Cultura

Piateda valorizza il suo territorio con l'Arte grazie a "ORA - Orobie Residenze Artistiche"

Presentato il progetto di Laagam pensato per riabitare la frazione abbandonata di Castellaccio attraverso residenze artistiche, laboratori culturali, spettacoli e pratiche di incontro sul territorio

Piateda riprende possesso delle sue terre alte attraverso l'arte. Presentati lungo la mattinata di meroledì 26 maggio il progetto "ORA - Orobie Residenze Artistiche" e la rassegna "Rami d’ORA", ideati dal collettivo Laagam e sostenuti dal Comune di Piateda e Fondazione Cariplo

Il progetto "ORA - Orobie Residenze Artistiche" si sviluppa intorno al concetto di Riabitare, ovvero la possibilità di abitare nuovamente un luogo insieme, nello specifico Castellaccio frazione abbandonata di Piateda, e di farlo attraverso residenze artistiche, laboratori culturali, spettacoli e pratiche di incontro sul territorio. ORA sono due grandi case per accogliere i giovani artisti ed un palco nel bosco. Nasce come luogo di fermento culturale, scambio e confronto con la comunità locale e con gli artisti ospiti, per instaurare nel tempo una relazione forte favorita dal sostegno continuativo degli artisti che verranno ri-invitati ogni anno a vivere e lavorare a Castellaccio. Altro obiettivo di ORA, oltre al sostegno di giovani artisti emergenti nel campo delle arti dal vivo, è quello di incentivare le artisticità presenti sul territorio favorendo il lavoro in rete, valorizzare le ricchezze paesaggistiche favorendone una riscoperta con attività all’aperto e in contatto con la natura.

Il sindaco Simone Marchesini, parlando del processo di costruzione del progetto, ha rimarcato il suo apprezzamento al modo in cui Laagam si è inserito con delicatezza nella rete di realtà culturale e sociali già presente ma proponendo qualcosa di nuovo. L’essere promotore di una riscoperta della montagna con una declinazione diversa, artistica, per Piateda è molto importante e in linea con una valorizzazione del territorio montano alla quale l’amministrazione stava già lavorando.

Nell’ultimo anno è al lavoro per connettere al Sentiero Valtellina i sentieri della media montagna e molti di questi raggiungono Castelasc, luogo di sviluppo di ORA. La riscoperta del territorio sta molto a cuore dell'Amministrazione, perciò ristrutturare strutture in un territorio abbandonato e in più arricchire il territorio con proposte culturali, di residenza, e un cartellone di spettacoli rendono ORA un progetto ancora più interessante. La prima azione sarà il 2 giugno con la consegna della Costituzione ai giovani diciottenni seguita poi da una camminata che condurrà alla visione di uno spettacolo organizzato da Laagam.

Estremamente soddisfatto del progetto Marco Dell’Acqua, presidente della Fondazione Pro Valtellina, in rappresentanza di Fondazione Cariplo. Parlando del progetto ORA Dell'Acqua ha sottolineato come sia un percorso meritevole di sostegno per due aspetti: identitario e artistico di valorizzazione del territorio. «Il far rivivere un’antica contrada significa recuperare la nostra identità e in Valtellina in particolare ci sono luoghi storici che hanno bisogno di essere valorizzati. E’ importante sostenere l’espressione artistica in tutte le sue forme, specialmente quando restituisce i luoghi com’erano una volta e facendoli rivivere attraverso la cultura» ha commentato il rappresentante di Fondazione Cariplo, nell'augurarsi che il progetto possa avere successo ed ispirarne di nuovi.

Erica Meucci, presidente dell’Associazione culturale Laagam ha poi presentato ORA - Orobie Residenze Artistiche con in chiusura l’intervento di Fabio Biondi, direttore artistico de L’Arboreto di Mondaino, sul valore delle residenze artistiche in Italia. I direttori artistici Erica Meucci e Marco Benetti introducono la rassegna Rami d’ORA, rassegna estiva sviluppata lungo l’arco del mese di giugno. La prima edizione vede affiancata alla direzione di Meucci e Benetti, la consulenza artistica di Riccardo Olivier.

Programma

Mercoledì 2 giugno - ore 19 
Spettacolo “Le rotaie della memoria
vincitore premio A.N.P.I. cultura Ovest Ticino 2008 , vincitore premio Riccardo Pradella 2014

di Giulia Viana e Giacomo Ferraù
con Giulia Viana
regia Giacomo Ferraù
luci e scene Giuliano Almerighi
durata 60 minuti
produzione Eco di fondo

Albino Calletti si racconta, racconta della sua giovinezza, della sua crescita e della sua maturità. La sua passione politica lo conduce come un treno. L’entusiasmo, la forza d’animo, l’umanità di questa persona aprono grandi domande sulle possibilità di ognuno di noi. In un momento storico come quello, gli anni del fascismo, sembra facile, oggi, immedesimarsi nella posizione di ogni uomo, di come ognuno di loro avesse davanti soltanto due scelte: accettare la dittatura e farne parte o combattere per cambiare. Diversa però è l’attitudine con cui ogni essere è disposto ad approcciarsi all’una o all’altra parte. Albino, nome di battaglia “Capitan Bruno”, è uno degli esempi di come la sua non fosse soltanto una necessità dettata dalla situazione, ma una vera e propria missione, un senso enorme di responsabilità non solo per i suoi cari, ma anche e soprattutto per i compagni.

Domenica 20 giugno - ore 16
Performance “Da un cielo mai visto” + Concerto Minus collettivo

a cura di Laagam
di Sabrina Fraternali
con Erica Meucci, Flora Orciari, Francesca Siracusa, Cecilia Tragni
musica originale di Simone Faraci
con il sostegno di Centro di residenze Passo Nord
durata 20 minuti

In una realtà costellata da dubbi e difficoltà, nonché da costrizioni linguistiche e concettuali, le immagini oniriche rappresentano uno strumento più immediato nell’accostarsi all’individuo, toccando corde che la veglia difficilmente restituisce. Il lavoro inizia durante il lockdown con la raccolta scritta e lo scambio dei sogni, come luogo di condivisione e specchio di paure e desideri.

a cura di Minus collettivo
con Simone Faraci e Matteo Pastorello
durata 30 minuti

Il collettivo bolognese di musica elettronica propone un sistema di improvvisazione che stimoli
il pensiero improvvisativo attraverso indicazioni di natura generica sotto forma di parole chiave. In questo sistema i musicisti costruiscono insieme il loro progetto musicale armonizzando le interpretazioni personali delle indicazioni fornite.

Domenica 27 giugno - ore 19
"Concerto di Trio Vagues"

con Andrea Mocci, Francesco Ronzio e Mattia Quirico
musiche di Albright, Feld, Ruggiero, Hindemith, Schneider
durata 40 minuti

Trio di saxofoni che ha debutttato nel 2016 al Milano Musica Festival. Uno sguardo al contemporaneo con una scelta di autori che spaziano dalla musica sperimentale ad autori che guardano deliberatamente al passato;

Mercoledì 30 giugno - ore 19
"Concerto itinerante 'Fontane'

un progetto a cura di Alex De Simoni, Paolo Novellino e Andrea Mori
pianista Alex De Simoni
microfoni e fontana Paolo Novellino
raccontastorie Andrea Mori

L’idea nasce nell’estate 2019 da una intuizione del musicista Alex De Simoni in collaborazione con Paolo Novellino musicista e paesaggista sonoro. Registrare i suoni, le voci, le storie che ruotano attorno alla fontana, delle persone che la raccontano, la vivono ne bevono l’acqua. I suoni vengono riproposti e suonati insieme a un pianoforte elettrico e alla fontana stessa. Uno di fronte all’altro i musicisti dialogano con la voce dell’acqua ascoltando il proprio paesaggio sonoro interiore ed esteriore creando un nuovo piccolo spazio sonoro. Le storie raccolte sul cammino vengono narrate davanti a un piccolo braciere arricchiscono e completano la narrazione.

Fontane è un concerto, una performance, una ricerca etnografica, un rituale collettivo.

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