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Domenica, 2 Ottobre 2022
Forte rammarico

Scuola, la denuncia della Cisl: "Nessun confronto sugli organici di diritto"

A fronte di un calo di 128 alunni, la dotazione del personale docente dovrebbe comunque attestarsi a 2072 unità come quella del corrente anno scolastico

I numeri relativi all'organico di diritto per il personale docente in servizio in provincia di Sondrio nell'anno scolastico 2022-2023 dovrebbero rimanere inviariati rispetto a quelli di quest'anno, anche a fronte di un calo di 135 alunni iscritti, ma a far discutere sono le modalità con cui le scelte relative proprio all'organico di diritto sono state operate dagli organi preposti.

La Cisl scuola Sondrio, infatti, denuncia come queste scelte siano state prese "dall'alto" senza alcun confronto con le stesse organizzazioni sindacali nè con altri soggetti, comprensi gli amministratori locali, che si occupano a vario titolo del mondo della scuola.

Il comunicato

"Il 19 aprile scorso il Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dott. Fabio Molinari, ci ha messo di fronte a scelte che l’Ufficio aveva già definito nonostante tutte le Organizzazioni sindacali (FlcCgil, CISL scuola, Uil scuola e SNALS) avessero richiesto un’informativa, per i primi giorni di febbraio, al termine delle iscrizioni, per potere procedere, come previsto dal contratto, a una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da adottare ed esprimere osservazioni e proposte in una visione di partecipazione attiva e costruttiva. - si legge in un lungo comunicato firmato da Elisa Ripamonti, segretario provinciale della Cisl scuola - Nonostante la mancanza di comunicazione ufficiale da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale il dottor Molinari ha comunicato che pur a fronte di 128 alunni in meno, la dotazione del personale docente assegnata alla nostra provincia dovrebbe essere pari a 2072 come quella dello scorso anno".

Mancata condivisione

"L’Ufficio Scolastico Provinciale ha comunque precisato che ha scelto di procedere con l’apertura di alcune classi in deroga rispetto le norme vigenti a fronte di specifici e motivati casi, bollando, per contro, come “senza senso” alcune richieste avanzate da Dirigenti Scolastici e Amministratori pubblici. - prosegue la Ripamonti - Su alcune scelte tecniche, quali quella di cedere ad altri Uffici scolastici territoriali posti interi in cambio di posti-orario e quella di non sostenere presso l’Ufficio Scolasti Regionale la richiesta di posti aggiuntivi avanzata da istituzioni scolastiche, esprimiamo, nel merito e nel metodo, forti perplessità ma, soprattutto, il rammarico per un’azione “ad excludendum” delle organizzazioni sindacali operata dall’Ufficio scolastico provinciale".

Serve più dialogo

"I segnali di cui dobbiamo prendere atto, da un calo demografico che incomincia a mordere, (-128 alunni) al numero delle pluriclassi (35) e alla chiusura di alcuni indirizzi di istruzione superiore per calo delle iscrizioni, rafforzano la richiesta, da tempo avanzata da Cisl scuola e Cisl, di incontrarsi con i tutti i soggetti che a diverso titolo si occupano di istruzione e formazione per esaminare e disegnare insieme una offerta formativa per la nostra provincia. - si conclude il comunicato - Siamo sempre più convinti della necessità di azioni concrete per individuare, nel dialogo e nel confronto, un sistema scolastico efficace ed efficiente anche attraverso scelte di riorganizzazione per gli istituti comprensivi che per gli istituti di secondo grado affinché sia reso possibile per ognuno dei nostri alunni un significativo percorso di istruzione e formazione in una scuola come prevista della Costituzione".

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