Martedì, 21 Settembre 2021
Cultura Morbegno

Morbegno, Monsignor Mario Enrico Delpini: "Bisogna stimolare il potenziale dei nostri giovani"

L'appello dell'Arcivescovo di Milano, ospite al chiostro di S.Antonio a Morbegno, per una visione più positiva e meno egoista della vita

Sono stati in molti coloro i quali hanno preso parte all’evento “Dalle emergenze europee alle urgenze del quotidiano”, andato in scena ieri, mercoledì 11 agosto, nel Chiostro del complesso di S. Antonio. 

L'incontro è stato organizzato dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio, in collaborazione con il Comune e la Parrocchia di Morbegno e la Fondazione Mattei. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, si è svolta nel contesto del ciclo di incontri intitolato “Conversazioni estive”, ideato dal Dirigente UST, Fabio Molinari. Dopo i saluti del Sindaco di Morbegno, Alberto Gavazzi, e del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Prof.ssa Augusta Celada, l’Arcivescovo di Milano e Metropolita della Lombardia, Mons. Mario Enrico Delpini (che nel tardo pomeriggio ha celebrato una Messa per la comunità di Morbegno presso la Collegiata di San Giovanni) ha dialogato con il Dirigente UST affrontando numerosi aspetti della contemporaneità, nella cornice suggestiva del Chiostro di S. Antonio. Presente anche il Vicario Generale della Diocesi di Como, Monsignor Ivan Salvadori.

L'impegno per i giovani

In particolare si è parlato dei giovani, del loro potenziale enorme che spesso non viene sufficientemente stimolato e che resta quindi nascosto, spesso offuscato da una generazione adulta infelice, spingendo i ragazzi ad approcciarsi alla vita in modo passivo: "Se c’è una generazione di adulti scontenti, che si lamentano della vita, che continuano a dire quanti problemi ci sono, a lamentarsi di quanto sia difficile il lavoro e la società, non possiamo aspettarci che abbiano voglia di diventare adulti". Questa una delle tante considerazioni di Monsignor Delpini.

Pubblico della serata-2

I muri ideologici

La conversazione è poi proseguita toccando temi come l’individualismo, ostacolo per il futuro dell’umanità, dei muri ideologici, che non è dato sapere se saranno eliminati, poiché - dice Delpini - "l’inizio della Storia è stato un fratricidio, è stata la confusione. Siamo chiamati tutti ad essere fratelli e sorelle ma è una vocazione, non è un obbligo, pertanto abbiamo la responsabilità di decidere se fare la terra luogo di conflitto oppure di fraternità".

Un plauso alla scuola

Tra le tematiche anche la scuola e Monsignor Delpini non ha esitato ad esprimere la propria ammirazione per il mondo della scuola, che in questo ultimo anno e mezzo ha sofferto ma si è attrezzata ed ha fatto di tutto per garantire una continuità agli studenti, seppur con metodi nuovi come la DAD. Ha poi ricordato come questa pandemia sia stata ed è ancora un momento drammatico ma comunque non paragonabile ad una guerra:

"Ci sono paesi dove la scuola non esiste, o dove se non ci vai non mangi, paesi dove la precaria situazione sanitaria è stata sentita particolarmente. Pertanto abbiamo vissuto un dramma, ma non paragonabile ad alcune zone geografiche dove i bambini non sono mai andati a scuola poiché c’era la guerra" 

"Sono rimasto entusiasta perché Monsignor Delpini ci ha dato una lezione di grande umiltà e cultura - ha concluso il Dirigente UST, Fabio Molinari -. Ci ha offerto delle riflessioni che spaziavano tra argomenti tra loro molto diversi ma ha comunque dato la possibilità a tutto l'uditorio di comprendere il senso dei suoi interventi, il tutto condito dalla sua piacevole ironia che lo rende una persona molto amata".

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