla realizzazione dell’invaso e il comitato riterrà responsabili gli amministratori che lo hanno approvato, nel caso che l’infausto pericolo di allagamento causato dallo stesso si dovesse verificare e causare danni a persone e cose. 

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