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Valmalenco, il ritorno dall'alpeggio è una festa

Appuntamento a Chiareggio il 18 e 19 settembre per la ventunesima edizione della manifestazione che celebra la transumanza

Dopo un anno di stop causa Covid-19, sabato 18 e domenica 19 settembre ritorna la Festa dell’Alpeggio: giunta alla sua ventunesima edizione, è uno degli appuntamenti autunnali più sentiti in Valmalenco e dintorni. A Chiareggio verrà celebrata la transumanza con prodotti tipici, attività e un importante ritorno: un convegno organizzato dall’Università della Montagna.

Dopo un’estate caratterizzata dall’introduzione del passaporto “In giro per Alpeggi”, una iniziativa promossa dal Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco, con l’arrivo di settembre malgari e pastori danno inizio al rientro dagli alpeggi del bestiame. La via principale di Chiareggio si anima di gente in attesa delle mucche che, spinte dalle grida dei “Bacan”, raggiungono l’ultima tappa della loro lunga marcia iniziata in vetta nelle prime ore del giorno. Ed è proprio in questo momento che il duro lavoro diventa una festa. 

Una tradizione viva

"Il ritorno della “Festa dell’Alpeggio” - spiega il direttore del Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco, Roberto Pinna - si propone di avvicinare i visitatori alla vita rurale e ai suoi protagonisti, consentendo di partecipare attivamente a quello che la tradizione alpina tramanda da secoli e di incontrare ambienti naturali e culture tanto diverse quanto ricche e curiose. Pranzi, cene e tutte le attività in programma, riproporranno gli originali passaggi della tradizione, preparati sapientemente con mani attente, tipiche di una cultura tramandata da secoli".

Il convegno

Nell’ambito della Festa dell’Alpeggio, sabato 18 settembre è in programma “Il ruolo della donna in alpeggio”, un convegno organizzato in collaborazione con il polo Unimont dell’Università degli Studi di Milano.

"Il convegno - afferma Pinna - nasce come una presa d’atto del rapporto tra la montagna e le donne che, al pari degli uomini, hanno un ruolo importantissimo nell’organizzazione delle attività legate all’alpeggio e alla transumanza. Le donne sono indubbiamente un elemento cruciale nelle comunità alpine e molto spesso si dice che “dove le donne se ne vanno, la montagna muore”, a conferma dell’importanza del ruolo femminile nel tramandare le tradizioni locali, culinarie, di costumi, e di leggende".

"La montagna vuole quindi ripartire dagli alpeggi - conclude il direttore Pinna -. Si tratta di un buon segnale che fa ben sperare sul futuro non solo di tante produzioni tipiche ma, considerato il ruolo di salvaguardia e tutela che gli agricoltori e gli allevatori svolgono in zone disagiate come quelle di alta montagna, anche dello stesso ambiente".

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