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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Maturazione anticipata

La siccità incide sulla vendemmia: previsto un calo di produzione fino al 10%

Il punto della situazione effettuato dalla Fondazione Fojanini

L’annata 2022 rientra, ma non c’erano dubbi visto l’andamento stagionale, tra le stagioni precocissime per quanto riguarda la maturazione delle uve in provincia di Sondrio: è quanto emerge dal monitoraggio e dai campionamenti effettuati dai tecnici della Fondazione Fojanini.

Rispetto alle annate 2007- 2017 però la maturazione è stata fortemente condizionata dalla siccità. Questo ha comportato situazioni di stress idrico soprattutto a carico della sottozona del Sassella, nelle vigne con poca profondità di piede di coltivazione, sulle piantine giovani e in quei vigneti  dove la sostanza organica è limitata.

Produzione in calo 

Calcolare la perdita di produzione è al momento difficile, anche se si può ipotizzare un danno, ad oggi, di circa un 5-10% sul totale. Si avrà una vendemmia eterogenea, diversa da vigneto a vigneto. La mancanza d'acqua, lo stress termico, il caldo, la luminosità, più di altri parametri hanno inciso sull’andamento stagionale. I grappoli hanno un peso medio inferiore rispetto alle annate normali, e questo inciderà sulla produzione totale  finale.

Ci si trova, comunque, ancora in una fase di “via di mezzo” e tutto può modificarsi in un senso o nell’altro. La speranza è quella, visto che siamo ancora lontani dalla vendemmia, di un ritorno delle piogge, previste la prossima settimana. Piogge che permetterebbero una maturazione per “fotosintesi” e non per “concentrazione.”

Parziale sollievo

Piogge che, hanno portato un leggero miglioramento della situazione in alcuni vigneti, rispetto alla situazione estremamente critica illustrata da Fondazione Fojanini poche settimane fa: le precipitazioni registrate negli ultimi 10 giorni (circa 30 mm zona Sondrio) anche se non sono state sufficienti a ricostituire il deficit idrico rispetto alle stagioni normali, hanno infatti portato un po' di sollievo migliorando parzialmente le condizioni delle vigne, che 15-20 giorni fa erano al limite. Questo significa che dove le viti non erano ancora arrivate a manifestare stress evidenti, le piante si sono parzialmente riprese e questo ha consentito che non si aggravasse la situazione.

Dove invece le condizioni erano già al limite (terrazzi più esposti, vigneti con poco terreno), purtroppo neppure le precipitazioni hanno consentito di migliorare la situazione. Si vedono in diverse zone, soprattutto in Sassella dove i vigneti sono su terrazzi dotati di poco terreno, situazioni con viti che sono seccate (morte). Viti seccate si osservano anche nelle altre sottozone, ma in modo meno diffuso. E' la prima volta che si osserva una situazione del genere D’altra parte il luglio 2022 spicca per la scarsità di precipitazioni totali (55 mm in zona Sondrio), un record negativo se confrontato con la media storica per la zona (104 mm) e addirittura peggiore rispetto all’annata “emblematica” 2003.

Gli altri fattori

Da notare inoltre la costante presenza di vento che contribuisce a disidratare e asciugare terreno e piante, quindi qualche cosa di più della classica “breva” pomeridiana che dal lago spira verso le montagne. Ad essere stata eccezionale, però, è stata soprattutto la durata dei giorni con temperature elevate, (temperatura media di luglio 26.6 °C contro una media storica di 22.3°C, e a titolo di esempio il luglio 2021 aveva registrato una media di 22.9 °C). La combinazione di siccità (da inizio anno mancano circa 200 mm per arrivare alle medie delle precipitazioni del periodo) e temperature elevate, ha determinato quello che è davanti agli occhi di tutti, e che conferma un po’ anche il quadro dell’andamento a livello nazionale.

In questa situazione, chi è riuscito ad intervenire con delle irrigazioni di soccorso, anche con apporti limitati ma nei momenti cruciali di stress idrico, ha garantito condizioni migliori alle viti, e al momento questi vigneti appaiono notevolmente meno sofferenti. Una criticità particolare riguarda senz’altro gli impianti giovani, e le viti messe a dimora quest’anno: laddove non è stato possibile apportare acqua, si sono registrate percentuali molto elevate di mortalità.

L'auspicio

Con le perturbazioni che hanno apportato acqua (7-8 agosto) le temperature erano calate, ma ora sono tornate ad aumentare (si registrano anche in questi giorni da 3 a 4 °C superiori rispetto alle corrispondenti giornate dell’anno scorso). Quindi sarebbe importante che piovesse ancora in agosto e si abbassassero ulteriormente le temperature. Questo favorirebbe le condizioni fisiologiche delle viti. Non è detto comunque che, con ulteriori apporti di acqua dal cielo, e un calo delle temperature massime, quest' anno non possa risultare una buona annata: la vite  sa giovarsi anche di apporti idrici limitati. Al momento abbiamo un anticipo sulla stagione quantificabile in almeno 10-15 giorni (siamo ormai ad un 80 percento di invaiatura, cioè colorazione dell' uva, che si osserva normalmente verso la metà-fine di agosto).

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