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IL RICORDO

Cinque anni fa morì Francesco Pischedda: venerdì il ricordo, processo ancora da aprire

L'agente della Polizia Stradale di Bellano morì nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio 2017 durante un inseguimento. Imputati in prigione o non rintracciati

La morte di Francesco Pischedda è una ferita inevitabilmente ancora aperta sulla pelle del Corpo di Polizia. L’allora agente ascelto, all’epoca in servizio presso la Sottosezione della Polizia Stradale di Bellano, morì nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio 2017 dopo essere precipitato da un cavalcavia della Statale 36 a Colico nel tentativo di arrestare un soggetto che viaggiava, con altri due connazionali, a bordo di un furgone rubato.

In occasione del quinto anniversario dalla scomparsa di Pischedda, medaglia d’Oro al Valor Civile, nella mattinata di venerdì 4 febbraio si terrà una cerimonia di commemorazione con la deposizione di una corona di alloro alla presenza del prefetto Castrese De Rosa, del questore Alfredo D'Agostino, del Dirigente del compartimento Polizia Stradale per la “Lombardia” Maria Dolores Rucci e del cappellano della Polizia di Stato don Andrea Lotterio. A seguire, alle ore 11, sarà celebrata una messa di suffragio presso l’Abbazia Cistercense di Santa Maria di Piona.

Le indagini

Sei mesi dopo la tragedia vennero identificati i complici di Florea Veaceslav, il 25enne moldavo che contribuì a causare la morte dell'agente di polizia durante un tragico inseguimento avvenuto lungo la Statale 36. La Polizia Giudiziaria, grazie al lavoro della Squadra Mobile e della Polizia Stradale, riuscì a risalire di altri due cittadini di nazionalità modava: D.I., allora 29enne, e V.V., ai tempi 27enne; entrambi risultarono e risultano ancora irreperibili sul territorio nazionale italiano, ma vennero deferiti per i reati di morte come conseguenza di altro delitto, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.

Veaceslav venne invece trasferito in un centro di detenzione dell'Austria per ulteriori reati commessi oltre il confine italiano; su di lui, infatti, pendeva infatti un mandato di cattura internazionale per furti e rapine varie. Rimasto gravemente ferito dopo il salto dal cavalcavia di Curcio, venne piantonato h24 durante la lunga permanenza all'ospedale "Manzoni" di Lecco, dove rimase in coma per un mese.

Il processo

Le ultime novità sul caso Pischedda risalgono alla fine del 2021: archiviato, senza accusati, il fascicolo aperto per valutare eventuali errori commessi dai soccorritori, non si ancora aperto il processo a carico di Veaceslav, oggi 29enne e ancora detenuto oltre confine; una volta conclusa la pena detentiva a ridosso dell'estate, comparirà davanti ai giudici.

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