Venerdì, 6 Agosto 2021
Scuola

Scuola, a disposizione in organico solo la metà dei posti richiesti dai presidi della provincia

Il dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale Fabio Molinari: "Ulteriori tagli dopo quelli dello scorso anno scolastico. Sarebbe utile pensare a organici provinciali"

Un quadro non certo ottimale per le scuole della provincia di Sondrio, che non tiene conto delle particolari caratteristiche territoriali e dello stesso sistema scolastico di Valtellina e Valchiavenna, nè delle esigenze dei vari istituti: così il Dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale di Sondrio Fabio Molinari ha descritto la situazione relativa agli organici in vista dell'anno scolastico 2021-2022.

La situazione

In totale, per la nostra provincia, sono stati assegnati 2.037 posti in organico di diritto, suddivisi in 285 per la scuola dell’infanzia, 662 per la primaria, 409 per la secondaria di I grado e 681 per la secondaria di II grado; a questi si sommano i 246 assegnati sui posti di sostegno.

Il problema però, è che questi posti raprpesentano solamente la metà, o poco più, dei posti che erano stati richiesti dai vari istituti della provincia: tra quelli che hanno inviato richieste di classi ulteriori, per fare solo qualche esempio, l'Istituto professionale Besta, l'Istituto Romegialli di Morbegno e gli istituti di Novate e Grosio.

"Questo comporta grossi sacrifici per le scuole - ha sottolineato sempre Molinari - che si vedono negata la sezione in più, sono costrette a dar vita a classi  molto numerose con numeri al limite, a perdere indirizzi, come accadrà con quello per le sarte a Morbegno, oppure addirittura a rifiutare studenti proprio perchè non possono attivare più classi. I tagli sono operati a livello regionale e impattano anche sul nostro organico. La situazione sarebbe meno "traumatica" in altri territori, ma non dobbiamo dimenticare che la provincia di Sondrio spesso ha solo un istituto con un determinato indirizzo, ad esempio il Liceo artistico, e uno studente che non venisse accettato per la mancata attivazione di una classe sarebbe costretto a spostarsi fuori provincia per frequentare quello stesso indirizzo, oppure anche a lunghi spostamenti dal luogo in cui abita se in provincia c'è più di un istituto con lo stesso indirizzo, ma quello prescelto non può "accettare" lo studente perchè mancano le classi".

La possibile soluzione

Uno stallo sul quale l'Ufficio scolastico territoriale della provincia di Sondrio ha le mani legate e per risolvere il quale servirebbe un intervento sul piano "politico".

"Sarebbe utile pensare a organici provinciali che tengano conto delle caratteristiche socio-territoriali di una determinata zona - ha proseguito Molinari - In prospettiva è importante che la parte politica riveda il Dpr81 e lo cali sulle diverse realtà. La provincia di Sondrio non è come la vedi sulla cartina, per capirla devi esserci: ha determinate caratteristiche, esigenze e trasporti. E' vero che è la provincia con il minor numero di scuole di tutta la Lombardia, ma gli istituti sono disseminati su un territorio di più di 200 chilometri".

Il lavoro con le istituzioni locali

Importante, poi, il confronto anche con le istituzioni locali: "Nei prossimi tre anni - ha concluso Molinari - vogliamo ragionare anche con gli enti locali per una riorganizzazione dei servizi scolastici tenendo conto della proiezione demografica. Questo in modo tale da gestire e non subire il cambiamento, creando poli scolastici robusti, piuttosto che rischiare di non avere i numeri e non riuscire a far partire determinati indirizzi".

La questione tedesco

Sempre relativamente agli organici e alle classi da attivare, molti dirigenti hanno sollevato la questione relativa all'insegnamento della lingua tedesca, nelle località più vicine alla Svizzera. "Non si possono - ha puntualizzato Molinari - però semplicemente sostituire cattedre di francese con cattedre di tedesco, se questo vuol dire creare perdenti posto. Il discorso sarebbe diverso se ci fossero cattedre libere, ma non è così e bisogna tutelare gli insegnanti di francese in servizio e anche quelli che cercando di rientrare da fuori provincia".

La possibile novità

A proposito dell'insegnamento delle lingue straniere, però, potrebbe essere attivata, grazie al sostegno di un imprenditore locale, una sperimentazione con insegnante madrelingua di inglese e tedesco per le scuole elementari e medie. Sono state molte, finora, le manifestazioni d'interesse per la possibile attivazione di questa sperimentazione, ora bisognerà capire se e come il progetto verrà effettivamente concretizzato,

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