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Ripresa complicata

Scuola, ritorno sui banchi, ma mancano 260 tra insegnanti e personale ATA

Tra lavoratori positivi al covid, in quarantena o sospesi perché non vaccinati, quasi il 10% non ha potuto tornare in servizio in questi giorni

Dopo le vacanze di Natale in questi giorni in Valtellina e Valchiavenna sono riprese le lezioni a scuola, ma, come ci si poteva ampiamente aspettare vista l'impennata dei casi covid delle ultime settimane, non è stato un rientro tra i banchi normale.

Gli assenti

Negli istituti scolastici della provincia di Sondrio, oggi, infatti, non hanno potuto riprendere regolarmente servizio 239 tra docenti e componenti del personale ATA su un contingente complessivo formato da 3200 lavoratori. Le assenze sono dovute a positività al covid o comunque all'obbligo di osservare un periodo di isolamento dopo il contatto con un positivo, ma, a coloro che sono rimasti a casa in malattia si aggiungono anche i 23 insegnanti sospesi perchè non vaccinati

Proprio a causa di questa situazione, già nei giorni scorsi, il dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale Fabio Molinari aveva rivolto un appello per ricercare "docenti, in possesso di laurea, anche solo per pochi giorni" visto che spesso, pur ricorrendo alla Mad (Messa a disposizione) o alle graduatorie d'istituto, proprio le scuole non stanno riuscendo a coprire completamente i buchi causati dagli insegnanti in malattia o sospesi.

In tal senso sono arrivate alcune segnalazioni all'Ufficio scolastico territoriale che ha provveduto a girare alle scuole in difficoltà i curricula dei candidati, visto che poi spetta proprio ai singoli istituti decidere sulla loro assunzione.

Gli studenti

Sempre dall'ufficio scolastico territoriale emerge l'intenzione di attuare, nei prossimi giorni, un monitoraggio per capire quante classi hanno potuto riprendere regolarmente le lezioni in presenza e quante, invece, sono state costrette a ricorrere alla didattica a distanza. In realtà, come già ricordato sempre da Fabio Molinari all'Ansa, in provincia di Sondrio la maggioranza dei presidi si era espressa in maniera favorevole al ritorno degli studenti a scuola, a meno, ovviamente, di accertati casi di positività che, in base alle regole contenute nell'ultimo decreto covid, lo impediscano. 

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